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	<title>Il Cittadino Partecipa &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Idee per riattivare la democrazia in Trentino</description>
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		<title>Class Action, strumento democratico ?</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 07:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cattiva democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[class action]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[retroattività]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://sites.etleboro.com/thumbnails/news/25290_classA.jpg"></a></p>
<p><strong>Anno nuovo&#8230; vita nuova!</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dopo una serie di slittamenti e modifiche,  in gennaio dovrebbe, il condizionale è d&#8217;obbligo, entrare in vigore la <a href="http://www.giurdanella.it/8572">Class Action</a>, una legge che misura la temperatura democratica di un  paese civile, in quanto mette dei limiti alla sperequazione fra  cittadini comuni e gruppi di potere, permette ai primi di unire le forze per far valere i propri diritti, troppo spesso negati e inascoltati.<br />
Grazie al senatore Alberto Balboni&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sites.etleboro.com/thumbnails/news/25290_classA.jpg"><img class="alignnone" src="http://sites.etleboro.com/thumbnails/news/25290_classA.jpg" alt="" width="400" height="281" /></a></p>
<p><strong>Anno nuovo&#8230; vita nuova!</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dopo una serie di slittamenti e modifiche,  in gennaio dovrebbe, il condizionale è d&#8217;obbligo, entrare in vigore la <a href="http://www.giurdanella.it/8572">Class Action</a>, una legge che misura la temperatura democratica di un  paese civile, in quanto mette dei limiti alla sperequazione fra  cittadini comuni e gruppi di potere, permette ai primi di unire le forze per far valere i propri diritti, troppo spesso negati e inascoltati.<br />
Grazie al senatore Alberto Balboni (Pdl), e il suo emendamento, ci siamo visti togliere  la retroattività della Class Action (salvando i vari Cirio, Parmalat,Alitalia). evitando così fastidiosi ritorni di attenzione, giudiziaria ma anche mediatica, ad esempio sul &#8221; salvataggio dell &#8216;Alitalia&#8221;. Ora la legge potrà essere applicata per gli <em>Gli illeciti compiuti successivamente all&#8217;entrata in vigore della legge</em>.<br />
Consoleranno però le rassicurazioni di Balboni sul fatto che &#8220;<em>Chiunque si senta leso nei propri diritti ha a sua disposizione, anche senza la Class Action, una serie di  azioni legali..&#8221; </em>Rimane il mistero di una legge , a detta dell&#8217;onorevole, inutile:<br />
Ma, grazie a Maroni, che minacciava azioni contro Alitalia, a Gasparri che furibondo  minacciava altrettanto contro la Regione Campania  colpevole dell&#8217; <em>Emergenza rifiuti e a </em> Brunetta che alzava la voce contro la <em>Cattiva burocrazia che si sta difendendo</em> ( e ci è riuscita bene direi ), c&#8217;erano tutte le  premesse  per aspettarsi da questo governo delle misure draconiane sul versante della Class Action che avrebbero permesso, finalmente, di inchiodare l&#8217;inefficenza della pubblica amministrazione alle proprie responsabilità.<br />
Ma chi, dal primo gennaio, vorrà promuovere una class action contro un’amministrazione inefficiente ( sono esplicitamente escluse le authority, il Parlamento e gli altri organi costituzionali, i tribunali e la Presidenza del consiglio con tutti i suoi ministeri senza portafoglio) dovrà mettere in conto che per prima cosa non potrà chiedere nessun risarcimento. Allora a che cosa serve? Semplice: a «ripristinare la corretta erogazione di un servizio pubblico&#8221;,   vedo già serpeggiare il terrore fra i &#8221; fannulloni&#8221; !,  Ma non è finita, perchè il decreto prevede che lo stesso meccanismo si applichi pure alle azioni collettive intentate contro i «concessionari di servizi pubblici»: come le Ferrovie o la Rai.<br />
Viste la premesse, e i contorcimenti giuridici a favore dei soliti noti, perchè non eliminarla del tutto la Class Action? Forse&#8230; i cittadini si sarebbero sentiti  meno presi in giro da questi personaggi, che riempiono i manifesti elettorali di promesse sulla difesa dei diritti dei cittadini e simili amenità!</p>
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		<title>Buon Natale&#8230;</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/12/26/buon-natale/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 22:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ghensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;augurare un Buone Feste a tutti, volevo rivolgere un pensiero a chi sicuramente oggi avrà passato un Natale neanche lontanamente paragonabile al nostro.</p>
<p>Nei giorni scorsi una cara amica mi ha girato l&#8217;<a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2009/12/Natale-09_web.pdf">appello di padre Gianni Nobili</a>, un sacerdote comboniano impegnato nel cuore dell&#8217;Africa accanto a quelli che Alex Zanotelli definisce &#8220;gli ultimi fra gli ultimi&#8221;.</p>
<p>Difficile trovare le parole per descrivere la <strong>Grande Ingiustizia</strong> che stiamo vivendo e che contribuiamo ad alimentare,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://agande.myblog.it/album/150706558846b71404d14cb/p-p-bambini-24-mattina.JPG" alt="" width="450" height="337" />Nell&#8217;augurare un Buone Feste a tutti, volevo rivolgere un pensiero a chi sicuramente oggi avrà passato un Natale neanche lontanamente paragonabile al nostro.</p>
