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	<title>Il Cittadino Partecipa</title>
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	<description>Idee per riattivare la democrazia in Trentino</description>
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		<title>Class Action, strumento democratico ?</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 07:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cattiva democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[class action]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[retroattività]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://sites.etleboro.com/thumbnails/news/25290_classA.jpg"></a></p>
<p><strong>Anno nuovo&#8230; vita nuova!</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dopo una serie di slittamenti e modifiche,  in gennaio dovrebbe, il condizionale è d&#8217;obbligo, entrare in vigore la <a href="http://www.giurdanella.it/8572">Class Action</a>, una legge che misura la temperatura democratica di un  paese civile, in quanto mette dei limiti alla sperequazione fra  cittadini comuni e gruppi di potere, permette ai primi di unire le forze per far valere i propri diritti, troppo spesso negati e inascoltati.<br />
Grazie al senatore Alberto Balboni&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sites.etleboro.com/thumbnails/news/25290_classA.jpg"><img class="alignnone" src="http://sites.etleboro.com/thumbnails/news/25290_classA.jpg" alt="" width="400" height="281" /></a></p>
<p><strong>Anno nuovo&#8230; vita nuova!</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dopo una serie di slittamenti e modifiche,  in gennaio dovrebbe, il condizionale è d&#8217;obbligo, entrare in vigore la <a href="http://www.giurdanella.it/8572">Class Action</a>, una legge che misura la temperatura democratica di un  paese civile, in quanto mette dei limiti alla sperequazione fra  cittadini comuni e gruppi di potere, permette ai primi di unire le forze per far valere i propri diritti, troppo spesso negati e inascoltati.<br />
Grazie al senatore Alberto Balboni (Pdl), e il suo emendamento, ci siamo visti togliere  la retroattività della Class Action (salvando i vari Cirio, Parmalat,Alitalia). evitando così fastidiosi ritorni di attenzione, giudiziaria ma anche mediatica, ad esempio sul &#8221; salvataggio dell &#8216;Alitalia&#8221;. Ora la legge potrà essere applicata per gli <em>Gli illeciti compiuti successivamente all&#8217;entrata in vigore della legge</em>.<br />
Consoleranno però le rassicurazioni di Balboni sul fatto che &#8220;<em>Chiunque si senta leso nei propri diritti ha a sua disposizione, anche senza la Class Action, una serie di  azioni legali..&#8221; </em>Rimane il mistero di una legge , a detta dell&#8217;onorevole, inutile:<br />
Ma, grazie a Maroni, che minacciava azioni contro Alitalia, a Gasparri che furibondo  minacciava altrettanto contro la Regione Campania  colpevole dell&#8217; <em>Emergenza rifiuti e a </em> Brunetta che alzava la voce contro la <em>Cattiva burocrazia che si sta difendendo</em> ( e ci è riuscita bene direi ), c&#8217;erano tutte le  premesse  per aspettarsi da questo governo delle misure draconiane sul versante della Class Action che avrebbero permesso, finalmente, di inchiodare l&#8217;inefficenza della pubblica amministrazione alle proprie responsabilità.<br />
Ma chi, dal primo gennaio, vorrà promuovere una class action contro un’amministrazione inefficiente ( sono esplicitamente escluse le authority, il Parlamento e gli altri organi costituzionali, i tribunali e la Presidenza del consiglio con tutti i suoi ministeri senza portafoglio) dovrà mettere in conto che per prima cosa non potrà chiedere nessun risarcimento. Allora a che cosa serve? Semplice: a «ripristinare la corretta erogazione di un servizio pubblico&#8221;,   vedo già serpeggiare il terrore fra i &#8221; fannulloni&#8221; !,  Ma non è finita, perchè il decreto prevede che lo stesso meccanismo si applichi pure alle azioni collettive intentate contro i «concessionari di servizi pubblici»: come le Ferrovie o la Rai.<br />
Viste la premesse, e i contorcimenti giuridici a favore dei soliti noti, perchè non eliminarla del tutto la Class Action? Forse&#8230; i cittadini si sarebbero sentiti  meno presi in giro da questi personaggi, che riempiono i manifesti elettorali di promesse sulla difesa dei diritti dei cittadini e simili amenità!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Buon Natale&#8230;</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/12/26/buon-natale/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 22:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ghensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;augurare un Buone Feste a tutti, volevo rivolgere un pensiero a chi sicuramente oggi avrà passato un Natale neanche lontanamente paragonabile al nostro.</p>
<p>Nei giorni scorsi una cara amica mi ha girato l&#8217;<a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2009/12/Natale-09_web.pdf">appello di padre Gianni Nobili</a>, un sacerdote comboniano impegnato nel cuore dell&#8217;Africa accanto a quelli che Alex Zanotelli definisce &#8220;gli ultimi fra gli ultimi&#8221;.</p>
