Chi Siamo
livello centrale, favoriscono le oligarchie, pronte a papparsi tutte le nostre ricchezze e con esse anche i nostri diritti fondamentali. Viviamo oggi in una società fortemente squilibrata, ingiusta, elitaria. La democrazia è arretrata a livelli impensabili solo fino a qualche anno fa e la maggior parte della gente non riconosce più la legittimità di questo regime falsamente rappresentativo. E adesso la situazione è talmente degenerata che abbiamo innanzi un solo problema: quando toccheremo il fondo saremo risucchiati dalla melma maleodorante o qualcuno ci salverà?
Nessuno ci salverà!
Prepariamoci allora in tempo per la spinta di risalita. E che Dio ce la mandi buona! La miglior gente è con noi.
ho sempre creduto che i cittadini, le persone, devono essere ascoltate, in quanto latori di richieste quotidiane e concrete.
Mi sono reso conto in più di un’occasione in prima persona che la politica e gli amministratori locali non voglion0 ascoltare, anzi rifuggono e bollano come una cosa non “sana” la partecipazione del cittadino alla gestione della cosa pubblica, della “sua cosa”.
Credo quindi che sia ora di dare un segnale forte, deciso e spero risolutivo facendo ripartire la politica e la democrazia, dal basso, dai cittadini, ogniuno con il proprio impegno personale.
Artigiano imbianchino. Lavoro con i colori e sogno un mondo meno grigio.
Sono laureata in lettere classiche e credo nell’importanza della democrazia diretta perché, come cantava G. Gaber, “Libertà è partecipazione”
Francesco Ghensi
Ho 36 anni, vivo a Lavis e fino a qualche anno fa politica e partecipazione non mi interessavano per niente.
Adesso mi capita spesso di esagerare un po’ nel senso opposto…
A parte gli scherzi, sono dell’idea che sia necessario esporsi e lottare per ciò che si ritiene giusto, accettando anche il confronto con chi la pensa in modo diverso da noi.
Rispetto della legalità, tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, salvaguardia dell’ambiente sono tutti obiettivi che, senza una reale partecipazione del cittadino, finiranno molto presto schiacciati in nome dello sviluppo, della crescita economica e degli interessi di pochi…
Marina Benedetti
Sono nata e sempre vissuta e in Trentino.
Amo la mia terra , mi stanno a cuore il futuro del nostro territorio
le nostre tradizioni , la nostra cultura.
Sono molto delusa dalla democrazia rappresentativa,del cui fallimento non si può che prendere atto.
La politica è sempre più lontana dal cittadino ” comune” ,al quale si rivolge solo nel momento del voto
Voglio sperare in una società orizzontale, dove le regole siano discusse e non calate dall’alto
Sono convinta che questo cambiamento debba,, e possa venire solo dal basso,
Solo con gli strumenti di democrazia partecipata possiamo sperare in una società migliore ,
che tenga finalmente conto del bene comune, e della dignità della persona, valori irrinunciabili.
Paolo Fabris
laureato con lode in filosofia, occupato nel sociale, ritengo che la promozione della democrazia diretta sia uno degli antidoti allo sfacelo civile che sta travolgendo l’Italia.
Milo
Ho deciso di far parte del gruppo, perchè nessuno meglio di me può capire come realizzare la democrazia dal basso!
paolo michelotto
sono nato e vissuto a Vicenza, dal 2002 vivo a Rovereto, dal 2006 sono residente. Vorrei la migliore delle società possibili. Per ottenere questo non occorrono rivoluzioni, ma basta prendere esempio dalle pratiche migliori e dalle esperienze del mondo dove la democrazia è viva e funziona. Non sono molto conosciute, ma esistono. Dove i cittadini hanno diritto di far sentire la loro voce e a decidere, lì c’è la vera democrazia. Svizzera, Danimarca, Baviera, California, Brasile, ovunque c’è qualche idea buona, si può studiare e cercare di applicarla qui da noi.
Il mio impegno per la democrazia vera, è fondato sulla convinzione che se i cittadini non interverranno direttamente nelle decisioni del proprio mondo, superando gli interessi economici che governano oggi, andremo incontro rapidamente all’autodistruzione ambientale, economica e sociale.










Che spettacolo!
ciao,
ieri andando via non ho salutato tutti: ciao paolo (fabris).
volevo complimentarmi con tutti voi perchè è stato veramente bello sono stata bene e mi ha dato un forte carica per andare avanti. io credo fortemente nell’approccio partecipativo e sto cercando di diffonderlo nel mio campo lavorativo (sono architetto) e nella politica (sono impeganta nel pd).
dicevo ieri a paolo(michelotto) che se avete bisogno di una mano per sbobinare o preparare materiali di ieri vi do volentieri una mano.
ciao ancora teniamoci in contatto.
silvia
Sono del comitato dei cittadino contro il collegamento autostradale delle Torricelle di Verona. Dopo molte assemblee ed inviti al sindaco e agli assessori per avere un confronto sull’opera, sempre rifiutati, abbiamo deciso di attivare la procedura referendaria per chiamare i cittadini di verona ad esprimersi su tale opera. I costi preventivati sono di 380 milioni di euro per un progetto in project financing che prevede una concessione di 45 anni. Vi scrivo perchè il comune di verona sta facendo un ostruzionismo esasperato alle nostra battaglia e per aver riconosciute le nostre ragioni abbiamo dovuto fare ricorso contro l’interpretazione del comune sul regolamento comunale in tema di referendum. Ricorso che abbiamo vinto, ma che non ha convinto il comune dal recedere dal suo ostruzionismo. Siamo in attesa che vengo riconosciuta la validità del nostro quesito referendario e poi dovremo raccogliere 10.000 firma autenticate. Visto la vostra esperienza sulla raccolta firme, ci piacerebbe incontrarvi per capire quali attenzioni dovremmo avere per non incorrere negli stessi vostri inconvenienti.