<p>Nei giorni scorsi una cara amica mi ha girato l&#8217;<a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2009/12/Natale-09_web.pdf">appello di padre Gianni Nobili</a>, un sacerdote comboniano impegnato nel cuore dell&#8217;Africa accanto a quelli che Alex Zanotelli definisce &#8220;gli ultimi fra gli ultimi&#8221;.</p>
<p>Difficile trovare le parole per descrivere la <strong>Grande Ingiustizia</strong> che stiamo vivendo e che contribuiamo ad alimentare, togliendo ogni giorno dal piatto di milioni e milioni di persone ciò che noi finiamo, in buona parte, per buttare nella spazzatura.</p>
<p>Limitandoci solo all&#8217;Italia, Coldiretti stima che siano stati spesi per imbandire le tavole natalizie <strong>2,8 miliardi di Euro</strong>!!</p>
<p>E&#8217; una realtà di cui conosciamo benissimo l&#8217;esistenza, che di tanto in tanto come un tarlo disturba i nostri pensieri.</p>
<p>Il mio augurio è che questo tarlo si faccia sentire sempre più spesso, spingendoci a modificare al più presto i nostri comportamenti e le nostre scelte quotidiane.</p>
<p>Non ci sono altre vie d&#8217;uscita, non possiamo aspettarci che questo stato di cose prima o poi si risolverà miracolosamente.</p>
<p>Li stiamo <strong>derubando</strong> e giustamente, un giorno, ci verrà chiesto di saldare il conto&#8230;</p>
<p><a href="http://www.panespezzato.it/">www.panespezzato.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ripubblicizzazione dell&#8217;acqua &#8211; prosegue la raccolta firme</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/12/23/ripubblicizzazione-dellacqua-prosegue-la-raccolta-firme/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 14:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ghensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify">Domenica scorsa, 20 dicembre, <a href="http://www.trentoattiva.it">TrentoAttiva</a> ha sfidato il freddo polare per la <strong>seconda giornata di raccolta firme a favore dell&#8217;acqua pubblica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ha contribuito a riscaldarci sicuramente lo spettacolo di giochi pirotecnici che un gruppo di ragazzi ha improvvisato a pochi passi dal nostro gazebo, il dolce al cioccolato preparato dalla nostra mitica Presidentessa, ma soprattutto l’afflusso di persone interessate a sottoscrivere la petizione.</p>
<p style="text-align: justify">Niente folle oceaniche, intendiamoci, ma comunque un buon segnale in&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.acquabenecomune.org/IMG/jpg/banner_acqua_pubblica.jpg" alt="" width="264" height="198" />Domenica scorsa, 20 dicembre, <a href="http://www.trentoattiva.it">TrentoAttiva</a> ha sfidato il freddo polare per la <strong>seconda giornata di raccolta firme a favore dell&#8217;acqua pubblica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ha contribuito a riscaldarci sicuramente lo spettacolo di giochi pirotecnici che un gruppo di ragazzi ha improvvisato a pochi passi dal nostro gazebo, il dolce al cioccolato preparato dalla nostra mitica Presidentessa, ma soprattutto l’afflusso di persone interessate a sottoscrivere la petizione.</p>
<p style="text-align: justify">Niente folle oceaniche, intendiamoci, ma comunque un buon segnale in questi tempi di disaffezione per la cosa pubblica e di frenetica corsa all’acquisto da mettere sotto l’albero.</p>
<p style="text-align: justify">Ad oggi le firme raccolte sono<strong> 347 </strong>per la petizione che consegneremo al Consiglio Comunale di Trento e <strong>451 </strong>per l’analoga sottoscrizione destinata al Consiglio Provinciale.</p>
<p style="text-align: justify">Per quest’ultima abbiamo anche deciso di attivare una petizione online, disponibile a questo indirizzo:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ripubblicizzazione-del-servizio-idrico-integrato-provincia-autonoma-di-trento/460">http://www.petizionionline.it/petizione/ripubblicizzazione-del-servizio-idrico-integrato-provincia-autonoma-di-trento/460</a></p>
<p style="text-align: justify">Tutti quelli che non sono riusciti fisicamente a firmare al banchetto possono quindi aderire comodamente da casa. Unico requisito, la residenza in provincia di Trento.</p>
<p>Ricordiamo per completezza di informazione le richieste che vengono fatte:</p>
<ul>
<li>riconoscere nello Statuto, il <strong>Diritto umano all’acqua</strong>, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;</li>
</ul>
<ul>
<li>riconoscere il <strong>servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica</strong>, per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico;</li>
</ul>
<ul>
<li>intraprendere tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23bis Lg. 133/2008, come modificato dall’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Un appello per finire: stiamo cercando di organizzare, per il mese di <strong>gennaio</strong>, una <strong>giornata provinciale di raccolta firme</strong> da realizzarsi in contemporanea quantomeno nei maggiori comuni del nostro territorio.</p>
<p>Ovviamente è necessario il supporto di realtà associative locali.</p>
<p style="text-align: justify">Non serve un grande sforzo, si tratta di dedicare 3-4 ore del proprio tempo libero ad una causa per la quale è importante far sentire la propria voce.</p>
<p>Se siete interessati contattateci alla nostra mail <a href="mailto:trentoattiva@gmail.com">trentoattiva@gmail.com</a>.</p>
<p>Ci contiamo!!</p>
<p><strong>BUON NATALE A TUTTI!!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>&#8220;RIFORMA SCOLASTICA: FERMATE LA DISTRUZIONE&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vi riporto l’articolo del direttore P. Giovanetti, apparso ieri sul quotidiano &#8220;l’Adige&#8221;<br />