<p>Difficile trovare le parole per descrivere la <strong>Grande Ingiustizia</strong> che stiamo vivendo e che contribuiamo ad alimentare,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://agande.myblog.it/album/150706558846b71404d14cb/p-p-bambini-24-mattina.JPG" alt="" width="450" height="337" />Nell&#8217;augurare un Buone Feste a tutti, volevo rivolgere un pensiero a chi sicuramente oggi avrà passato un Natale neanche lontanamente paragonabile al nostro.</p>
<p>Nei giorni scorsi una cara amica mi ha girato l&#8217;<a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2009/12/Natale-09_web.pdf">appello di padre Gianni Nobili</a>, un sacerdote comboniano impegnato nel cuore dell&#8217;Africa accanto a quelli che Alex Zanotelli definisce &#8220;gli ultimi fra gli ultimi&#8221;.</p>
<p>Difficile trovare le parole per descrivere la <strong>Grande Ingiustizia</strong> che stiamo vivendo e che contribuiamo ad alimentare, togliendo ogni giorno dal piatto di milioni e milioni di persone ciò che noi finiamo, in buona parte, per buttare nella spazzatura.</p>
<p>Limitandoci solo all&#8217;Italia, Coldiretti stima che siano stati spesi per imbandire le tavole natalizie <strong>2,8 miliardi di Euro</strong>!!</p>
<p>E&#8217; una realtà di cui conosciamo benissimo l&#8217;esistenza, che di tanto in tanto come un tarlo disturba i nostri pensieri.</p>
<p>Il mio augurio è che questo tarlo si faccia sentire sempre più spesso, spingendoci a modificare al più presto i nostri comportamenti e le nostre scelte quotidiane.</p>
<p>Non ci sono altre vie d&#8217;uscita, non possiamo aspettarci che questo stato di cose prima o poi si risolverà miracolosamente.</p>
<p>Li stiamo <strong>derubando</strong> e giustamente, un giorno, ci verrà chiesto di saldare il conto&#8230;</p>
<p><a href="http://www.panespezzato.it/">www.panespezzato.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ripubblicizzazione dell&#8217;acqua &#8211; prosegue la raccolta firme</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/12/23/ripubblicizzazione-dellacqua-prosegue-la-raccolta-firme/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 14:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ghensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify">Domenica scorsa, 20 dicembre, <a href="http://www.trentoattiva.it">TrentoAttiva</a> ha sfidato il freddo polare per la <strong>seconda giornata di raccolta firme a favore dell&#8217;acqua pubblica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ha contribuito a riscaldarci sicuramente lo spettacolo di giochi pirotecnici che un gruppo di ragazzi ha improvvisato a pochi passi dal nostro gazebo, il dolce al cioccolato preparato dalla nostra mitica Presidentessa, ma soprattutto l’afflusso di persone interessate a sottoscrivere la petizione.</p>
<p style="text-align: justify">Niente folle oceaniche, intendiamoci, ma comunque un buon segnale in&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.acquabenecomune.org/IMG/jpg/banner_acqua_pubblica.jpg" alt="" width="264" height="198" />Domenica scorsa, 20 dicembre, <a href="http://www.trentoattiva.it">TrentoAttiva</a> ha sfidato il freddo polare per la <strong>seconda giornata di raccolta firme a favore dell&#8217;acqua pubblica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ha contribuito a riscaldarci sicuramente lo spettacolo di giochi pirotecnici che un gruppo di ragazzi ha improvvisato a pochi passi dal nostro gazebo, il dolce al cioccolato preparato dalla nostra mitica Presidentessa, ma soprattutto l’afflusso di persone interessate a sottoscrivere la petizione.</p>
<p style="text-align: justify">Niente folle oceaniche, intendiamoci, ma comunque un buon segnale in questi tempi di disaffezione per la cosa pubblica e di frenetica corsa all’acquisto da mettere sotto l’albero.</p>
<p style="text-align: justify">Ad oggi le firme raccolte sono<strong> 347 </strong>per la petizione che consegneremo al Consiglio Comunale di Trento e <strong>451 </strong>per l’analoga sottoscrizione destinata al Consiglio Provinciale.</p>
<p style="text-align: justify">Per quest’ultima abbiamo anche deciso di attivare una petizione online, disponibile a questo indirizzo:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ripubblicizzazione-del-servizio-idrico-integrato-provincia-autonoma-di-trento/460">http://www.petizionionline.it/petizione/ripubblicizzazione-del-servizio-idrico-integrato-provincia-autonoma-di-trento/460</a></p>
<p style="text-align: justify">Tutti quelli che non sono riusciti fisicamente a firmare al banchetto possono quindi aderire comodamente da casa. Unico requisito, la residenza in provincia di Trento.</p>
<p>Ricordiamo per completezza di informazione le richieste che vengono fatte:</p>
<ul>
<li>riconoscere nello Statuto, il <strong>Diritto umano all’acqua</strong>, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;</li>
</ul>
<ul>
<li>riconoscere il <strong>servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica</strong>, per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico;</li>
</ul>
<ul>
<li>intraprendere tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23bis Lg. 133/2008, come modificato dall’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Un appello per finire: stiamo cercando di organizzare, per il mese di <strong>gennaio</strong>, una <strong>giornata provinciale di raccolta firme</strong> da realizzarsi in contemporanea quantomeno nei maggiori comuni del nostro territorio.</p>
<p>Ovviamente è necessario il supporto di realtà associative locali.</p>
