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	<title>Il Cittadino Partecipa &#187; referendum</title>
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	<description>Idee per riattivare la democrazia in Trentino</description>
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		<title>Cortaccia – Kurtatsch (BZ), il quorum dei referendum comunali è stato portato al 15%</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[cortaccia]]></category>
		<category><![CDATA[quorum 15%]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/kurtatsch_titel.jpg"></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>dopo un mese dal referendum provinciale di Bolzano, fallito di un soffio (38% di affluenza con quorum del 40%) che chiedeva di introdurre a livello provinciale il quorum del 10% e molti altri miglioramenti per la legge sulla democrazia diretta, un comune della provincia, governato dall’SVP il cui vertice aveva chiesto ai cittadini l’astensione o di votare NO, ha deciso di abbassare il quorum al 15%.</p>
<p>A Cortaccia il&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/kurtatsch_titel.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/kurtatsch_titel-300x147.jpg" alt="" width="300" height="147" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>dopo un mese dal referendum provinciale di Bolzano, fallito di un soffio (38% di affluenza con quorum del 40%) che chiedeva di introdurre a livello provinciale il quorum del 10% e molti altri miglioramenti per la legge sulla democrazia diretta, un comune della provincia, governato dall’SVP il cui vertice aveva chiesto ai cittadini l’astensione o di votare NO, ha deciso di abbassare il quorum al 15%.</p>
<p>A Cortaccia il consiglio comunale ha voluto così rispettare quanto chiesto a maggioranza dai cittadini e ha aperto una breccia sul muro alzato dalla casta politica per proteggere il proprio potere. Probabilmente questo è solo il primo comune della provincia ad adottare una scelta in linea con la volontà della popolazione. Altri ne sono sicuro, seguiranno la strada di Cortaccia. Prossimamente dettagli. Per ora lo scarno comunicato apparso nel radiogiornale della Rai regionale.</p>
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		<title>Bolzano, la Democrazia Diretta nel dilemma etnico</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<category><![CDATA[thomas benedikter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>post di Paolo Michelotto<a title="Visualizza tutti gli articoli in democrazia diretta" rel="category tag" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/democrazia-diretta/"></a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/thomas.jpg"></a>pubblico una lettera dell’amico Thomas Benedikter</p>
<p><strong>La democrazia diretta nel dilemma etnico</strong></p>
<p>Il sistema di democrazia diretta, come progettato nella “legge migliore”  dell’Iniziativa per più democrazia, per un soffio non approvato nel referendum  provinciale del 25 ottobre scorso, è teso a dare più voce e potere ai cittadini  in quanto tali e nel loro insieme rispetto le competenze politiche provinciali,  né di più né di meno. I cittadini avrebbero&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>post di Paolo Michelotto<a title="Visualizza tutti gli articoli in democrazia diretta" rel="category tag" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/democrazia-diretta/"></a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/thomas.jpg"><img class="alignleft" title="thomas" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/thomas-225x300.jpg" alt="thomas" width="225" height="300" /></a>pubblico una lettera dell’amico Thomas Benedikter</p>
<p><strong>La democrazia diretta nel dilemma etnico</strong></p>
<p>Il sistema di democrazia diretta, come progettato nella “legge migliore”  dell’Iniziativa per più democrazia, per un soffio non approvato nel referendum  provinciale del 25 ottobre scorso, è teso a dare più voce e potere ai cittadini  in quanto tali e nel loro insieme rispetto le competenze politiche provinciali,  né di più né di meno. I cittadini avrebbero potuto votare su quasi ogni materia  di cui discutono i nostri rappresentanti nel Consiglio ed anche sui megaprogetti  decisi dalla Giunta provinciale, non invece sulla modifica dello statuto di  autonomia. Un tale sistema può funzionare in una società plurietnica, in cui i  gruppi non solo sono diversi per lingua, ma presentano anche caratteristiche  sociali ed interessi politici divergenti, sono due mondi intersecanti, ma  paralleli? Tali strumenti possono funzionare in una provincia che risente ancora  di tensioni etniche? In cui si minaccia ancora „Oggi referendum, domani  autodeterminazione?“ Si può propagare un’idea liberatrice quale la democrazia  diretta, che rafforza i cittadini in quanto tali nei confronti del sistema  partitico, se non regna un’atmosfera di fiducia reciproca fra i gruppi che  permette di articolare gli interessi politici in forma trasversale?</p>
