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	<title>Il Cittadino Partecipa &#187; inceneritore</title>
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	<description>Idee per riattivare la democrazia in Trentino</description>
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		<title>&#8220;No&#8221; degli artigiani ai camini di Borgo e di Ischia Podetti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 07:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Celestino</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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<p>«Se martedì non sarà emessa l&#8217;ordinanza di chiusura definitiva delle acciaierie incominceremo a manifestare ad oltranza». Laura Zanetti, portavoce dei Barbieri Sleali della Valsugana, commenta cosi la sentenza del tribunale del riesame di Trento che ha rigettato la richiesta di dissequestro delle acciaierie e che martedì, in una nuova udienza richiesta dalla Procura, si pronuncerà sul sequestro totale dell&#8217;impianto. Ieri mattina erano una trentina, Barbieri Sleali e&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1759" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/12/camini-300x300.jpg" alt="camini" width="300" height="300" /> da L&#8217;Adige del 18/12/2009</p>
<p>«Se martedì non sarà emessa l&#8217;ordinanza di chiusura definitiva delle acciaierie incominceremo a manifestare ad oltranza». Laura Zanetti, portavoce dei Barbieri Sleali della Valsugana, commenta cosi la sentenza del tribunale del riesame di Trento che ha rigettato la richiesta di dissequestro delle acciaierie e che martedì, in una nuova udienza richiesta dalla Procura, si pronuncerà sul sequestro totale dell&#8217;impianto. Ieri mattina erano una trentina, Barbieri Sleali e altri comitati ambientalisti della Valsugana, riuniti in presidio a Trento davanti al tribunale in attesa del pronunciamento del giudice. «Chiediamo la chiusura delle fonderie &#8211; ha ribadito con forza Laura Zanetti &#8211; la loro riconversione e uno studio sulle patologie oncologiche e sui danni provocati alla salute e all&#8217;ambiente dalle emissioni degli inquinanti che a nostro parere sono ben oltre i limiti di legge». <span id="more-1760"></span>La prima azione di protesta è prevista per mercoledì prossimo: un convoglio lumaca partirà alle sette del mattino da Borgo, sulla strada che costeggia le acciaierie, fino a Levico. «Sarà cosi tutti i giorni fino a quando non riusciremo ad avere ragione su una questione importante come la salute degli abitanti di un&#8217;intera valle. Si sente piagnucolare sui posti di lavoro degli operai, ma la Provincia di Trento e il signor Leali hanno i mezzi a disposizione per mantenere i lavoratori con un vitalizio e un soggiorno in una casa salute», affermano i manifestanti anti acciaieria. Una vicenda, quella della fabbrica di Borgo Valsugana, che non ha mai varcato i confini del Trentino. E, infatti, il comitato ha in programma un&#8217;azione mediatica a livello nazionale. «L&#8217;obiettivo è quello di rendere nota a tutti &#8211; continua Laura Zanetti &#8211; con l&#8217;acquisto di una pagina su un importante quotidiano nazionale la storia di una Trentino che nessuno conosce sarà la nostra prossima mossa a prescindere dalla sentenza del tribunale». Ovviamente questo sarebbe tutt&#8217;altro che una buona pubblicità turistica.</p>