<p style="text-align: justify">Non serve un grande sforzo, si tratta di dedicare 3-4 ore del proprio tempo libero ad una causa per la quale è importante far sentire la propria voce.</p>
<p>Se siete interessati contattateci alla nostra mail <a href="mailto:trentoattiva@gmail.com">trentoattiva@gmail.com</a>.</p>
<p>Ci contiamo!!</p>
<p><strong>BUON NATALE A TUTTI!!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;No&#8221; degli artigiani ai camini di Borgo e di Ischia Podetti</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/12/18/no-di-artigiani-e-commercianti-ai-camini-di-borgo-e-di-ischia-podetti/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 07:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Celestino</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> da L&#8217;Adige del 18/12/2009</p>
<p>«Se martedì non sarà emessa l&#8217;ordinanza di chiusura definitiva delle acciaierie incominceremo a manifestare ad oltranza». Laura Zanetti, portavoce dei Barbieri Sleali della Valsugana, commenta cosi la sentenza del tribunale del riesame di Trento che ha rigettato la richiesta di dissequestro delle acciaierie e che martedì, in una nuova udienza richiesta dalla Procura, si pronuncerà sul sequestro totale dell&#8217;impianto. Ieri mattina erano una trentina, Barbieri Sleali e&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1759" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/12/camini-300x300.jpg" alt="camini" width="300" height="300" /> da L&#8217;Adige del 18/12/2009</p>
<p>«Se martedì non sarà emessa l&#8217;ordinanza di chiusura definitiva delle acciaierie incominceremo a manifestare ad oltranza». Laura Zanetti, portavoce dei Barbieri Sleali della Valsugana, commenta cosi la sentenza del tribunale del riesame di Trento che ha rigettato la richiesta di dissequestro delle acciaierie e che martedì, in una nuova udienza richiesta dalla Procura, si pronuncerà sul sequestro totale dell&#8217;impianto. Ieri mattina erano una trentina, Barbieri Sleali e altri comitati ambientalisti della Valsugana, riuniti in presidio a Trento davanti al tribunale in attesa del pronunciamento del giudice. «Chiediamo la chiusura delle fonderie &#8211; ha ribadito con forza Laura Zanetti &#8211; la loro riconversione e uno studio sulle patologie oncologiche e sui danni provocati alla salute e all&#8217;ambiente dalle emissioni degli inquinanti che a nostro parere sono ben oltre i limiti di legge». <span id="more-1760"></span>La prima azione di protesta è prevista per mercoledì prossimo: un convoglio lumaca partirà alle sette del mattino da Borgo, sulla strada che costeggia le acciaierie, fino a Levico. «Sarà cosi tutti i giorni fino a quando non riusciremo ad avere ragione su una questione importante come la salute degli abitanti di un&#8217;intera valle. Si sente piagnucolare sui posti di lavoro degli operai, ma la Provincia di Trento e il signor Leali hanno i mezzi a disposizione per mantenere i lavoratori con un vitalizio e un soggiorno in una casa salute», affermano i manifestanti anti acciaieria. Una vicenda, quella della fabbrica di Borgo Valsugana, che non ha mai varcato i confini del Trentino. E, infatti, il comitato ha in programma un&#8217;azione mediatica a livello nazionale. «L&#8217;obiettivo è quello di rendere nota a tutti &#8211; continua Laura Zanetti &#8211; con l&#8217;acquisto di una pagina su un importante quotidiano nazionale la storia di una Trentino che nessuno conosce sarà la nostra prossima mossa a prescindere dalla sentenza del tribunale». Ovviamente questo sarebbe tutt&#8217;altro che una buona pubblicità turistica.</p>
<p>Siamo tre titolari di imprese artigiane e abbiamo letto con una certa meraviglia il contenuto dell&#8217;articolo riguardante l&#8217;inceneritore, apparso sull&#8217;ultimo numero della rivista degli Artigiani, a firma del responsabile dell&#8217;area ambiente ed energia. Una presa di posizione così netta su un argomento così complicato ci sembra imprudente e inoltre non ricordiamo che l&#8217;associazione di cui facciamo parte abbia, almeno negli ultimi anni, promosso dibattiti sull&#8217;argomento, raggiungendo una posizione condivisa. Dopo che da alcuni anni, in azienda, separiamo i nostri rifiuti con formulari, codici, Mud (efficacemente aiutati dall&#8217;Associazione) e a casa con bidoncini, sacchetti vari e giornate per la raccolta da memorizzare, ci pare strano rischiare di vanificare questo impegno decidendo di gettare tutto in un inceneritore. Perché questo temiamo sia l&#8217;inevitabile sbocco, almeno nel medio-lungo periodo. L&#8217;inceneritore infatti sicuramente rappresenta una soluzione comoda per gli amministratori della cosa pubblica, ma deresponsabilizza i cittadini. Inoltre, ci pare che proprio la «assenza di studi scientifici inequivocabili», come recita l&#8217;articolo, dovrebbe suggerire di adottare le strategie più prudenti. Ricordiamo quello che ci hanno sempre detto da bambini: «se te sei sicur che &#8216;l te faga ben, tolen zo poc. Se te gai sol qualche dubio che &#8216;l pol farte mal, tralo via». E&#8217; il principio di precauzione espresso con parole di antica saggezza, al quale siamo più che convinti dovrebbe sempre ispirarsi chi deve decidere su aspetti importanti della vita attuale e futura. Esistono comunque abbondante documentazione medico-scientifica