<p>Naturalmente no, risponderebbe quel giornalista dell’ALTO ADIGE che  all’indomani del referendum in un commento allucinante <span id="more-1706"></span>ha spazzato via le proposte dei cittadini come „5 quesiti  che puzzano“. “Gli italiani, soprattutto gli italiani”, scrisse Campostrini,  “non c’entrano nulla con questi due quesiti sulla democrazia diretta dell’Union  für Südtirol: questi quesiti provengono da un mondo culturale pre-urbano, rurale  e valligiano. È la piazza dei borghi elvetici che decide sí o no per alzata di  mano, senza andare troppo per il sottile. Rappresentano un mondo cantonale, dove  decidono le famiglie che vivono in valle da venti generazioni, come in Svizzera  o come in certe contee della provincia americana profonda, dove lo sceriffo  guarda con sospetto non solo lo ’straniero’, ma anche gli agenti federali  arrivati da Washington.” Senza dilungarmi nella delirante idea che si è fatto  questo ‘giornalista’, che non solo con incredibile accuratezza attribuisce  entrambe le proposte di riforma delle regole referendarie all’Union, ma offende  un’avanzata cultura politica quale quella svizzera ed ignora che la democrazia  diretta moderna è proprio nata nelle grandi città svizzere e californiane e  funziona benissimo in realtà sociali più complesse, si potrebbe dire: se fosse  questo l’atteggiamento prevalente nel gruppo italiano della nostra provincia nei  confronti di una politica più partecipata, buona notte democrazia diretta.</p>
<p>Effettivamente nell’elettorato di lingua italiana ha dilagato l’astensione.  Mentre in 89 su 116 comuni della nostra provincia il quorum è stato raggiunto,  in alcuni quartieri di Bolzano si sono recati alle urne neanche il 10% degli  aventi diritto. I 6.000 voti mancanti a livello provinciale per raggiungere il  quorum sono in primo luogo mancati nelle città, cioè a Bolzano (25% di  partecipazione), Merano (28%) e Laives, ma non a causa di un presunto dualismo  fra città e valli, ma senza dubbi a causa dell’astensione italiana. Un  astensionismo non solo dovuto ai preconcetti ottusi di certi giornalisti e  all’ostilità di certi giornali nei confronti della democrazia diretta. Ci sono  altri tre fattori essenziali: la carenza di informazione, il ruolo dei partiti  italiani e della destra tedesca, la strumentalizzazione delle paure italiane da  parte dell’SVP. Buona parte del gruppo italiano inclusi tanti politici sembra  essere stato effettivamente informato male. La responsabilità ricade sia sulla  Provincia autonoma, che non ha assolto ai suoi doveri previsti dalla legge, sia  sui partiti che non hanno seriamente affrontato né l’esigenza né la natura del  progetto di riforma, un po’ anche sui promotori dei quesiti stessi che hanno  incontrato limiti nella comunicazione interetnica.</p>
<p>Poi, i partiti. La destra italiana ha respinto le proposte sulla Democrazia  diretta, mentre i partiti della sinistra (PD, Rifondazione e Italia dei Valori)  si sono espressi a favore della proposta dell’Iniziativa senza però minimamente  impegnarsi per mobilitare i loro elettori. Anzi, il PD ha abusato dei pannelli  ufficiali per pubblicizzare le sue primarie, ed i suoi assessori non hanno  levato neanche una timida parola di dissenso quando la Giunta provinciale il 22  ottobre ha cercato di affossare tutte le proposte. L’opposizione tedesca  nell’elettorato italiano nella realtà politica sudtirolese ha l’impatto di  scardinare un rigetto generico. Il puro fatto che un quesito provenga da un  partito come l’Union für Südtirol, discreditata nell’opinione pubblica italiana,  basta per gettare il bambino con l’acqua sporca. Lo testimonia meglio di tutti  l’atteggiamento di Rifondazione, che ha dedicato due righe al referendum: ha  chiamato a votare SI sui quesiti dell’Iniziativa per più democrazia e del  Dachverband, ma ha cestinato le tre proposte dell’UNION come razziste e  anticostituzionali, travisando che la sua proposta sulla democrazia diretta era  quasi identica a quella dell’Iniziativa.</p>
<p>Infine la SVP, che ha astutamente strumentalizzata il clima di sfiducia fra  gli italiani. Durnwalder, Messner ed altri nemici dichiarati di più diritti  referendari hanno soffiato nel fuoco ipotizzando che in assenza di un basso  quorum di partecipazione gli italiani rischierebbero di essere messi  continuamente in minoranza da parte “dei tedeschi”. Il segretario SVP Achammer è  arrivato a dire a che presto il monumento degli alpini di Brunico sarebbe stato  oggetto di un referendum popolare. Volutamente il vertice SVP ha taciuto il  fatto che sia la legge vigente sia le proposte di legge referendarie escludono  l’ammissibilità al voto di quesiti che possano violare i diritti dei gruppi  linguistici, come affermato anche dallo Statuto di Autonomia. In pratica l’SVP  si è alleata con la parte più nazionalista dell’elettorato italiano per  difendere il suo modello di decisionismo, il suo sistema di potere. Durnwalder a  votazione vinta è perfino arrivato a dire che si era riusciti ad evitare che „le  valli“ abbiano potuto dettare legge: l’illuminato uomo di Falzes che in tema di  diritti civili difende la colta cittadinanza urbana dall’urto della plebe  rurale…..</p>
<p>Politicamente cosa significa questo voto? Evidentemente la maggioranza  dell’elettorato tedesco desidera strumenti più efficaci di partecipazione  politica. Dall’altra parte la stragrande maggioranza degli elettori italiani non  apprezza regole migliori di partecipazione temendo che possa essere non a  vantaggio dei cittadini, ma a svantaggio degli italiani come gruppo. Perciò, il  voto può essere interpretato come atto di sfiducia del gruppo italiano  nell’elettorato tedesco, invece di fiducia nel vertice SVP che si presenta come  forza moderata, capace di mediare gli interessi di tutti, gestendoli a livello  di vertici dei partiti e associazioni di categoria.</p>