&#8220;TRENTO &#8211; Nata con l&#8217;intento di far cassa, cioè di ridurre le risorse a disposizione dell&#8217;Istruzione, la riforma Dalmaso-Dellai si sta configurando come la pietra tombale della scuola trentina. Strombazzata per anni quale fiore all&#8217;occhiello del sistema scolastico italiano, l&#8217;esempio da seguire, il modello frutto dell&#8217;Autonomia, la specialità della scuola in Trentino sta volgendo al suo termine, con la&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi riporto l’articolo del direttore P. Giovanetti, apparso ieri sul quotidiano &#8220;l’Adige&#8221;<br />
&#8220;TRENTO &#8211; Nata con l&#8217;intento di far cassa, cioè di ridurre le risorse a disposizione dell&#8217;Istruzione, la riforma Dalmaso-Dellai si sta configurando come la pietra tombale della scuola trentina. Strombazzata per anni quale fiore all&#8217;occhiello del sistema scolastico italiano, l&#8217;esempio da seguire, il modello frutto dell&#8217;Autonomia, la specialità della scuola in Trentino sta volgendo al suo termine, con la distruzione dei licei (fra tutti il classico e lo scientifico), la riduzione delle materie di studio, la messa in soffitta di discipline come il latino, la geografia, il greco, il peggioramento complessivo della qualità della didattica. Portata avanti di nascosto, senza alcun coinvolgimento degli insegnanti, degli studenti, delle famiglie, dei cittadini che subiranno lo stravolgimento del sistema formativo per i propri figli (peggiorativo di gran lunga della riforma Gelmini nazionale tanto contestata), la controriforma Dalmaso-Dellai doveva evidentemente passare all&#8217;insaputa di tutti, anche se la data prescelta per la delibera, l&#8217;11 settembre, poteva far presagire la distruzione in atto. Se c&#8217;è un modello scolastico considerato e apprezzato in tutto il mondo, è il sistema dei licei italiano, di stampo umanistico. Persino negli Stati Uniti, dove l&#8217;eccellenza è esclusivamente in campo universitario ma non nelle Superiori, si addita il «liceo» italiano come una scuola solida, in grado di formare in maniera completa lo studente, pronto ad affrontare poi qualunque tipo di specializzazione universitaria. Ora, con la riforma Dalmaso-Dellai il glorioso liceo sopravvissuto persino al Sessantotto viene definitivamente smembrato. Lo spezzatino del 2+2+1 riduce i primi due anni del liceo ad un parcheggio post-scuole medie, generico, di socializzazione, unico per tutti. Una sorta di scuola dell&#8217;obbligo allungata, ridimensionata al ribasso, una specie di quarta e quinta media in attesa della famosa scelta definitiva procrastinata nel tempo. Impressiona l&#8217;odio con cui i fautori di questa riforma si scagliano contro un emblema della scuola italiana, il liceo classico. E sì che il presidente Dellai dovrebbe conoscerlo avendolo frequentato, così pure l&#8217;assessore Dalmaso. Forse un po&#8217; meno gli autori materiali della riforma, evidentemente imbevuti di revanscismo antiumanistico. A questo punto è meglio cancellarle del tutto le lingue e le culture classiche, se in licei come lo Scientifico sono previste 150 ore di latino in meno del resto d&#8217;Italia sul quinquennio, cioè più di un anno scolastico.<br />
Ai sindacati della scuola &#8211; che probabilmente non avevano nemmeno capito la delibera se per svegliarsi c&#8217;è voluta la mobilitazione degli insegnanti e di tutte le scuole del Trentino &#8211; sembra bastare che non si tocchino le cattedre. Tranquillizzati che le ore di insegnamento resteranno di 50 minuti e le ore aggiuntive saranno impiegate non per ridurre cattedre ma per fare supplenze, in assessorato sono convinti che imboccheranno silenziosamente la ritirata. Se poi questo significa l&#8217;affossamento della scuola trentina evidentemente non interessa nessuno.<br />
C&#8217;è al fondo di questa controriforma Dalmaso-Dellai una concezione livellatoria e pseudo-egualitaria della scuola, secondo cui tutti sono eguali e tutti devono fare le stesse cose. In base a questa ideologia vengono eliminate le scuole professionali e i diplomi triennali perché tutti devono essere costretti a fare gli istituti quinquennali, anche se non hanno la predisposizione, la voglia, la capacità, penalizzando sicuramente quanti invece hanno scelto di fare gli istituti tecnici perché ne sono convinti. Stessa logica anche per i licei, che vengono centrifugati e resi tutti uguali, indipendentemente dalle predisposizioni degli alunni, dalle loro capacità, dalle attitudini. Sono gli ultimi residui di una subcultura sessantottesca che già infiniti danni ha provocato alla scuola e alla società italiana.<br />
In un Paese di «bamboccioni» dove i giovani sono privati di responsabilità e di possibilità di scelta fino a 40 anni, invece di favorire la maturazione di percorsi si allunga ulteriormente il brodo, facendo buttar via altri due anni post Medie di limbo, in attesa di una fulminazione divina sulla tipologia di scuola da imboccare. Una deriva deresponsabilizzante: al posto di aiutare la scelta con un valido sistema di orientamento, si rinuncia a far maturare i giovani parcheggiandoli per altri due anni in generiche «scuolette» evirate di qualificazione formativa. Per non parlare poi della riduzione di materie come l&#8217;educazione fisica, in una società sempre più sedentaria e alimentarmente sovraccaricata. Saranno contente le palestre private e i centri sportivi a pagamento, un po&#8217; meno le famiglie. Stessa cosa per la geografia, di fatto soppressa, in una società sempre più globalizzata e sempre più bisognosa di conoscere il mondo. Il tutto secondo criteri diversi dal resto d&#8217;Italia, rendendo così impossibile qualsiasi spostamento da fuori provincia o verso altre regioni, col rischio di gravi penalizzazioni degli studenti, anche al momento dell&#8217;iscrizione universitaria fuori provincia.<br />