e specifici studi ad opera di emeriti scienziati, i cui risultati sono stati illustrati dai relatori presenti alla serata promossa di recente da alcuni comuni della piana Rotaliana, che dimostrano come non solo gli inceneritori siano responsabili dell&#8217;insorgere di diversi tipi di cancro, ma che anche quelli di «moderna concezione» ne possono provocare, poiché emettono particelle finissime, e per questo ancor più letali, che nessun filtro è in grado di fermare. Se non si possono differenziare i rifiuti al 100%, si può comunque arrivarci vicino, recuperando anche il 90%, tanto che questa attività costituisce il business di taluni imprenditori. Nel corso della già citata serata al Palarotari l&#8217;ing. Massimo Cerani ha illustrato uno studio di fattibilità, commissionatogli da alcuni comuni, che prevede di realizzare nell&#8217;intero territorio trentino un sistema di gestione dei rifiuti ad un costo molto più basso di quello che serve per costruire e gestire un inceneritore e con un impiego di manodopera molto maggiore. Ciò consentirebbe alla nostra provincia di diventare un positivo esempio nella lotta allo spreco, valido a livello nazionale, europeo e addirittura mondiale. Se l&#8217;inceneritore progettato per Ischia Podetti brucerà 100 mila tonnellate di rifiuti all&#8217;anno (ma nello Studio della Pat è scritto che potrebbe bruciarne molte di più) esso inevitabilmente produrrà non meno di 25 mila tonnellate di ceneri e scorie, in parte pericolose o tossiche, che andranno buttate da qualche parte. Dove? Nelle discariche, che quindi non spariranno, ma anzi dovranno continuare ad esistere. Nemmeno da questo punto di vista l&#8217;inceneritore risulta una soluzione completa al problema dei rifiuti. La nostra associazione anche di recente ha aiutato qualcuno dei suoi iscritti ad ottenere la certificazione ambientale e cioè a garantire che in azienda tutto venga svolto nel modo più rispettoso possibile per l&#8217;ambiente e per la salute dei lavoratori. Abbiamo pertanto una certa difficoltà a capire perché pubblicare, senza un previo confronto, né presentando le opinioni contrarie, posizioni così assolutamente a favore dell&#8217;inceneritore, che non danno conto dei tanti dubbi ed incertezze. Per questa ragione, ringraziandovi per l&#8217;attenzione, vi chiediamo di voler pubblicare la presente sulla rivista dell&#8217;associazione, augurandoci che anche tra la nostra categoria possa nascere un dibattito su un tema così importante per la salute e per il buon vivere di ciascuno di noi. Paola Venturelli &#8211; Tecnolito Grafica S.a.s. Enrico Coser &#8211; Grafiche Futura S.r.l. Bruno Conci &#8211; Cbe s.r.l.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>il miglior libro sulla Democrazia Diretta in Italiano, online, gratis!</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/12/13/libro-sulla-democrazia-diretta-in-italiano-gratis/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 06:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[nijeboer]]></category>
		<category><![CDATA[verhulst]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcittadinopartecipa.it/?p=1755</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>i due autori di &#8220;Democrazia Diretta&#8221;, Verhulst e Nijeboer lo hanno scritto e pubblicato online gratuitamente.</p>
<p>Decine di traduttori lo hanno pubblicato in tutte le lingue europee.</p>
<p>Oggi è arrivato anche nella lingua italiana, grazie all&#8217;impegno di Emilio Piccoli e a un piccoli team di traduttori volontari.</p>
<p>Grazie a tutti. Merito loro, tutti noi abbiamo a disposizione nella nostra lingua il MIGLIOR LIBRO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/direct-democracy-verhulst.jpg"></a></p>
<p>Finalmente un libro fondamentale sulla democrazia&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>i due autori di &#8220;Democrazia Diretta&#8221;, Verhulst e Nijeboer lo hanno scritto e pubblicato online gratuitamente.</p>
<p>Decine di traduttori lo hanno pubblicato in tutte le lingue europee.</p>
<p>Oggi è arrivato anche nella lingua italiana, grazie all&#8217;impegno di Emilio Piccoli e a un piccoli team di traduttori volontari.</p>
<p>Grazie a tutti. Merito loro, tutti noi abbiamo a disposizione nella nostra lingua il MIGLIOR LIBRO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/direct-democracy-verhulst.jpg"><img class="alignleft" title="direct-democracy-verhulst" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/direct-democracy-verhulst.jpg" alt="direct-democracy-verhulst" width="175" height="246" /></a></p>
<p>Finalmente un libro fondamentale sulla democrazia diretta, gratuito,  il “Direct Democracy di Verhulst Nijeboer” è disponibile anche in <strong>lingua italiana</strong>. Questo libro è stato tradotto in questi ultimi due anni in tutte le lingue maggiori europee, ed è disponibile gratuitamente qui</p>
<p><a onclick="pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.democracy-international.org');" href="http://www.democracy-international.org/">http://www.democracy-international.org/</a></p>
<p>Un grande libro, gratuito, ma che vale un capitale. Dati, fatti, storie, esempi sulla Democrazia Diretta, sui Referendum e sulle Iniziative. Risponde a moltissime domande con fatti, non con teorie. Disponibile in 6 lingue europee, <a href="http://www.paolomichelotto.it/2008/11/04/democrazia-diretta-un-testo-fondamentale/">qui  in Inglese. </a></p>