<p>Cosa significa tutto questo per il futuro di una democrazia diretta migliore  per la nostra provincia?In presenza di un quorum del 40%, significa la  possibilità di un veto permanente di questa nuova alleanza: basta che il vertice  SVP, sostenuto dal giornale dominante, e la maggioranza italiana (che si  richiama in primo luogo agli appelli della destra e del giornale italiano  dominante) si alleano, per far fallire ogni referendum. Significa che nessun  iniziativa popolare potrà passare contro questa alleanza strumentale fra  italiani mal informati, disinteressati, impauriti da una parte e sistema di  potere della SVP dall’altra, con le varie associazioni di categoria che  difendono i loro interessi particolari. Significa che nessuna istanza  referendaria di carattere sociale o ambientale, sostenuta con un’ampia raccolta  di firme, non ha modo di passare perché non avvallata dalla popolazione di  Bolzano-Merano-Laives. Di tal maniera politicamente si apre una nuova spaccatura  etnica. La maggioranza della popolazione tedesca chiede di portare a votazione  popolare quesiti urgenti che toccano tantissimi sudtirolesi. Ma è bloccata dal  quorum, operato dal partito “di raccolta” in connivenza con la maggioranza del  gruppo di lingua italiana: cosí si ammazza un diritto civico.</p>
<p>Naturalmente vanno presi sul serio le paure dei cittadini di lingua italiana,  certamente va discusso più a fondo una tale riforma dei diritti referendari. La  democrazia diretta in Sudtirolo non può funzionare, se non è coinvolta tutta la  società; non potrebbe dispiegare i suoi effetti integranti, se il gruppo  italiano non fosse coinvolto nella determinazione delle regole, e continuasse a  percepire ogni referendum come minaccia, e la democrazia diretta come una “roba  dei tedeschi”. Ma dall’altra parte non si può espropriare il 70% della  popolazione dall’esercizio di un diritto, solo perché non interessa la  maggioranza dei concittadini italiani che abitano a Bolzano-Merano-Laives o  perché questa teme che il gruppo di lingua tedesca possa esprimere in forma  compatta orientamenti diversi. Affermare che “gli interessi” dei tre gruppi  etnici sono troppo diversi oppure che gli interessi degli abitanti delle città e  delle valli divergono non è legittimo, perché la politica di interesse  provinciale fatta nel Consiglio e soprattutto in Giunta provinciale è unica. È  valida per tutti, viene finanziata da tutti i contribuenti, è decisa da politici  eletti da cittadini di tutte le parti. Il Sudtirolo non è diviso in cantoni.  Questioni attinenti aspetti che rientrano nell’autonomia culturale dei tre  gruppi in termini quantitativi sono pochi; le questioni “trasversali” sono  assolutamente prevalenti. Quindi a parte clausole più severe per la  non-referendabilità di argomenti sensibili per i gruppi etnici, va ribadito il  principio che porta a chiedere l’abolizione del quorum: chi va alle urne, deve  poter decidere; chi non ci va, lascia decidere gli altri. Nel Wallis bilingue o  nei Grigioni trilingui non esiste un diritto di veto di uno dei gruppi nel  momento di decidere insieme sulla politica cantonale.</p>
<p>Che fare? La grande sfida sarà quella di coniugare bene il rafforzo dei  diritti di tutti i cittadini in quanto tali e la tutela dei diritti dei tre  gruppi. Una nuova proposta di legge sulla democrazia diretta può precisare  ancora meglio l’esclusione delle materie che possano violare i diritti  fondamentali e culturali dei gruppi linguistici. La convivenza va costruita  anche dal basso: ci sono centinaia di sforzi ed iniziative del mondo  associazionista locale accomunati dagli stessi problemi. Più democrazia diretta  promuove l’impegno civico dei cittadini ed il senso di responsabilità fra tutti  i gruppi. L’impegno per la soluzione di problemi comune richiede una  collaborazione trasversale e crea legami sia fra i gruppi sia fra le persone. È  questo il dilemma: lasciare la democrazia diretta cosí come la vuole il vertice  SVP, significa di fatto bloccare la voglia di contare e l’iniziativa dei  cittadini. Lasciare l’iniziativa a qualche partito della destra tedesca ci porta  ad una situazione simile a quella scaturita da decenni battaglie referendarie  dei Radicali: lo strumento in mano a un piccolo partito di opposizione, non ai  cittadini in primo luogo. Dall’altro canto, una vera riforma della democrazia  diretta non può far a meno dell’abbattimento del quorum. Possiamo avere fiducia:  più partecipazione diretta alla politica provinciale fa crescere una  cittadinanza più condivisa di questa terra, al di lá delle differenze  culturali.</p>
<p>Thomas Benedikter</p>
<p>Commento di Paolo Michelotto</p>
<p>Io comincerei ora un percorso a un livello più basso. Ossia comunale. Ci sono  tanti comuni dove si è passato il quorum del 40%. Bene, io comincerei dal comune  che ha avuto l’affluenza più alta e abolirei il quorum dallo statuto di quel  comune. Con metodo e pazienza, facendo lobbing, iniziative di delibera popolare,  incontri con gli amministratori, referendum comunali. Quando molti comuni  avranno il quorum zero, come Ortisei, poi sarà il turno della privincia di  Bolzano.</p>
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		<title>Emilio Piccoli spiega perchè è necessario eliminare il quorum dai referendum al Pres. Prov. Trentino, Kessler</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 19:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>questa è stata la seconda propostapiù votata dai cittadini a &#8220;Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare la democrazia nel Trentino&#8221; &#8211; Rovereto 20 settembre 2009.</p>
<p>Il 21 ottobre abbiamo avuto un incontro con il presidente della provincia Trentino, Kessler per portargli le prime 4 proposte più votate dai cittadini e per chiedergli che le faccia discutere in Consiglio Provinciale.</p>
<p></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>questa è stata la seconda propostapiù votata dai cittadini a &#8220;Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare la democrazia nel Trentino&#8221; &#8211; Rovereto 20 settembre 2009.</p>