Dopo la mobilitazione degli insegnanti, dei collegi docenti, degli istituti di città e delle vallate, è giunto il momento di una rivolta delle famiglie contro un abominio che sta per distruggere la scuola trentina.<br />
Questa settimana si gioca la sopravvivenza di una scuola che, pur con tutti i limiti, ha garantito una formazione, e spesso di qualità. Tale controriforma rischia di affossarla per sempre.&#8221; </p>
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		<title>&#8220;Le Parole della Legalità&#8221; &#8211; Trento, 12 novembre 2009i8</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 16:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nige</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong> 15 novembre 2009 &#8211; L&#8217;audio della manifestazione</strong><br />
<br />
La casa a editrice &#8220;Il margine&#8221;, l&#8217; Associazione Nazionale Magistrati e la Regione Autonoma Trentino Alto Adige hanno inaugurato il ciclo di incontri &#8220;Le parole della legalità: dall&#8217;emergenza degli anni di piombo all&#8217;attuale emergenza costituzionale&#8221; con un incontro  dedicato alla memoria di Guido Galli ed Emilio Alessandrini tenutosi lo scorso 12 novembre a palazzo Geremia a Trento.<br />
L&#8217;incontro è stato introdotto da Pasquale Profiti, presidente&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> 15 novembre 2009 &#8211; L&#8217;audio della manifestazione</strong><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-1634" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/11/Immagine-036-300x200.jpg" alt="Immagine 036" width="300" height="200" /><br />
La casa a editrice &#8220;Il margine&#8221;, l&#8217; Associazione Nazionale Magistrati e la Regione Autonoma Trentino Alto Adige hanno inaugurato il ciclo di incontri &#8220;Le parole della legalità: dall&#8217;emergenza degli anni di piombo all&#8217;attuale emergenza costituzionale&#8221; con un incontro  dedicato alla memoria di Guido Galli ed Emilio Alessandrini tenutosi lo scorso 12 novembre a palazzo Geremia a Trento.<br />
L&#8217;incontro è stato introdotto da Pasquale Profiti, presidente regionale ANM e Giovanni Kessler, presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento ed è stato coordinato da Alberto Conci, curatore del libro &#8220;Sedie vuote&#8221;. Si sono susseguiti gli interventi di Armando Spataro, procuratore a Milano, Luca Palamara, presidente ANM e Marco Alessandrini, avvocato di Pescara. Nell&#8217;occasione è stata esposta la prima parte della mostra &#8220;Vite per la legalità&#8221;.</p>
<p>tratto da : <em>AntimafiaDuemila</em><strong> </strong></p>
<p><strong>Riportiamo di seguito il link all&#8217;audio integrale della manifestazione</strong>: http://www.youtube.com/watch?v=09sgPGYxgCA&amp;feature=player_embedded</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Processo breve o amnistia mascherata?</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/11/12/processo-breve-o-amnistia-mascherata/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cattiva politica]]></category>
		<category><![CDATA[aministia]]></category>
		<category><![CDATA[immunità parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>
		<category><![CDATA[riforma della giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo dicevo io!,  la riforma della giustizia sta arrivando  puntuale come l&#8217;influenza, anzi, con l&#8217;influenza suina ,un&#8217;altra  porcata insomma. Per carità, non che la riforma  non sia necessaria, da decenni è annunciata ad ogni inaugurazione di anno giudiziario, puntualmente dimenticata e trascurata, salvo qualche aggiustamento qua e là, ma sempre nella direzione sbagliata.<br />
Siamo tutti d&#8217;accordo sull&#8217;urgenza di una riforma, ma deve essere complessa, e non può riguardare solo il ruolo,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.arezzogiovani.it/sentinelle/foto/vauro.gif" alt="" width="400" height="286" />Lo dicevo io!,  la riforma della giustizia sta arrivando  puntuale come l&#8217;influenza, anzi, con l&#8217;influenza suina ,un&#8217;altra  porcata insomma. Per carità, non che la riforma  non sia necessaria, da decenni è annunciata ad ogni inaugurazione di anno giudiziario, puntualmente dimenticata e trascurata, salvo qualche aggiustamento qua e là, ma sempre nella direzione sbagliata.<br />
Siamo tutti d&#8217;accordo sull&#8217;urgenza di una riforma, ma deve essere complessa, e non può riguardare solo il ruolo, il lavoro, la produttività dei magistrati, ma anche gli strumenti a disposizione della macchina della giustizia.<br />
Vorrei provare a  mettere un pò d&#8217;ordine nel  tam tam mediatico sulla riforma della giustizia che il governo ha tanta fretta di approvare.<br />
Partiamo dal presupposto  che i processi in Italia durano troppo , nulla da eccepire, ma il problema  è che i mezzi  che si propongono di usare allo scopo sono sbagliati.</p>
<p>Si parla di ridurre i tempi della prescrizione, (ipotesi  per reati punibili con pena inferiore a 10 anni) ,la fantasia dei nostri legislatori non ha limiti e  non si contano aggiustature ,limature , conferme e smentite, ma sia ben chiaro che significherebbe calare una mannaia su migliaia di processi in corso, grazie alle lungaggini burocratiche si darebbe modo alla difesa di tergiversare fino alla decorrenza dei termini. La norma prevede che si debba  celebrare i processi di primo grado entro 3 anni, quelli d&#8217; appello entro 2 e quelli di Cassazione entro 1. Attenzione però, i tempi medi in Italia si attestano attorno ai 7 e mezzo,  non ci sono proprio le condizioni, non è sufficente  imporre  il &#8220;processo breve&#8221;, sarebbe come chiedere a un macchinista ferroviere di percorrere la tratta Roma &#8211; Milano in 5 ore &#8230; imponendogli di viaggiare con il carrello adibito alla mautenzione delle rotaie.<br />