<p>Da oggi grazie all’impegno di traduzione e coordinamento di <strong>Emilio Piccoli</strong>, con l’aiuto di <strong>Annamaria Macripò</strong>, <strong>Edoardo Gentile</strong> e <strong>Daniel </strong><span><span><strong>Kmiecik</strong>, il libro è disponibile <strong>gratuitamente in italiano</strong>. Qui il testo finale, appena pronto da parte degli autori belgi anche la versione impaginata graficamente, la inserirò nel blog.</span></span></p>
<p><span><span><a title="Version solo testo, non impaginato downloaded 3 times" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=35"><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Democrazia Diretta - Verhulst Nijeboer Version solo testo, non impaginato" /></a><br />
</span></span></p>
<p><a onclick="pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.democracy-international.org');" href="http://www.democracy-international.org/"><br />
</a></p>
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		<title>acqua , diritto inalienabile</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 23:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.yaku.eu/img_notizie/oggi3.jpg"></a>La rivoluzione dell&#8217;acqua<br />
Il teatro S. Marco è gremito, nemmeno gli organizzatori si aspettavano un affluenza del genere, anche se l&#8217;argomento, il tema, è scottante e mai come ora attuale, dopo l&#8217;approvazione della legge (<a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6502">art.15 del Dl 135</a>) che dà il via alla privatizzazione dell&#8217;acqua .</p>
<p>L&#8217;occasione è la presentazione del libro &#8220;La rivoluzione dell&#8217; acqua&#8221; ma i relatori Oscar Olivera, (Bolivia) Raquel Gutierrez (Messico), John Holloway (Irlanda) e il nostro conterraneo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yaku.eu/img_notizie/oggi3.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.yaku.eu/img_notizie/oggi3.jpg" alt="" width="1500" height="1125" /></a>La rivoluzione dell&#8217;acqua<br />
Il teatro S. Marco è gremito, nemmeno gli organizzatori si aspettavano un affluenza del genere, anche se l&#8217;argomento, il tema, è scottante e mai come ora attuale, dopo l&#8217;approvazione della legge (<a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6502">art.15 del Dl 135</a>) che dà il via alla privatizzazione dell&#8217;acqua .</p>
<p>L&#8217;occasione è la presentazione del libro &#8220;La rivoluzione dell&#8217; acqua&#8221; ma i relatori Oscar Olivera, (Bolivia) Raquel Gutierrez (Messico), John Holloway (Irlanda) e il nostro conterraneo Padre Alex Zanotelli, introdotti da Francesca Caprini (Ass. Yaku ), entrano subito nel vivo del tema.</p>
<p>Testimonianze di lotta, confronti sul valore rivoluzionario del bene comune acqua calamitano l&#8217;attenzione dei presenti. Si affronta il problema dell&#8217;acqua a 360°, non solo dal punto di vista delle ricadute economiche della legge approvata ponendo il voto di fiducia, che di fatto mette sul mercato un bene inalienabile ed essenziale per la vita. Nell&#8217;Aprile del 2000 nasce in Bolivia il primo conflitto in nome dell&#8217;Oro blu, dopo che un popolo viene ridotto alla sete in nome del profitto, a cui viene proibito persino di raccogliere l&#8217;acqua piovana o di abbeverare le bestie nei corsi d&#8217;acqua. Una multinazionale statunitense (Bechtel) ha privatizzato la rete idrica della città di Cochabamba. Il costo dell’acqua diventa insostenibile per una popolazione già povera ma la società civile si ribella e si organizza. Nasce un movimento che dopo mesi di lotta, anche cruenta, si riappropria dell&#8217;acqua. Ora in Bolivia a furor di popolo è stato inserito nella costituzione l&#8221;acqua come diritto inalienabile. Una lezione di democrazia e coesione che uno dei popoli più poveri al mondo ci dà e che schiaffeggia la nostra indolenza e passività. E noi?<br />
Padre Alex è piuttosto chiaro e duro nel suo intervento, ci esorta ad organizzarci a resistere contro questa barbarie, a mettere in discussione le nostre certezze e sicurezze date da un&#8217;abbondanza che la natura ci ha riservato, ci fa riflettere sulla dimensione del rapporto fra la natura, i suoi beni e l&#8217;avidità dell&#8217;uomo, ma non solo, parla degli scenari che una guerra per l&#8217;oro blu scatenerà a livello mondiale, delle multinazionali a cui governi come il nostro stanno consegnando le chiavi della nostra stessa vita, di come siamo stati raggirati, indotti ad accettare l&#8217;inaccettabile. Fra i presenti il fermento cresce, gli interventi si susseguono: proteste, rimostranze, ma anche idee, iniziative, di cittadini comuni, rappresentanti di istituzioni e associazioni. Si propongono assemblee, manifestazioni, incontri per definire un fronte di lotta comune, ci si scambiano indirizzi, numeri di telefono. Ci si dà un appuntamento per il 22, in quel teatro, fuori, in piazza, non importa, quel che conta è la consapevolezza che ORA, adesso, bisogna muoversi, essere uniti, coesi contro l&#8217;assurdità, l&#8217;irragionevolezza di questa decisione calata dall&#8217;alto sulle nostre teste.</p>
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		<title>Villa Lagarina: il primo comune trentino che ha abolito il quorum</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