<p>Il 21 ottobre abbiamo avuto un incontro con il presidente della provincia Trentino, Kessler per portargli le prime 4 proposte più votate dai cittadini e per chiedergli che le faccia discutere in Consiglio Provinciale.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UTurrzEkStA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/UTurrzEkStA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>incontro con Pres. Consigl. Prov. del Trentino, Kessler per presentare le proposte de “Il Cittadino Partecipa”</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[20 settembre 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p></p>
<p>mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21, una ventina di cittadini trentini,  hanno incontrato il <strong>Presidente del Consiglio Provinciale del Trentino,  Kessler.</strong></p>
<p>C’è stata una breve introduzione di <strong>Francesco Ghensi</strong> che ha  ricordato come è nata, come si è svolta e cosa ha ottenuto la giornata  partecipativa provinciale “<strong>Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare  la democrazia nel Trentino”</strong> del 20 settembre scorso</p>
<p>Poi abbiamo visto il video di 7 minuti che riassumeva la&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fxQVPx3H1zY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/fxQVPx3H1zY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21, una ventina di cittadini trentini,  hanno incontrato il <strong>Presidente del Consiglio Provinciale del Trentino,  Kessler.</strong></p>
<p>C’è stata una breve introduzione di <strong>Francesco Ghensi</strong> che ha  ricordato come è nata, come si è svolta e cosa ha ottenuto la giornata  partecipativa provinciale “<strong>Il Cittadino Partecipa &#8211; Idee per riattivare  la democrazia nel Trentino”</strong> del 20 settembre scorso</p>
<p>Poi abbiamo visto il video di 7 minuti che riassumeva la giornata, e che si  trova all’inizio di questo post, realizzato da <strong>Luca Brogin</strong>.</p>
<p>L’incontro è proseguito con la presentazione delle 4 proposte più votate il  20 settembre dai cittadini, dai proponenti stessi. Nei prossimi giorni metterò  il loro video. Qui i testi:</p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="../2009/09/28/ruggero-pozzer-assemblea-cittadina-il-testo-della-proposta/">1.  Assemblee di confronto tra amministrazione e cittadini.</a><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="../2009/09/26/la-proposta-piu-votata-assemblee-amministratori-cittadini-obbligatorie/">(Ruggero  P.)</a></p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="../2009/09/29/emilio-piccoli-abolizione-dei-quorum-referendari-il-testo-della-proposta/">2.  Abolizione quorum tutte consultazioni referendarie.</a><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="../2009/09/26/la-seconda-proposta-piu-votata-abolizione-del-quorum/">(Emilio  P.)</a></p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="../2009/10/09/ezio-ferrari-acqua-gestita-in-maniera-pubblica-il-testo-della-proposta/">3.  Acqua gestita in maniera pubblica/gas naturali.</a><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="../2009/09/28/acqua-bene-pubblico-la-proposta-di-ezio/">(Ezio  F.)</a></p>
<p><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="../2009/10/06/4%C2%B0-proposta-a-pari-merito-con-la-3%C2%B0-di-s-morandi/">3.  Valorizziamo i terreni incolti. </a><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ilcittadinopartecipa.it');" href="../2009/09/29/terreni-incolti-ai-cittadini-terza-proposta-piu-votata-parimerito-di-sebastiano-m/">(Sebastiano  M.)</a></p>
<p>Infine c’è stato il commento di Kessler e un dibattito informale sul destino  di queste proposte.</p>
<p>Kessler ha detto che procederà così: nei prossimi giorni manderà le 4  proposte a tutti i 35 consiglieri provinciali chiedendo che le esaminino. Poi  lascerà trascorrere del tempo (noi gli abbiamo proposto che faccia passare 1  settimana) perchè i consiglieri possano valutare se “adottare” loro quelle  proposte con una mozione. Infine se nessuno lo farà <strong>lui si è impegnato a  portarne avanti almeno una, lasciando intendere che possa essere quella  dell’abolizione del quorum, fatta da Emilio Piccoli.</strong></p>
<p>Lui però a caldo ha detto che propende più per una riduzione del quorum che  per la sua abolizione, ma che ne dobbiamo ridiscutere a fondo. Lui è più portato  verso l’ipotesi 50% dei votanti alle ultime elezioni provinciali.</p>
<p>E’ un ottimo inizio da cui partire per una discussione seria e approfondita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quorum e democrazia partecipativa</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/12/quorum-e-democrazia-partecipativa/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 17:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Celestino</dc:creator>
				<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1312" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/10/Quorum-e-democrazia-partecipativa.jpg" alt="Quorum e democrazia partecipativa" width="546" height="522" /></p>
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		</item>
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		<title>Risultati referendum Rovereto</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/11/risultati-referendum-rovereto/</link>
		<comments>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/11/risultati-referendum-rovereto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 20:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pobris</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia dal basso in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[referendum rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Affluenza ufficiosa 15,02%.</p>
<p>Dati ufficiosi referendum numero 1 scheda gialla. Affluenza media 15,02, 4514 votanti, di cui 2079 maschi (14,71%) e 2435 femmine (15,30%).</p>
