Forum : Una "Telesur" delle Regioni per salvare la Democrazia

7 giugno 2009
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Una “Telesur” delle Regioni per salvare la Democrazia

UtenteMessaggio

16:47
7 agosto 2009


Emilio Piccoli

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1

L'informazione equilibrata è un pilastro basilare per la vita e la sopravvivenza della Democrazia. Il popolo italiano è quotidianamente oppresso da un sistema mediatico spaventosamente squilibrato. Il cittadino italiano viene “offeso” quotidianamente nella sua intelligenza da tutti i grandi organi di informazione, nessuno escluso. Questa situazione è nota e ben fotografata da prestigiosi enti internazionali (Rsf,FreedomHause ecc.) che da quest'anno classificano la nostra nazione non più fra i paesi con “piena libertà di stampa” ma nel gruppo dei paesi con “libertà di stampa parziale”.

E' noto che fra libertà di stampa e democrazia l'abbinata è ferrea. L'Italia è dunque entrata nel gruppo di paesi con democrazia parziale.

Per riattivare la democrazia occorre iniziare un cammino per costruire un sistema mediatico equilibrato. Io propongo una “Telesur” delle Regioni italiane e il Trentino potrebbe essere il fondatore e il promotore della prima TV federata democratica italiana. Una TV da sogno dove manager e dirigenti vengono nominati direttamente dai cittadini e la casta politica ne sia esclusa per norma costituente.

19:23
7 agosto 2009


admin

Amministratore

messaggi24

2

L'idea è buona, ma non capisco tecnicamente come si potrebbe realizzare. Se Dellai e Formigoni sono azionisti della Telesur regionale ad esempio, ovvio che vorranno essere trattati con i guanti da essa, pena ridimensionamento finanziamenti.

Esattamente come TeleSur tratta con i guanti Chavez che l'ha ideata…

Paolo M.


08:17
8 agosto 2009


Emilio Piccoli

Member

messaggi10

3

ovviamente non penso a una televisione dei governatori, ma penso a una tv  dei  cittadini  delle  Regioni,  controllata direttamente dai cittadini con strumenti di democrazia diretta,  Si potrebbe, ad esempio, lavorare a un compromesso sulla RAI: rai1 e 2 sempre e vergognosamente ai partiti, RAI3 finalmente alla Democrazia. Allora pagherei anch'io il canone (che sia incassato interamente da Rai3) in cambio del diritto di voto nell'assemblea plenaria di RAI3. Io penso che la cosa sia fattibile democraticamente, c'è solo da convincere i partiti a mollare un pezzetto di preda.

Ma la questione dell'inforrmazione libera, democratica  e fruibile per tutti, a  portata di telecomando,  è la prima questione  da  porsi  se vogliamo parlare seriamente di Democrazia.


09:20
8 agosto 2009


admin

Amministratore

messaggi24

4

“c'è solo da convincere i partiti a mollare un pezzetto di preda.”

Questa è la parte più difficile, perchè i partiti considerano l'informazione un pilastro importante per mantenere il loro potere. Ed hanno ragione.

Un modo facile per ottenere una Tv obiettiva sarebbe semplice, basterebbe trasmettere le tv straniere in differita, sottotitolate o meglio doppiate. Ad esempio la tv tedesca, quella svizzera, quella francese.

Ma concretamente quali sarebbero i passi che faresti per ottenere una TV dei cittadini regionale?

Raccolta firme?

Petizioni?

Non credo che le autorità provinciali abbiano potere di cambiare RAI 3, nemmeno per quanto riguarda il TG regionale.

E poi non è un po' tutto superato dalla tv digitale, da quella via satellite e da internet?

Paolo M.


10:00
8 agosto 2009


Emilio Piccoli

Member

messaggi10

5

prima di affermare che un mezzo di comunicazione sia superato bisogna vedere quanto pubblico ha effettivamente. In pratica dentro a quanti telecomandi è presente. In ogni caso, un mezzo di comunicazione di massa è tale in quanto riesce a raggiungere la massa, non in quanto ad evoluzione tecnologica.