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		<category><![CDATA[quorum zero]]></category>
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<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/Villalagarina.jpg"></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>oggi ottima, straordinaria notizia su L’Adige, uno dei due quotidiano trentini. A Villa Lagarina, comune che confina con Rovereto, il Consiglio Comunale ha deciso di abolire il quorum dai referendum comunali.</p>
<p>Grande esempio di democrazia vera, che spero valichi il fiume e contagi anche la confinante Rovereto, dove abbiamo fatto l’11 ottobre 2009 un referendum sull’argomento, con l’83% dei votanti a favore dell’abolizione del quorum. Referendum purtroppo invalidato perchè&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><!-- by paolo michelotto --></small></p>
<div>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/Villalagarina.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/Villalagarina-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>oggi ottima, straordinaria notizia su L’Adige, uno dei due quotidiano trentini. A Villa Lagarina, comune che confina con Rovereto, il Consiglio Comunale ha deciso di abolire il quorum dai referendum comunali.</p>
<p>Grande esempio di democrazia vera, che spero valichi il fiume e contagi anche la confinante Rovereto, dove abbiamo fatto l’11 ottobre 2009 un referendum sull’argomento, con l’83% dei votanti a favore dell’abolizione del quorum. Referendum purtroppo invalidato perchè oggi c’è il quorum a Rovereto e l’affluenza è stata del 15%.</p>
<p>Così finora c’è Ortisei (BZ) quorum zero, Cortaccia (BZ), quorum del 15% e da oggi Villa Lagarina (TN) quroum zero.</p>
<p>La democrazia, quella vera, contagia e si diffonde. Il Sindaco di Rovereto aveva detto in occasione dei referendum che togliere il quorum è antidemocratico, mostrando profonda ignoranza su cosa sia la democrazia. Per fortuna c’è invece chi è davvero democratico e preferisce ascoltare le esigenze dei cittadini e dar loro strumenti di democrazia diretta che funzionano. Ai nostri confini comunali, non a 1000 km. Presto approfondimenti.</p></div>
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		<title>i rischi e i limiti della democrazia partecipativa</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify"></p>
<p style="text-align: justify">
</p><p style="text-align: justify">Da il quotidiano &#8221; L&#8217;Adige&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">30/11/2009 08:43<br />
GINEVRA &#8211; Stop ai minareti in Svizzera. A sorpresa, smentendo i sondaggi della vigilia, gli elettori della Confederazione elvetica chiamati a decidere sul referendum che vieta di costruire nuovi minareti, hanno risposto sì con una chiarissima maggioranza (57,2%) al quesito. Promosso da esponenti della destra nazional-conservatrice per dire «no all&#8217;islamizzazione della Svizzera», il sì al bando non colpisce nè le moschee, nè i quattro minareti&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" src="http://media.libero.it/c/img66/attualita/09/9829/2009/11/zzzzminareti322.jpg" alt="" width="322" height="180" /></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Da il quotidiano &#8221; L&#8217;Adige&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">30/11/2009 08:43<br />
GINEVRA &#8211; Stop ai minareti in Svizzera. A sorpresa, smentendo i sondaggi della vigilia, gli elettori della Confederazione elvetica chiamati a decidere sul referendum che vieta di costruire nuovi minareti, hanno risposto sì con una chiarissima maggioranza (57,2%) al quesito. Promosso da esponenti della destra nazional-conservatrice per dire «no all&#8217;islamizzazione della Svizzera», il sì al bando non colpisce nè le moschee, nè i quattro minareti già esistenti, ma infligge un duro colpo all&#8217;immagine della Svizzera, terra di coabitazione pacifica tra culture, lingue e religioni diversi.Per il governo e la maggioranza dei partiti che avevano fatto campagna contro l&#8217;iniziativa si tratta di una cocente ed imbarazzante sconfitta, che rischia di oscurare l&#8217;immagine del Paese neutrale, soprattutto nei rapporti con il mondo musulmano. Anche la comunità musulmana &#8211; circa 400 mila persone &#8211; ha espresso delusione e amarezza per l&#8217;esito del referendum. Il sì all&#8217;iniziativa è stato infatti massiccio. Anche la comunità musulmana &#8211; circa 400 mila persone &#8211; ha espresso delusione e amarezza per l&#8217;esito del referendum. Il sì all&#8217;iniziativa è stato infatti massiccio. Solo quattro dei 26 cantoni del Paese di 7,7 milioni di abitanti hanno bocciato l&#8217;iniziativa anti-minareti: Ginevra, Basilea città, Neuchatel e Vaud. Altrove hanno ovunque vinto i sì all&#8217;iniziativa con percentuali significative come in Ticino (68,09%), e punte oltre il 70% nell&#8217;Appenzel. L&#8217;esito del voto modifica la Costituzione svizzera, alla quale aggiunge un capoverso che recita: «L&#8217;edificazione di nuovi minareti è vietata». Una frase brevissima, ma il cui impatto appare ancora difficile da misurare. Gli stessi promotori dell&#8217;iniziativa sono rimasti sorpresi dal loro successo. A guidare la campagna anti-minareti sono stati in primo luogo numerosi esponenti del grande partito dell&#8217;Unione democratica di centro (Udc), che come nelle precedenti campagne