<p>Seggio        %</p>
<p>1 &#8211;  8,02</p>
<p>2  &#8211; 14,92</p>
<p>3 &#8211;   11,75</p>
<p>4 &#8211;   15,80</p>
<p>5   &#8211; 16,24</p>
<p>6 &#8211;   14,30</p>
<p>7   &#8211; 14,68</p>
<p>8 &#8211;   14,72</p>
<p>9   &#8211; 15,38</p>
<p>10   &#8211; 15,8°</p>
<p>11   &#8211; 13,03</p>
<p>12   &#8211; 17,84</p>
<p>13   &#8211; 16,49</p>
<p>14   &#8211; 16,50</p>
<p>15   &#8211; 16,77</p>
<p>16   &#8211; 18,76</p>
<p>17   &#8211; 13,13</p>
<p>18   &#8211; 15,01</p>
<p>19   &#8211; 14,22</p>
<p>20   &#8211; 17,85</p>
<p>21   &#8211; 16,28</p>
<p>22   &#8211; 14,59</p>
<p>23   &#8211; 23,50</p>
<p>24&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1301" title="elezioni-thumb" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/10/elezioni-thumb.jpg" alt="elezioni-thumb" width="400" height="353" /></p>
<p>Affluenza ufficiosa 15,02%.</p>
<p>Dati ufficiosi referendum numero 1 scheda gialla. Affluenza media 15,02, 4514 votanti, di cui 2079 maschi (14,71%) e 2435 femmine (15,30%).</p>
<p>Seggio        %</p>
<p>1 &#8211;  8,02</p>
<p>2  &#8211; 14,92</p>
<p>3 &#8211;   11,75</p>
<p>4 &#8211;   15,80</p>
<p>5   &#8211; 16,24</p>
<p>6 &#8211;   14,30</p>
<p>7   &#8211; 14,68</p>
<p>8 &#8211;   14,72</p>
<p>9   &#8211; 15,38</p>
<p>10   &#8211; 15,8°</p>
<p>11   &#8211; 13,03</p>
<p>12   &#8211; 17,84</p>
<p>13   &#8211; 16,49</p>
<p>14   &#8211; 16,50</p>
<p>15   &#8211; 16,77</p>
<p>16   &#8211; 18,76</p>
<p>17   &#8211; 13,13</p>
<p>18   &#8211; 15,01</p>
<p>19   &#8211; 14,22</p>
<p>20   &#8211; 17,85</p>
<p>21   &#8211; 16,28</p>
<p>22   &#8211; 14,59</p>
<p>23   &#8211; 23,50</p>
<p>24   &#8211; 18,36</p>
<p>25   &#8211; 17,41</p>
<p>26 &#8211;   8,26</p>
<p>27   &#8211; 12,88</p>
<p>28   &#8211; 15,30</p>
<p>29   &#8211; 11,74</p>
<p>30   &#8211; 13,20</p>
<p>31 &#8211;   12,40</p>
<p>Referendum numero 2 scheda azzurra 15,06%</p>
<p>Referendum numero 3 scheda rosa 15,07%</p>
<p>Referendum numero 4 scheda verde 15,06%</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>referendum Rovereto: il videoappello finale dell&#8217;associazione PartecipAzione Cittadini Rovereto</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/08/referendum-rovereto-il-videoappello-finale-dellassociazione-partecipazione-cittadini-rovereto/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 05:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iwQEO1SIjgY&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iwQEO1SIjgY&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>11 ottobre &#8211; per Rovereto, per il Trentino</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/07/11-ottobre-per-rovereto-per-il-trentino/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 13:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Ghensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pensavo alla prossima settimana, a come sarebbe bello svegliarsi in un Trentino più democratico, dove i cittadini di Rovereto potranno per primi sperimentare qualcosa di straordinario e contagiare, perchè no, il resto della provincia.</p>
<p>Mi riferisco alla possibilità che da lunedì i roveretani possano disporre del <strong>referendum senza quorum</strong>, strumento che permetterebbe loro di  incidere realmente sulle scelte della propria ammistrazione e all&#8217;amministrazione stessa di mantenere uno stretto e costruttivo legame&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://trentino.tienne.it/castello%20di%20rovereto.jpg" alt="" width="359" height="249" />Pensavo alla prossima settimana, a come sarebbe bello svegliarsi in un Trentino più democratico, dove i cittadini di Rovereto potranno per primi sperimentare qualcosa di straordinario e contagiare, perchè no, il resto della provincia.</p>
<p>Mi riferisco alla possibilità che da lunedì i roveretani possano disporre del <strong>referendum senza quorum</strong>, strumento che permetterebbe loro di  incidere realmente sulle scelte della propria ammistrazione e all&#8217;amministrazione stessa di mantenere uno stretto e costruttivo legame con il cittadino.</p>
<p>Ciò non deve essere visto come una rivincita della gente comune su &#8220;quelli del palazzo&#8221; in quanto ritengo che il primo colpevole del distacco fra il cittadino e le istituzioni sia il cittadino stesso, sempre più propenso a delegare, a voltare le spalle, a lasciar correre, a vivere la partecipazione come una fatica da sopportare il meno possibile.</p>
<p><strong>Nessuna rivincita quindi, ma solo un riappropriarsi di un diritto-dovere di chi si ritiene Cittadino: la partecipazione!</strong></p>
<p>ps: i miei complimenti vanno comunque, a prescindere dall&#8217;esito di domenica prossima, ai mitici ragazzi di Partecipazione Cittadini Rovereto. Mitici e irriducibili!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I 4 referendum Più Democrazia di Rovereto 2009, breve storia</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/06/i-4-referendum-piu-democrazia-di-rovereto-2009-breve-storia/</link>
		<comments>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/06/i-4-referendum-piu-democrazia-di-rovereto-2009-breve-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 06:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[referendum rovereto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">lacittachevorrei</p>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>a 5 giorni dai referendum nella mia città, Rovereto, pubblico una breve storia del percorso iniziato più di due anni fa.</p>
<p><strong>Alla ricerca di più democrazia<br />
</strong><strong>I referendum comunali di Rovereto dell&#8217;11 ottobre 2009</strong></p>