La sensazione è che si tratti dell &#8216;ennesima legge ad personam dal momento che rientrerebbero nella norma , per puro caso s&#8217;intende, i due processi a carico del Premier ( Mills e Mediaset ) , anche nell&#8217;ipotesi che la &#8220;prescrizione breve sia prevista solo per gli incensurati &#8230; eh già !!! prescritto= incensurato.<br />
Si paventa pure di ripristinare l&#8217;imunità parlamentare;<br />
Margherita Boniver (Pdl) ha presentato alla Camera una proposta di legge costituzionale a riguardo ed afferma :<br />
&#8216;L&#8217;immunita&#8217; che esiste in molti ordinamenti europei, nonche&#8217; al Parlamento europeo &#8211; afferma &#8211; rappresentava uno dei pilastri della Costituzione italiana. Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall&#8217;Assemblea di Palazzo Madama, nell&#8217;ottobre del 1993, in clima di pesante intimidazione&#8217;. ( ricordate Tangentopoli ?)</p>
<p>Ci raccontano che godono di immunità i deputati  in Germania, Inghilterra, Spagna e Parlamento europeo. Non è vero. In Inghilterra non c&#8217;è nulla del genere. In Germania l’immunità, anche se prevista, non viene mai esercitata. Idem in Spagna, dove non è mai stata negata l’autorizzazione a procedere e gli europarlamentari godono delle immunità previste nei rispettivi paesi di provenienza.</p>
<p>Altra grande menzogna  è che la Costituzione prevedeva l’immunità per sottrarre gli eletti allo strapotere della magistratura. Non dobbiamo dimenticare  che si era appena usciti dal fascismo e che l’autorizzazione a procedere era prevista solo nei casi di chiara persecuzione politica,  (fumus persecutorum). I Padri costituente  si rivolterebbero nella tomba se potessero vedere l&#8217;abuso che  si è fatto, e che si intende fare, di quello strumento per proteggere i parlamentari da processi per reati comuni e gravissimi, commessi al di fuori delle loro funzioni o addirittura prima di esserne investiti.</p>
<p>Siamo sinceri, una giustizia che funziona non sarebbe bene accolta  dai nostri rappresentanti perché penalizzerebbe i loro affari. Una riforma della giustizia nell’interesse  dei cittadini, metterebbe a rischio il consenso di tutti i colletti bianchi che ci lucrano sopra. Quindi una vera riforma della giustizia,  non ci sarà, e se mai ci sarà, è subordinata ad un ricambio totale  e radicale della classe politica.</p>
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		<title>Rovereto chiama Democrazia: i partiti cominciano a rispondere</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 16:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Piccoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Oggi 11 ottobre, a Rovereto, è in atto il primo banco di prova in Trentino sui temi della democrazia diretta e partecipata. Vanno al voto quattro quesiti: di cui il primo su di un tema cruciale per la democrazia diretta (abolizione del quorum), il secondo e il terzo su temi di democrazia partecipata (PRG e progettazione area del centro partecipata). Il quarto quesito è uno specifico problema di inquinamento e&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1289" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/10/pinguino-balla.jpg" alt="pinguino balla" width="442" height="300" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Oggi 11 ottobre, a Rovereto, è in atto il primo banco di prova in Trentino sui temi della democrazia diretta e partecipata. Vanno al voto quattro quesiti: di cui il primo su di un tema cruciale per la democrazia diretta (abolizione del quorum), il secondo e il terzo su temi di democrazia partecipata (PRG e progettazione area del centro partecipata). Il quarto quesito è uno specifico problema di inquinamento e salvaguardia dell&#8217;ambiente; un referendum normale, per così dire.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Qualunque sarà il risultato di questa consultazione popolare, un successo è già stato raggiunto: il dibattito sulla democrazia diretta e sulla partecipazione &#8216;reale&#8217; ha fatto breccia in città; non è più un tabù. Convergono ora sul tema associazioni come le  Acli, che hanno appoggiato concretamente la campagna; anche alcuni partiti politici hanno cominciato a prendere posizione: Verdi e IdV, hanno appoggiato concretamente e costantemente tutto il percorso dei comitati referendari e il consigliere di FI, Benoni, ha preso una posizione pubblica decisa, in totale appoggio e senza riserve sui temi referendari.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questo il fronte della politica rappresentativa apertamente schierato a favore della democrazia diretta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span id="more-1288"></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La prassi storica ci racconta che i partiti al potere sono sempre contro la democrazia diretta, mentre quelli all&#8217;opposizione sono generalmente favorevoli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Come siamo messi a Rovereto? Analizziamo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il PD è in situazione anfibia, ora è all&#8217;opposizione però è in vista di scranni comunali per la prossima legislatura. Quindi, secondo il &#8216;manuale&#8217;, dovrebbe gradualmente passare da favorevole a contrario alla democrazia diretta. Infatti la sua indicazione di voto è contro l&#8217;abolizione del quorum (arma micidiale in mano ai cittadini) e favorevole agli strumenti di partecipazione. Fifty fifty.