contro l&#8217;immigrazione ha fatto leva sulla paura con cartelloni che prefiguravano un&#8217;invasione del Paese da minacciosi minareti e donne in burqa. «I minareti &#8211; avevano affermato durante l&#8217;accesa campagna &#8211; non hanno nulla a che vedere con la religione», ma sono un «simbolo di una rivendicazione del potere politico e sociale dell&#8217;Islam». A Berna, il governo ha dovuto ammettere la sconfitta e ha formalmente annunciato che in Svizzera sarà vietato costruire nuovi minareti. Non ci sarà però nessun effetto sui quattro minareti già esistenti e l&#8217;edificazione di moschee continua a essere possibile. I musulmani potranno continuare a osservare il proprio credo religioso praticandolo individualmente o in comunità, ha rassicurato l&#8217;esecutivo. Anche alcuni dei difensori del no ai minareti hanno insistito su questo punto. «Il divieto dei minareti non cambierà niente per i musulmani che potranno continuare a praticare la loro religione, a pregare e a riunirsi. Si tratta di un messaggio, la società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell&#8217;Islam», ha detto il parlamentare svizzero Oskar Freysinger dell&#8217;Udc. Per il ministro della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf, l&#8217;esito della votazione è espressione delle paure diffuse nella popolazione nei confronti di correnti islamiche fondamentaliste. «Questi timori vanno presi sul serio e il Consiglio federale (governo) lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Tuttavia, il Consiglio federale riteneva che un divieto di edificare nuovi minareti non fosse uno strumento efficace nella lotta contro tendenze estremiste», ha affermato. Il ministro ha detto poi di temere un impatto negativo sull&#8217;export verso i Paesi islamici e sul turismo che attira molti visitatori dal mondo arabo, specie dal Golfo Persico. La delusione dei musulmani di Svizzera è immensa. Per Yussef Ibram, imam del centro culturale islamico di Ginevra è un «evento catastrofico. Avevamo fiducia nella lucidità del popolo svizzero, è una delusione enorme», ha aggiunto. Manifestazioni spontanee di alcune centinaia di persone si sono svolte a Berna e a Zurigo. A Berna giovani dimostranti hanno sfilato con candele e minareti in cartone e con un striscione che proclamava «Non è la mia Svizzera»</p>
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		<title>&#8220;RIFORMA SCOLASTICA: FERMATE LA DISTRUZIONE&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vi riporto l’articolo del direttore P. Giovanetti, apparso ieri sul quotidiano &#8220;l’Adige&#8221;<br />
&#8220;TRENTO &#8211; Nata con l&#8217;intento di far cassa, cioè di ridurre le risorse a disposizione dell&#8217;Istruzione, la riforma Dalmaso-Dellai si sta configurando come la pietra tombale della scuola trentina. Strombazzata per anni quale fiore all&#8217;occhiello del sistema scolastico italiano, l&#8217;esempio da seguire, il modello frutto dell&#8217;Autonomia, la specialità della scuola in Trentino sta volgendo al suo termine, con la&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi riporto l’articolo del direttore P. Giovanetti, apparso ieri sul quotidiano &#8220;l’Adige&#8221;<br />
&#8220;TRENTO &#8211; Nata con l&#8217;intento di far cassa, cioè di ridurre le risorse a disposizione dell&#8217;Istruzione, la riforma Dalmaso-Dellai si sta configurando come la pietra tombale della scuola trentina. Strombazzata per anni quale fiore all&#8217;occhiello del sistema scolastico italiano, l&#8217;esempio da seguire, il modello frutto dell&#8217;Autonomia, la specialità della scuola in Trentino sta volgendo al suo termine, con la distruzione dei licei (fra tutti il classico e lo scientifico), la riduzione delle materie di studio, la messa in soffitta di discipline come il latino, la geografia, il greco, il peggioramento complessivo della qualità della didattica. Portata avanti di nascosto, senza alcun coinvolgimento degli insegnanti, degli studenti, delle famiglie, dei cittadini che subiranno lo stravolgimento del sistema formativo per i propri figli (peggiorativo di gran lunga della riforma Gelmini nazionale tanto contestata), la controriforma Dalmaso-Dellai doveva evidentemente passare all&#8217;insaputa di tutti, anche se la data prescelta per la delibera, l&#8217;11 settembre, poteva far presagire la distruzione in atto. Se c&#8217;è un modello scolastico considerato e apprezzato in tutto il mondo, è il sistema dei licei italiano, di stampo umanistico. Persino negli Stati Uniti, dove l&#8217;eccellenza è esclusivamente in campo universitario ma non nelle Superiori, si addita il «liceo» italiano come una scuola solida, in grado di formare in maniera completa lo studente, pronto ad affrontare poi qualunque tipo di specializzazione universitaria. Ora, con la riforma Dalmaso-Dellai il glorioso liceo sopravvissuto persino al Sessantotto viene definitivamente smembrato. Lo spezzatino del 2+2+1 riduce i primi due anni del liceo ad un parcheggio post-scuole medie, generico, di socializzazione, unico per tutti. Una sorta di scuola dell&#8217;obbligo allungata, ridimensionata al ribasso, una specie di quarta e quinta media in attesa della famosa scelta definitiva procrastinata nel tempo. Impressiona l&#8217;odio con cui i fautori di questa riforma si scagliano contro un emblema della scuola italiana, il liceo classico. E sì che il presidente Dellai dovrebbe conoscerlo avendolo frequentato, così pure l&#8217;assessore Dalmaso. Forse un po&#8217; meno gli autori materiali della riforma, evidentemente imbevuti di revanscismo antiumanistico. A questo punto è meglio cancellarle del tutto le lingue e le culture classiche, se in licei come lo Scientifico sono previste 150 ore di latino in meno del resto d&#8217;Italia sul quinquennio, cioè più di un anno scolastico.<br />