<p>L&#8217;11 ottobre 2009 a Rovereto si terranno quattro referendum propositivi per cercare di dare più voce ai cittadini. Sono iniziative del gruppo «PartecipAzione Cittadini Rovereto», che hanno dovuto superare non pochi ostacoli. Quattro i quesiti referendari:</p>
<p><strong>1) determinazione&#8230;</strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1184" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-1184" title="lacittachevorrei" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/10/lacittachevorrei-210x300.jpg" alt="lacittachevorrei" width="210" height="300" /><p class="wp-caption-text">lacittachevorrei</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>a 5 giorni dai referendum nella mia città, Rovereto, pubblico una breve storia del percorso iniziato più di due anni fa.</p>
<p><strong>Alla ricerca di più democrazia<br />
</strong><strong>I referendum comunali di Rovereto dell&#8217;11 ottobre 2009</strong></p>
<p>L&#8217;11 ottobre 2009 a Rovereto si terranno quattro referendum propositivi per cercare di dare più voce ai cittadini. Sono iniziative del gruppo «PartecipAzione Cittadini Rovereto», che hanno dovuto superare non pochi ostacoli. Quattro i quesiti referendari:</p>
<p><strong>1) determinazione del quorum di validità dei referendum comunali; </strong></p>
<p><strong>2) realizzare il Piano Regolatore Generale Comunale con la partecipazione dei cittadini; </strong></p>
<p><strong>3) Riqualificazione Piazzale Ex-Stazione Corriere; </strong></p>
<p><strong>4) non consentire l&#8217;apertura del nuovo inceneritore della Sandoz.</strong></p>
<p><strong>Una rivoluzione dal basso.</strong></p>
<p>Nel gennaio 2007 è sorto a Rovereto<img title="Continua..." src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /> il gruppo «PartecipAzione Cittadini Rovereto». Obiettivo: promuovere la democrazia e la partecipazione nella propria città. Il metodo è stato, <span id="more-1183"></span>fin dall&#8217;inizio, quello di organizzare serate partecipative, chiamate «La Parola ai Cittadini». Durante questi eventi ad essere protagonisti sono i cittadini, che hanno a disposizione tempi uguali per intervenire e fare proposte per la città. Per discuterle e per votarle. Le proposte più votate vengono poi portate in consiglio comunale sotto forma di mozione, presentata con la firma dei consiglieri comunali presenti all&#8217;evento, che fanno così da tramite tra le scelte dei cittadini e l&#8217;apparato amministrativo formale.</p>
<p>Nel gennaio 2008 il gruppo ha introdotto una variante alla serata partecipativa: le proposte più votate sarebbero state portate avanti con gli strumenti di democrazia diretta previsti dallo statuto comunale. Ossia con l&#8217;iniziativa di delibera popolare e, se questo primo passo non avesse mostrato risultati, con lo strumento del referendum.</p>
<p>Queste le proposte più votate dal pubblico in sala: l&#8217;abolizione del quorum per i referendum comunali; il desiderio di progettare insieme una piazza centrale in città, soggetta a progetti di riqualifica; il desiderio di avere voce nella stesura del Piano Regolatore Generale. Così il gruppo organizzatore ha iniziato, nella primavera del 2008, a raccogliere le firme necessarie per attivare prima le delibere di iniziativa popolare e, successivamente, i referendum sullo stesso tema.</p>
<p>Nel frattempo, nel maggio 2008, una grande azienda chimica, la Sandoz, ha ottenuto il via libera dal consiglio comunale per aprire un inceneritore per i propri rifiuti tossici industriali. Ciò ha innescato dibattiti, discussioni ed infine la richiesta che anche su questo tema fosse la cittadinanza ad esprimersi.</p>
<p>Solo per presentare i quesiti referendari al Comitato dei garanti, per poi iniziare la raccolta firme vera e propria, sono necessarie 200 firme. Firme che sono state raccolte, ma i quesiti non hanno ottenuto l&#8217;ammissibilità. Quindi il gruppo, con l&#8217;aiuto del Difensore Civico, ha riformulato i testi, raccolto nuovamente le 200 firme, e ripresentato i quesiti. E questa sono stati giudicati ammissibili.</p>
<p>I volontari di «PartecipAzione Cittadini Rovereto», quindi, hanno impiegato gran parte dell&#8217;estate dello scorso anno a raccogliere le 600 firme autenticate e a depositare i moduli completi. Con un pretesto formale, un gran numero di firme sono state invalidate dall&#8217;ufficio elettorale. Ma il gruppo non si è perso d&#8217;animo. E nell&#8217;autunno inverno 2008-2009 abbiamo nuovamente raccolto le firme per presentare gli identici quesiti di alcuni mesi prima. Ed abbiamo ottenuto l&#8217;ammissibilità. Poi sono state raccolte le firme autenticate, che sono state ripresentate nei primi mesi del 2009.</p>
<p>Questa volta tutto è risultato conforme a norma di legge. Abbiamo chiesto formalmente, con una petizione popolare sostenuta da altre 220 firme raccolte in 3 giorni, di abbinare i referendum comunali alle imminenti elezioni europee di giugno 2009. Ma il sindaco ha deciso la data dell&#8217;11 ottobre 2009. Formalmente il motivo è stato quello di dare «maggiore dignità» ai referendum con una votazione a loro dedicata. Mentre «PartecipAzione Cittadini Rovereto» sosteneva che fare spendere alla comunità 20-30 mila euro in più e costringerla a due date di voto, aveva come scopo ultimo solo il tentativo di non far raggiungere la partecipazione sufficiente per superare il quorum attuale, che è del 50%.</p>