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il gruppo di partiti esperti in politica dei &#8216;due forni&#8217;, il cosiddetto &#8216;centro-territoriale&#8217; (patt, udc, upt), si è dichiarato sprezzantemente contrario all&#8217;iniziativa dei cittadini. Anche qui, siamo in riga con il &#8216;manuale&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non collima invece la posizione dei partiti di destra: Lega e AN. Il loro silenzio è davvero sconcertante, appunto perché inspiegabile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">E infine come da &#8216;manuale&#8217;, i politici al potere (liste legate al Sindaco) hanno costantemente messo in pratica la politica dell&#8217;ostracismo e dell&#8217;ostruzionismo, pensando che, ignorando la richiesta di maggior democrazia e passata la nottata, tutto torni a tacere come prima. La loro tattica è quella di non parlare dell&#8217;iniziativa popolare confidando sul mancato raggiungimento del quorum e sperando che l&#8217;annullamento della consultazione referendaria finisca con il fiaccare la voglia di democrazia dei cittadini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Noi cittadini invece speriamo in un esito positivo della consultazione, ma se, a causa dell&#8217;ingiusta clausola del quorum, avremo l&#8217;annullamento, torneremo alla carica con altre iniziative contando anche sulle alleanze che pian piano stiamo formando.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questi referendum non saranno stati solo un&#8217;increspatura sulla superficie del mare rappresentativo, saranno l&#8217;inizio di un cambiamento.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Emilio P</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A MILANO  alla presentazione del Movimento Nazionale a 5 stelle</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 20:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left">
</p><p style="text-align: left">
</p><p style="text-align: left">Domenica mattina parto con alcuni amici, alla volta di Milano; Teatro Smeraldo</p>
<p style="text-align: left">.Ci muove la curiosità per la nascita di questo nuovo movimento,anche se, come sottolinealo stesso Grillo, non è che l&#8217;evoluzione di un movimento che da anni si muove in rete, attorno al suo Blog e sul territorio grazie ai Meetup sparsi in tutte le città italiane.</p>
<p style="text-align: left">Mi hanno convinta due parole &#8221; Primarie dei cittadini&#8221; mi appassiona, e non resisto&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left">Domenica mattina parto con alcuni amici, alla volta di Milano; Teatro Smeraldo</p>
<p style="text-align: left">.Ci muove la curiosità per la nascita di questo nuovo movimento,anche se, come sottolinealo stesso Grillo, non è che l&#8217;evoluzione di un movimento che da anni si muove in rete, attorno al suo Blog e sul territorio grazie ai Meetup sparsi in tutte le città italiane.</p>
<p style="text-align: left">Mi hanno convinta due parole &#8221; Primarie dei cittadini&#8221; mi appassiona, e non resisto a tutto quello che si propone come alternativa alla politica italiana stantìa e autoreferenziale.</p>
<p style="text-align: left">All&#8217;arrivo troviamo una lunga fila di gente  che , pazientemente e ordinatamente,  attende di entrare.   L&#8217;organizzazione è impeccabile, e in un attimo siamo seduti in un  teatro che si può dire letteralmente gremito.</p>
<p style="text-align: left">Grillo è in gran forma , appalusi e risate accompagnano questo insolito comizio /show Solo gli interventi di Don Farinelli , sacerdote  genovese e di  Petra Reski autrice del libro inchiesta &#8221; Santa Mafia&#8221;commoventi, e a tratti drammatici, interrompono il fiume di parole, battute esilaranti e invettive del Beppe nazionale.</p>
<p>&#8220;Non siamo un partito, né una  associazione. Siamo un movimento che già c&#8217;è. Quello di oggi è il parto di una lunga gestazione iniziata nel gennaio del 2005&#8243;</p>
<p>&#8220;La nostra forza  &#8211; è che non capiscono cosa facciamo, ma diamo fastidio a tutti. alla destra e alla sinistra&#8221;"Io  ci ho messo la faccia e la mia vita &#8221; e il blogger genovese incomincia a snocciolare i punti del programma. Si va dall&#8217;insegnamento della Costituzione con esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico, alla messa on linedelle proposte di legge tre mesi prima della discussione in Parlamento.  Per  poi passare alla realizzazione delle infrastrutture per disabili sul territorio,  l&#8217;incentivazione del telelavoro,   l&#8217;abolizione della legge Biagi,  la rappresentanza dei piccoli azionisti nei Cda,  l&#8217;obbligatorietà della discussione di proposte di legge di iniziativpopolare,  la copertura della banda larga sul territorio e la riforma del copyright.</p>
<p>Interessante la proposta di stoppare la cementificazione del territorio  con le concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili  o per cambi di destinazione d&#8217;uso di aree industriali dismesse. Acqua pubblica , favorire le produzioni locali.  e così avanti&#8230;.</p>
<p>http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf</p>
<p>Ma&#8230;nonostante sia tutto ( o quasi ) assolutamente condivisibile, la sensazione e&#8217;che, ancora una volta ,</p>
<p>si sia di fronte a delle decisioni calate dall&#8217;alto  , anche se la Carta di Firenze nasce dalle discussioni,dalle proposte dei frequentatori del Blog ,  manca in effetti, un vero progetto partecipativo.</p>