Ai sindacati della scuola &#8211; che probabilmente non avevano nemmeno capito la delibera se per svegliarsi c&#8217;è voluta la mobilitazione degli insegnanti e di tutte le scuole del Trentino &#8211; sembra bastare che non si tocchino le cattedre. Tranquillizzati che le ore di insegnamento resteranno di 50 minuti e le ore aggiuntive saranno impiegate non per ridurre cattedre ma per fare supplenze, in assessorato sono convinti che imboccheranno silenziosamente la ritirata. Se poi questo significa l&#8217;affossamento della scuola trentina evidentemente non interessa nessuno.<br />
C&#8217;è al fondo di questa controriforma Dalmaso-Dellai una concezione livellatoria e pseudo-egualitaria della scuola, secondo cui tutti sono eguali e tutti devono fare le stesse cose. In base a questa ideologia vengono eliminate le scuole professionali e i diplomi triennali perché tutti devono essere costretti a fare gli istituti quinquennali, anche se non hanno la predisposizione, la voglia, la capacità, penalizzando sicuramente quanti invece hanno scelto di fare gli istituti tecnici perché ne sono convinti. Stessa logica anche per i licei, che vengono centrifugati e resi tutti uguali, indipendentemente dalle predisposizioni degli alunni, dalle loro capacità, dalle attitudini. Sono gli ultimi residui di una subcultura sessantottesca che già infiniti danni ha provocato alla scuola e alla società italiana.<br />
In un Paese di «bamboccioni» dove i giovani sono privati di responsabilità e di possibilità di scelta fino a 40 anni, invece di favorire la maturazione di percorsi si allunga ulteriormente il brodo, facendo buttar via altri due anni post Medie di limbo, in attesa di una fulminazione divina sulla tipologia di scuola da imboccare. Una deriva deresponsabilizzante: al posto di aiutare la scelta con un valido sistema di orientamento, si rinuncia a far maturare i giovani parcheggiandoli per altri due anni in generiche «scuolette» evirate di qualificazione formativa. Per non parlare poi della riduzione di materie come l&#8217;educazione fisica, in una società sempre più sedentaria e alimentarmente sovraccaricata. Saranno contente le palestre private e i centri sportivi a pagamento, un po&#8217; meno le famiglie. Stessa cosa per la geografia, di fatto soppressa, in una società sempre più globalizzata e sempre più bisognosa di conoscere il mondo. Il tutto secondo criteri diversi dal resto d&#8217;Italia, rendendo così impossibile qualsiasi spostamento da fuori provincia o verso altre regioni, col rischio di gravi penalizzazioni degli studenti, anche al momento dell&#8217;iscrizione universitaria fuori provincia.<br />
Dopo la mobilitazione degli insegnanti, dei collegi docenti, degli istituti di città e delle vallate, è giunto il momento di una rivolta delle famiglie contro un abominio che sta per distruggere la scuola trentina.<br />
Questa settimana si gioca la sopravvivenza di una scuola che, pur con tutti i limiti, ha garantito una formazione, e spesso di qualità. Tale controriforma rischia di affossarla per sempre.&#8221; </p>
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		<title>Il Puffo politico</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/11/28/il-puffo-politico/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 07:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Celestino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cattiva democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[cattiva politica]]></category>
		<category><![CDATA[campagna elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[puffi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p style="text-align: center">
</p><p>Da quando sono nel comitato “Insieme per la SP 76” di Meano &#8211; che si batte per un sobborgo libero dai camion del porfido – ci siamo spesso confrontati con politici più o meno disponibili, più o meno efficaci. Ma il più insopportabile resta quello in perenne campagna elettorale: dice sempre di sì, salvo poi disinteressarsi della questione e deludere ogni aspettativa.</p>
<p>Caro puffo politico, quando capirai che il tuo giochetto&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1715" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/11/Puffo-politico.jpg" alt="Puffo politico" width="531" height="212" /></p>
<p style="text-align: center">
<p>Da quando sono nel comitato “Insieme per la SP 76” di Meano &#8211; che si batte per un sobborgo libero dai camion del porfido – ci siamo spesso confrontati con politici più o meno disponibili, più o meno efficaci. Ma il più insopportabile resta quello in perenne campagna elettorale: dice sempre di sì, salvo poi disinteressarsi della questione e deludere ogni aspettativa.</p>
<p>Caro puffo politico, quando capirai che il tuo giochetto non puffa più nessuno?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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