<p>Questa è la terza volta in Italia che si tenta di introdurre e di migliorare gli strumenti di democrazia diretta a livello locale, tramite gli strumenti democratici a disposizione dei cittadini. La prima volta fu a Vicenza, nel settembre 2006, con il Referendum Più Democrazia, vinto dal «SI» ma poi inattuato (era un referendum consultivo), poi vi fu un&#8217;esperienza di referendum propositivo in Valle d&#8217;Aosta, su scala regionale, nel 2007. A Rovereto l&#8217;11 ottobre 2009 sarà quindi la prima volta in Italia che verrà usato lo strumento del referendum propositivo in ambito locale, uno strumento &#8220;forte&#8221; ma che ha il notevole ostacolo rappresentato dal quorum.</p>
<p>L&#8217;associazione referendaria è convinta che quando passerà il referendum per eliminare il quorum dai referendum comunali, si aprirà la porta alla democrazia, come avviene in Svizzera, in Baviera (quorum del 10-15%) e in 26 stati degli USA, i cittadini potranno avere voce nelle scelte della loro città. Dovranno raccogliere un alto numero di firme, che in questi mesi gli amministratori si sono già premuniti ad alzare a 1500 dalle 600 previste prima, ma senza il quorum verranno premiati i cittadini che partecipano, ci saranno campagne referendarie più accese e con la presenza di tutte le parti, i quesiti verranno discussi più a fondo, l&#8217;affluenza sarà maggiore e la democrazia sicuramente un po&#8217; più vera.</p>
<p>Per saperne di più: <a href="http://www.cittadinirovereto.it">www.cittadinirovereto.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>referendum provinciale sugli inceneritori</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/14/referendum-provinciale-sugli-inceneritori/</link>
		<comments>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/09/14/referendum-provinciale-sugli-inceneritori/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 08:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[idee per riattivare la democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcittadinopartecipa.it/?p=794</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/09/inceneritori.jpg"></a><p class="wp-caption-text">inceneritori</p>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>visto che nel forum è stata fatta un proposta di referendum sul raddoppio della Brennero, anche questa potrebbe essere una proposta per riattivare la democrazia nel trentino. In senso ampio, ma concreto.</p>
<p>Un inceneritore diffonde i propri fumi velenosi e mortali decine di chilometri lontano dal suo punto di origine. Quindi un eventuale inceneritore di rifiuti civili a Trento o un inceneritore di rifiuti industriali a Rovereto tocca tutti&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_795" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/09/inceneritori.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-795" title="inceneritori" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/09/inceneritori-150x150.jpg" alt="inceneritori" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">inceneritori</p></div>
<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>visto che nel forum è stata fatta un proposta di referendum sul raddoppio della Brennero, anche questa potrebbe essere una proposta per riattivare la democrazia nel trentino. In senso ampio, ma concreto.</p>
<p>Un inceneritore diffonde i propri fumi velenosi e mortali decine di chilometri lontano dal suo punto di origine. Quindi un eventuale inceneritore di rifiuti civili a Trento o un inceneritore di rifiuti industriali a Rovereto tocca tutti i comuni limitrofi non solo quelli sede dell&#8217;impianto. Quindi si potrebbe proporre un referendum provinciale su questo tema.</p>
<p>Che potrebbe avere questo testo, ripreso <a href="http://www.ecoistituto-italia.org/cms/files/TeA%2055%20sett.-ott.%202009.pdf">dall&#8217;esempio veneto </a>(pag 3) che vari comitati decideranno proprio il 20 settembre 2009.</p>
<p><em><strong>La Provincia Autonoma di Trento vieta qualsiasi forma di combustione (incenerimento, combustione, termo-valorizzazione o altro) dei rifiuti civili o industriali, salvo gli impianti già in funzione all’entrata in vigore di questa legge. Dopo l’entrata in vigore, non può essere autorizzato, né ampliato né ristrutturato alcun impianto che preveda la combustione dei rifiuti. La Provincia Autonoma di Trento per risolvere il problema rifiuti urbani, sostiene in tutti i comuni la raccolta differenziata domiciliare, col metodo “porta a porta” con tariffe che premino chi produce meno rifiuti.</strong></em></p>
<p>Qui un vademecum di dieci punti fondamentali da sapere sugli inceneritori:<span id="more-794"></span></p>
<p><strong>Manifesto per la riduzione e il riciclo dei rifiuti e contro la costruzione degli inceneritori</strong></p>
<p><strong>Incenerire i rifiuti? No grazie!</strong></p>
<p>Questo manifesto viene proposto alle associazioni, comitati, gruppi che intendono partecipare ad una campagna nazionale.<br />
<strong>1. Direttive Europee: primo ridurre e riciclare i rifiuti. Incenerimento non è riuso né riciclo</strong><br />
Tutte le Direttive europee sui rifiuti stabiliscono che il problema va risolto con la riduzione/prevenzione dei rifiuti all&#8217;origine<br />
(vuoto a rendere, liquidi alla spina, compostaggio domestico, etc.), la raccolta separata dei materiali, il riciclo e la produzione<br />
di nuove merci, la progettazione di merci più facilmente riciclabili. Solo in via del tutto subordinata si può ricorrere a discariche<br />
ed inceneritori. Una furbesca interpretazione di tali direttive fa credere che gli inceneritori (chiamati “termovalorizzatori”) comportino la riutilizzazione dei rifiuti. In realtà, anche se il calore della combustione è utilizzato per produrre elettricità, si tratta sempre di inceneritori a bassissimo recupero di energia: riciclare la carta fa recuperare 4 volte l’energia che si produce bruciandola; riciclare le plastiche fa recuperare da 10 a 26 volte l’energia prodotta col loro incenerimento.<br />