<p>Siamo tre titolari di imprese artigiane e abbiamo letto con una certa meraviglia il contenuto dell&#8217;articolo riguardante l&#8217;inceneritore, apparso sull&#8217;ultimo numero della rivista degli Artigiani, a firma del responsabile dell&#8217;area ambiente ed energia. Una presa di posizione così netta su un argomento così complicato ci sembra imprudente e inoltre non ricordiamo che l&#8217;associazione di cui facciamo parte abbia, almeno negli ultimi anni, promosso dibattiti sull&#8217;argomento, raggiungendo una posizione condivisa. Dopo che da alcuni anni, in azienda, separiamo i nostri rifiuti con formulari, codici, Mud (efficacemente aiutati dall&#8217;Associazione) e a casa con bidoncini, sacchetti vari e giornate per la raccolta da memorizzare, ci pare strano rischiare di vanificare questo impegno decidendo di gettare tutto in un inceneritore. Perché questo temiamo sia l&#8217;inevitabile sbocco, almeno nel medio-lungo periodo. L&#8217;inceneritore infatti sicuramente rappresenta una soluzione comoda per gli amministratori della cosa pubblica, ma deresponsabilizza i cittadini. Inoltre, ci pare che proprio la «assenza di studi scientifici inequivocabili», come recita l&#8217;articolo, dovrebbe suggerire di adottare le strategie più prudenti. Ricordiamo quello che ci hanno sempre detto da bambini: «se te sei sicur che &#8216;l te faga ben, tolen zo poc. Se te gai sol qualche dubio che &#8216;l pol farte mal, tralo via». E&#8217; il principio di precauzione espresso con parole di antica saggezza, al quale siamo più che convinti dovrebbe sempre ispirarsi chi deve decidere su aspetti importanti della vita attuale e futura. Esistono comunque abbondante documentazione medico-scientifica e specifici studi ad opera di emeriti scienziati, i cui risultati sono stati illustrati dai relatori presenti alla serata promossa di recente da alcuni comuni della piana Rotaliana, che dimostrano come non solo gli inceneritori siano responsabili dell&#8217;insorgere di diversi tipi di cancro, ma che anche quelli di «moderna concezione» ne possono provocare, poiché emettono particelle finissime, e per questo ancor più letali, che nessun filtro è in grado di fermare. Se non si possono differenziare i rifiuti al 100%, si può comunque arrivarci vicino, recuperando anche il 90%, tanto che questa attività costituisce il business di taluni imprenditori. Nel corso della già citata serata al Palarotari l&#8217;ing. Massimo Cerani ha illustrato uno studio di fattibilità, commissionatogli da alcuni comuni, che prevede di realizzare nell&#8217;intero territorio trentino un sistema di gestione dei rifiuti ad un costo molto più basso di quello che serve per costruire e gestire un inceneritore e con un impiego di manodopera molto maggiore. Ciò consentirebbe alla nostra provincia di diventare un positivo esempio nella lotta allo spreco, valido a livello nazionale, europeo e addirittura mondiale. Se l&#8217;inceneritore progettato per Ischia Podetti brucerà 100 mila tonnellate di rifiuti all&#8217;anno (ma nello Studio della Pat è scritto che potrebbe bruciarne molte di più) esso inevitabilmente produrrà non meno di 25 mila tonnellate di ceneri e scorie, in parte pericolose o tossiche, che andranno buttate da qualche parte. Dove? Nelle discariche, che quindi non spariranno, ma anzi dovranno continuare ad esistere. Nemmeno da questo punto di vista l&#8217;inceneritore risulta una soluzione completa al problema dei rifiuti. La nostra associazione anche di recente ha aiutato qualcuno dei suoi iscritti ad ottenere la certificazione ambientale e cioè a garantire che in azienda tutto venga svolto nel modo più rispettoso possibile per l&#8217;ambiente e per la salute dei lavoratori. Abbiamo pertanto una certa difficoltà a capire perché pubblicare, senza un previo confronto, né presentando le opinioni contrarie, posizioni così assolutamente a favore dell&#8217;inceneritore, che non danno conto dei tanti dubbi ed incertezze. Per questa ragione, ringraziandovi per l&#8217;attenzione, vi chiediamo di voler pubblicare la presente sulla rivista dell&#8217;associazione, augurandoci che anche tra la nostra categoria possa nascere un dibattito su un tema così importante per la salute e per il buon vivere di ciascuno di noi. Paola Venturelli &#8211; Tecnolito Grafica S.a.s. Enrico Coser &#8211; Grafiche Futura S.r.l. Bruno Conci &#8211; Cbe s.r.l.</p>
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