<p>Il movimento appena nato sarà dotato di anticorpi sufficenti ? , oppure c&#8217;è il rischio che diventi la &#8220;bella copia&#8221; dei partiti tradizionali?   Sarebbe un peccato !  questo nostro paese umiliato e martoriato avrebbe decisamente bisogno di etica, di aria fresca e  dell&#8217;entusiasmo che abbiamo respirato in quel teatro.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hWqupQ2lcZg&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/hWqupQ2lcZg&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>A.A.A&#8230;..  democrazia diretta cercasi</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/05/a-a-a-cercasi-democrazia-diretta/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 08:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Segnalo a  tutti un&#8217;interessante articolo di Luciano Fuschini</p>
<p>( Movimentozero)</p>
<p></p>
<p>La democrazia rappresentativa basata su elezioni tenute a scadenze periodiche e sulla competizione fra partiti mostra tutti i suoi limiti. L’esigenza di compiacere l’elettorato impedisce di adottare, o procrastina, misure necessarie ma impopolari. Gli elettori sono chiamati a scegliere candidati che non conoscono, nominati dai partiti e presentati nei vari collegi e circoscrizioni solo per i calcoli e le convenienze degli apparati,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo a  tutti un&#8217;interessante articolo di Luciano Fuschini</p>
<p>( Movimentozero)</p>
<p><img class="alignnone" src="http://greece.mrdonn.org/athens1.gif" alt="" width="529" height="280" /></p>
<p>La democrazia rappresentativa basata su elezioni tenute a scadenze periodiche e sulla competizione fra partiti mostra tutti i suoi limiti. L’esigenza di compiacere l’elettorato impedisce di adottare, o procrastina, misure necessarie ma impopolari. Gli elettori sono chiamati a scegliere candidati che non conoscono, nominati dai partiti e presentati nei vari collegi e circoscrizioni solo per i calcoli e le convenienze degli apparati, persone su cui i cittadini non avranno più alcun controllo una volta che siano state elette.<br />
Il suffragio universale deprime la qualità del voto esaltando la quantità: il voto di una persona colta che segue le vicende politiche ed è ben informata sul funzionamento delle istituzioni vale esattamente quanto quello di un semianalfabeta ignorante di tutto ciò che non sia il suo interesse immediato: pura assurdità e somma ingiustizia.<br />
Per queste e altre motivazioni il Manifesto di MZ avanza la richiesta di una democrazia diretta che sostituisca quella rappresentativa. Un Manifesto di princìpi generali però non è ancora un programma politico. Quando si esce dalla petizione di principio ci si scontra con le difficoltà di definire modalità e procedure di una democrazia diretta.<br />
Parlando di democrazia diretta, viene spontaneo pensare a processi decisionali espressi dall’Assemblea dei cittadini. Chi ha abbastanza anni da ricordare l’assemblearismo sessantottino sa come funzionino in concreto le cose. L’Assemblea non fa altro che ratificare ciò che una minoranza ben organizzata aveva già deciso prima della sua convocazione. I capetti si alternano al microfono e vince il demagogo che spara gli slogan di più sicuro effetto. L’assemblearismo è una parodia della democrazia. Anche se l’Assemblea dei cittadini fosse la soluzione, ci si imbatterebbe nella difficoltà insormontabile di far funzionare i processi decisionali di tipo assembleare in realtà politiche ben più complesse di una comunità di paese o di villaggio. A questo proposito non è di aiuto rifarsi alle polis greche o ai Comuni medievali. In quelle realtà, comunque molto più ristrette delle nostre società, erano esclusi dal diritto di parola e di voto le donne, i servi e i salariati, cioè più dell’80% della popolazione. Quanto detto sopra sulle contraddizioni del suffragio universale infatti non può giustificare oggi l’esclusione aprioristica di gran parte della popolazione con una discriminazione classista o sessista.<br />
Più pertinente appare il modello della Svizzera. In quella Repubblica l’istituto del referendum è largamente e sistematicamente praticato. Si può andare oltre quel modello, ipotizzando un sistema in cui il referendum, ben più incisivo di quello previsto dalla Costituzione italiana perché propositivo e non solo abrogativo, nonché senza lo sbarramento del quorum, sia la pratica normale con cui si prendono tutte le decisioni che interessano la comunità. Dovrebbe essere consuetudine e legge far decidere al popolo con consultazioni frequentissime. Sarebbe una pratica che implica costi e una macchina organizzativa complessa, ma diventando prassi della vita quotidiana sarebbe presto assimilabile nel costume della comunità.<br />
Questa pratica renderebbe obsoleti i partiti intesi come organismi permanenti e strutturati. Ogni quesito referendario vedrebbe coagularsi interessi e orientamenti ideali, che si scioglierebbero immediatamente in un’occasione successiva, nella quale si configurerebbero altri schieramenti. Gli elettori sarebbero informati attraverso la rete elettronica, le emittenti radio-televisive, la stampa, i manifesti e i giornali murali. Le leggi e il costume, sempre decisivo e più importante dei regolamenti scritti, dovrebbero instillare nelle menti l’idea che il voto è un diritto ma non un dovere: chi non è interessato e si sa disinformato deve sentire come suo dovere civico di non votare. Il certificato elettorale non dovrebbe essere spedito in tutte le case ma dovrebbe essere ritirato negli appositi uffici dai cittadini interessati alla consultazione. Così si limiterebbe drasticamente il numero dei votanti solo zavorra, non per preclusioni imposte ma per autoriduzione: si potrebbe almeno in parte ovviare all’inconveniente gravissimo dell’uguale peso dato al voto consapevole e a quello dettato dall’ignoranza o dall’impulso momentaneo.<br />