<strong>2. Inceneritori di RSU non sono centrali termoelettriche</strong><br />
Non è vero che un inceneritore è simile ad una centrale termoelettrica, che invece è progettata per bruciare un combustibile<br />
la cui composizione è relativamente costante e il cui inquinamento, se si vuole, può essere analizzato, e in parte ridotto.<br />
<strong>3. La separazione meccanica non funziona</strong><br />
La grossolana separazione di una frazione &#8220;umida&#8221; (ed eventualmente del vetro) dal resto, destinato all&#8217;incenerimento, con<br />
eventuale sua trasformazione in CDR (combustibile derivato dai rifiuti), sono operazioni mirate soltanto a legittimare i grossi<br />
affari associati alla vendita di inceneritori o alla riconversione di vecchie centrali termoelettriche dismesse.<br />
<strong>4. Se si brucia carta, plastica e legno, si vanificano le raccolte separate. C&#8217;è bisogno di riciclare la carta invece di importarla</strong><br />
Gli inceneritori possono funzionare soltanto bruciando materiale combustibile e le frazioni combustibili dei rifiuti sono soltanto<br />
carta, plastica, eventualmente legno. Gli inceneritori impediscono perciò la possibilità di riutilizzare e riciclare la carta e<br />
la plastica. Viene così anche vanificato il generoso impegno di tante associazioni di volontariato, scuole e famiglie per la raccolta<br />
separata dei rifiuti. C’è un’enorme bisogno di riciclo: degli oltre 10 milioni di tonnellate di carta e cartoni &#8220;consumati&#8221; in Italia, solo poco più di 2,5 milioni sono riciclati e circa 7,5 milioni vanno in discariche e inceneritori.</p>
<p><strong>5. Inceneritori e riciclo sono due scelte alternative: la Germania lo dimostra </strong></p>
<p><strong></strong>La scelta di costruire inceneritori scoraggia lo sviluppo di tecniche di raccolta separata, frazionamento e arricchimento delle frazioni riciclabili, riciclo e commercializzazione delle merci riciclate, analisi merceologica delle frazioni destinate al riciclo e delle merci riciclate; scoraggia la progettazione di merci, oggetto e macchinari più duraturi, che generano minori quantità di rifiuti durante la produzione e dopo l&#8217;uso, che possono essere usati più volte, più idonei ad essere riciclati. Tutte operazioni che potrebbero assicurare occupazione e innovazione tecnico-scientifica. In Germania la riduzione dei rifiuti (-16%) e l&#8217;aumento del riciclo degli imballaggi iniziati con il decreto Toepfer del 1991 ha mandato in crisi gli inceneritori programmati e costruiti dal 1980 al 1995.</p>
<p><strong><br />
6. Dai camini degli inceneritori esce la peste del 2000</strong><br />
Durante la combustione della miscela di rifiuti contenente carta, materiali lignocellulosici, materie plastiche (anche clorurate<br />
come il cloruro di polivinile), si liberano metalli tossici, micro- e nano-particelle, si formano sostanze acide e anche diossine<br />
e dibenzofurani clorurati, pericolose sostanze tossiche e cancerogene, che non sono significativamente filtrate neanche<br />
dai più sofisticati mezzi di abbattimento. L&#8217;inquinamento atmosferico deriva anche dal carattere mutevole (a seconda di stagioni<br />
e città) delle miscele incenerite. Le emissioni degli inceneritori sono una delle cause principali (subito dopo il traffico) del moltiplicarsi di malattie degenerative, con enormi costi sociali.<br />
<strong>7. Le ceneri sono un quarto dei rifiuti inceneriti, vanno in discariche più pericolose e più costose</strong><br />
Gli inceneritori lasciano un residuo (circa il 25% in peso dei rifiuti trattati) di ceneri, contenenti sostanze chimiche più facilmente<br />
solubili in acqua dei rifiuti originari. Tali ceneri devono essere smaltite in discariche molto più sicure di quelle ordinarie.<br />
Costruire inceneritori comporta quindi costruire anche discariche, con ulteriori effetti ambientali su acque superficiali e<br />
sotterranee.<br />
<strong>8. La “convenienza economica” dell&#8217;incenerimento è una truffa pagata con le nostre tasse</strong><br />
Incenerire i RSU costa molto più che raccoglierli separatamente e riciclarli: da 100 a 300 euro a tonnellata.<br />
La &#8220;convenienza&#8221; economica sta tutta nella truffa del finanziamento statale che paga l&#8217;energia elettrica prodotta dagli inceneritori<br />
circa 14 cent al KW/h, quasi 4 volte il suo prezzo di mercato. E&#8217; un conto truccato che paghiamo noi cittadini con le<br />
tasse e le bollette.</p>
<p><strong><br />
9. Verso “Rifiuti Zero” con la raccolta differenziata “porta a porta”</strong><br />
In Italia sono molte decine i comuni, non solo piccoli, che superano l’80% di raccolta differenziata e qualcuno sta puntando<br />
a superare il 95%. Questi risultati si ottengono con una buona informazione e coinvolgimento degli abitanti, un sistema di<br />
raccolta “domiciliare”, fatto porta a porta, in giorni diversi per tipi di rifiuto diversi; così si facilita al massimo il riciclo e rivendendo<br />
i vari materiali alle industrie di carta, vetro, metalli ecc. si riducono i costi complessivi e le tasse sui rifiuti.<br />
Inoltre si creano migliaia di nuovi posti di lavoro.</p>
<p><strong>10 Verso “Rifiuti Zero”: paghi meno chi fa meno rifiuti</strong><br />
I rifiuti si riducono ulteriormente se le tariffe non sono legate alla dimensione degli alloggi o al numero del nucleo famigliare,<br />
ma alla quantità di rifiuto non riciclabile conferito. Ulteriori sconti possono riguardare chi composta nel proprio<br />
orto gli scarti organici di cibo o potature e i genitori che addottano per i neonati i pannolini lavabili.<br />
A cura di Michele Boato &#8211; resp. ambiente Per il bene comune</p>
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