Spero possiate darci una mano.
Giampaolo Ventoruzzo
Via Euclide 9
37138 Verona
cell. 3463065542
Ciao Giampaolo,
noi siamo sempre a disposizione, quando volete possiamo incontrarci.
Pensavi a Rovereto o a Verona?
il mio cel è 3470907427
Ciao,
Paolo M.
@silvia alba
Ciao Silvia,
io ho l’arduo compito di montare il materiale foto/video che abbiamo raccolto il 20 settembre. Se hai tempo/voglia non mi dispiacerebbe farmi dare una mano: non ho ancora molta esperienza ed ogni consiglio è ben accetto!
bronet78@gmail.com
Buongiorno a tutti.
Colgo occasione per complimentarmi per avere organizzato una giornata simile mettendovi in gioco ed esponendovi molto. Oltre al fatto di essere riusciti a far partecipare un numero considerevole di persone, considerate le manifestazioni che si sono avute contemporaneamente, anche a rovereto.
Ho letto attentamente quanto ci ha inviato paolo michelotto e ho ripensato altrettanto alla giornata del 20 settembre.
Devo dire che sono parzialmente soddisfatto della giornata. Ritengo di avere avuto una bella occasione di esprimermi nel gruppo in piena libertà, anche grazie al saper fare della facilitatrice(patrizia pappalardo ) e di poter ascoltare gli altri componenti con altrettanta libertà. Anche se purtroppo dopo le discussioni la mia proposta non è stata tra quelle più votate, il metodo di confronto andava benissimo.
Le note diciamo meno positive riguardano la o le votazioni che si sono avute.
Per le votazioni interne al gruppo, ho già detto che si è avuta discussione e confronto. Mi dispiace che due persone del gruppo però abbiano dovuto andare via, facendo diventare un po’ monca la legittimazione delle proposte discusse. Anche delle proposte sostenute da queste persone.
Per quel che riguarda le votazioni “assembleari”, ritengo che non ci sia stata abbastanza discussione e confronto, soprattutto per il fattore tempo che era eccessivamente contingentato.
Questo fatto della mancata discussione è legato alla scarsa capacità di portare in assemblea le riflessioni fatte nel gruppo e che poi hanno permesso ad una proposta piuttosto che ad un’altra di essere votata di +. Quindi è legato alla scarsa capacità del proponente di esprimere in assemblea quanto discusso in gruppo. E questo si è verificato in + di una occasione. Forse era il caso di far presentare ai singoli facilitatori di ogni gruppo la discussione e le motivazioni della proposta. Ovviamente insieme al/alla proponente.
Soprattutto se confrontiamo le esposizioni delle proposte tra di loro, si vede chiaramente chi dei proponenti era più abituato a parlare ed esprimere le proprie ragioni.
Altra riflessione è legata agli argomenti portati nella giornata, che in un certo senso, e anche con una certa legittimità, erano legati fortemente al tema referendum.
Una riflessione a parte merita la mattinata.
Innanzitutto non c’è stato dibattito tra il pubblico e i relatori; la distanza fisica tra gli uni e gli altri non ha facilitato la partecipazione in tal senso. Ritengo poi che la presenza di organi istituzionali come i sindacati e rappresentanza politica (anche se in forma cartacea) soprattutto non abbiano apportato qualità alla discussione o contributi importanti al tema partecipazione e democrazia.
L’intervento di parte universitaria sul rapporto sullo stato della democrazia, oltre al fatto di avere usato il supporto ppt, risultato inutile e comunque non fruibile dai partecipanti, non ha inciso sulla discussione, forse anche per incapacità del relatore.
Invece sono stati soddisfacenti le relazioni di allegretti( tralasciando i ppt) e di pomatto, che ho trovato molto pratici e diretti nell’esposizione, oltre che dare indicazioni su metodologie e casi studio reali, tralasciando dichiarazioni di principi e demagogie varie.
Interessanti anche le esposizioni di Gross e di Benedikter, purtroppo finali.
A questo proposito, peccato che alcuni dei relatori siano andati via senza neanche ascoltare tutti quelli dopo di loro, vista anche la mancata discussione pure tra i relatori.
Considerate tute le mie riflessioni, nutro dei dubbi sull’efficacia di portare così come avete ipotizzato le proposte emerse dall’assemblea, non condividendone appieno i contenuti( ma fa parte anche del gioco, ci si rimette alla maggioranza) e considerando che molto probabilmente alcune di queste saranno meglio esposte di altre oltre che alcune rischieranno di essere monche. Considerato che l’interlocutore sarà giovanni kessler, politico di esperienza, non vorrei che ancora una volta la pratica partecipativa e i metodi per coinvolgere i cittadini siano stereotipati, stigmatizzati e strumentalizzati.
Grazie della disponibilità
Ancora complimenti per l’organizzazione, attendendo indicazioni per le date e le modalità.
Ovviamente in bocca al lupo per i vicini referendum.
riccardo