Come in tutte le cose umane, nemmeno un sistema come quello qui sommariamente abbozzato darebbe garanzie assolute. Resterebbero rischi di manipolazioni demagogiche e di degenerazione burocratica. Al vertice della piramide di questo Stato nuovo articolato sulle comunità locali e sulla democrazia diretta dovrebbe esserci pur sempre la figura del Garante del corretto funzionamento istituzionale: Presidente della Repubblica, Monarca, o Consiglio dei Custodi, secondo quanto decideranno le circostanze storiche e la volontà dei popoli.</p>
<p>http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=28102</p>
<p>http://www.ilribelle.com/</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SCUDO FISCALE = ingiustizia sociale</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/03/scudo-fiscale-ingiustizia-sociale/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 17:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cattiva politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>La camera ha  approvato lo scudo fiscale che, come tutti sanno, prevede la possibilità di rimpatriare ( NB &#8220;possibilità&#8221;, a discrezione insomma!)  i capitali illecitamente esportati  pagando un&#8217;aliquota del 5% dell&#8217;importo.</p>
<p>Quali sono gli effetti del rimpatrio dei capitali capitali permesso da queste legge?</p>
<p>Innanzitutto una delle norme inserite dice  «il rimpatrio o la regolarizzazione&#8230;non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa, giudiziaria civile,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:9Z4DLwBzEhDl0M:http://digilander.libero.it/soldodicacio2000/cartoni%20animati/michelangelo.jpg" alt="" width="110" height="127" /></p>
<p>La camera ha  approvato lo scudo fiscale che, come tutti sanno, prevede la possibilità di rimpatriare ( NB &#8220;possibilità&#8221;, a discrezione insomma!)  i capitali illecitamente esportati  pagando un&#8217;aliquota del 5% dell&#8217;importo.</p>
<p>Quali sono gli effetti del rimpatrio dei capitali capitali permesso da queste legge?</p>
<p>Innanzitutto una delle norme inserite dice  «il rimpatrio o la regolarizzazione&#8230;non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa, giudiziaria civile, amministrativa o tributaria&#8221;.</p>
<p>Questo significa che , nel caso in cui la Guardia di Finanza riceva informazioni. non può procedere in nessun modo,</p>
<p>non solo c&#8217;è anche il divieto , ( ecco il vero scudo!) degli intermediari ,banche e finanziarie,</p>
<p>contattate dagli evasori, di comunicare i nominativi all&#8217; Agenzia delle Entrate.<br />
Ma bisognava &#8220;sistemare&#8221; anche  le eventuali azioni penali.</p>
<p>Nonostante non ci sia un  generale divieto di procedere per la magistratura, è stata introdotta la &#8220;non punibilità&#8221;  per una serie di reati tributari :<br />
dichiarazione dei redditi, fatturazione di operazioni inesistenti e distruzione di documenti al fine di evadere le imposte), alcuni reato di falso nel codice penale e le false comunicazioni sociali  ( cd falso in bilancio)</p>
<p>Ora ,dov&#8217;è la differenza fra l&#8217;indulto , l&#8217;amnistia e quest&#8217;ultima genialata?<br />
Tutti provvedimenti che ,a parer mio, sono  sempre sbagliati perchè  creano una ingiustizia tra chi ha rispettato la legge e chi è “premiato” dopo aver fatto il furbo.</p>
<p>Essendo profondamento ingiusto sarebbe  , a dir poco, opportuno che fosse stato approvato dai 2/3 del parlamento .<br />
Visto che si crea un ingiustizia vi deve essere un ampio consenso parlamentare ,che secondo la logica della democrazia rappresentativa ,  presuppone sia anche sociale.</p>
<p>Questa legge è stata giustificata con la necessità di riportare liquidità nelle casse dello stato.<br />
Occorrerebbe ricordare ai nostri smemorati e distratti  &#8220;dipendenti&#8221; che è la terza in 8 anni ,e  che rammentiamo  bene quanto i risultati  siano stati insoddisfacenti.<br />
Se lo stato è disposto a chiudere la faccenda con un  tasso ridicolo, ammette implicitamente che non riuscirebbe mai   a trovare questi capitali, e  dunqueche interesse avranno i furbetti a a legalizzarli ?</p>
<p>Ora hanno avuto la conferma che non  corrono nessun pericolo.<br />
Ma la cigliegina sulla torta ce l&#8217;ha messa Berlusconi<br />
annunciando solennemente&#8230;che quei soldi andranno alla scuola pubblica.</p>
<p>Non era più semplice, invece di garantire l&#8217;impunità agli evasori</p>
<p>tagliare i finanziamenti alla scuola privata e girarli a quella pubblica?    elementare !!!</p>
<p>E ora arriva il bello!<br />
Dopo aver subito l&#8217;ennesima ingiustizia scopriamo pure che dopo il «rimpatrio»,</p>
<p>non c&#8217;è l&#8217;obbligo di tenere  i capitali sul territorio.</p>
<p>Ovviamente! visto che non potrebbe esserci l&#8217;obbligo dal momento che in Europa c&#8217;è la libera circolazione dei capitali: ( in effetti  per i capitali in stati UE non si prevede il rimpatrio ma la regolarizzazione)</p>
<p>si dice dove sono , e lì si lasciano</p>
<p>La prova di quanto questi capitali poco interessino, e che in realtà  gli obiettvi erano e sono ben altri,</p>
<p>sta nel fatto che questa imposta può essere pagata sulle attività finanziarie e patrimoniali: praticamente su Tutto!</p>
<p>Cosa c&#8217;entra con la ricapitalizzazione delle aziende  con il finanziamento della scuola &#8230;??</p>
<p>qualcuno  ce lo dovrà spiegare prima o poi!</p>
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