Per quanto riguarda la via pratica, io sono convinto che è indispensabile porre il problema a tutti i livelli, anche a quello istituzionale e impegnare ed esempio la nostra Provincia su di un progetto di TV Democratica Realmente Indipendente dagli altri poteri.

Sappiamo che la classica regola di Montesquieu dello Stato di diritto è l'indipendenza dei 3 poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Ebbene, sappiamo anche, tutti noi, che questa regola è incompleta, manca il quarto potere fondamentale: quello dell'informazione.

Teniamo anche conto che una volta ripettate queste regole siamo, al giorno d'oggi, solo all'inizio del sentiero che porta allo Stato di diritto, perché nel frattempo si è  consolidato  un  sovrapotere, al di sopra degli  Stati  Nazione,  che  è capace di imporre la legge dell'Impero. Questo potere è chiamato usualmente NWO. Ma ciò esula dai nostri argomenti, anche se, tuttavia, è sempre il convitato di pietra in ogni discorso sul potere.

08:46
3 settembre 2009


SAVASTANO66

Member

messaggi4

6

Emilio Piccoli ha detto:

L'informazione equilibrata è un pilastro basilare per la vita e la sopravvivenza della Democrazia. Il popolo italiano è quotidianamente oppresso da un sistema mediatico spaventosamente squilibrato. Il cittadino italiano viene “offeso” quotidianamente nella sua intelligenza da tutti i grandi organi di informazione, nessuno escluso. Questa situazione è nota e ben fotografata da prestigiosi enti internazionali (Rsf,FreedomHause ecc.) che da quest'anno classificano la nostra nazione non più fra i paesi con “piena libertà di stampa” ma nel gruppo dei paesi con “libertà di stampa parziale”.

E' noto che fra libertà di stampa e democrazia l'abbinata è ferrea. L'Italia è dunque entrata nel gruppo di paesi con democrazia parziale.

Per riattivare la democrazia occorre iniziare un cammino per costruire un sistema mediatico equilibrato. Io propongo una “Telesur” delle Regioni italiane e il Trentino potrebbe essere il fondatore e il promotore della prima TV federata democratica italiana. Una TV da sogno dove manager e dirigenti vengono nominati direttamente dai cittadini e la casta politica ne sia esclusa per norma costituente.


Bei ragionamenti, ma vi siete mai chiesti se i giornalisti fanno davvero il loro mestiere?

Vediamo la qualità dei giornali e telgiornali locali : gente che non sa parlare, cronisti che per riempire lo spazio visivo e cartaceo parlano dei pettegolezzi di paese.

Il vero problema è che a fronte di un conclamato controllo mediatico dell'opinione pubblica viene proposto l'antitesi della democrazia : elezione direta, esclusione dei politici ecc…

Ma chi fa queste proposte non fa per caso politica? Non si rende conto che cambiando i manager probabilmente la qualità dell'informazione non cambia? o vogliamo condizionare anche quella, ed allora diventiamo un mini regime che vuole imporre un punto di vista ritenuto il più giusto e fondato rispetto agli altri?

La questione di fondo è che siamo in italia, nazione dove si è perso il senso civico, ed anche la bigotta cultura del  cristianesimo degli ultimi tempi.

Poi mi sembra davvero incredibile proporre una TV pagata dagli enti locali, in tal modo non è garantita l'indipendenza dell'informazione, la neutralità e la professionalità.

Dovrebbero essere i giornalisti a prendere l'iniziativa, con il sostegno dell'opinione pubblica ovviamente, dimostrare la loro indipendenza ed il rispetto di tutte le regole della buona informazione.

Ma soprattutto si dovrebbe frenare la proliferazione di giornali e telegiornali che esistono solo perchè ricevono il contributo pubblico.Embarassed

 
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