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Archivio per la categoria ‘quorum’

Villa Lagarina: il primo comune trentino che ha abolito il quorum

4 dicembre 2009 paolo michelotto 3 commenti

di Paolo Michelotto

oggi ottima, straordinaria notizia su L’Adige, uno dei due quotidiano trentini. A Villa Lagarina, comune che confina con Rovereto, il Consiglio Comunale ha deciso di abolire il quorum dai referendum comunali.

Grande esempio di democrazia vera, che spero valichi il fiume e contagi anche la confinante Rovereto, dove abbiamo fatto l’11 ottobre 2009 un referendum sull’argomento, con l’83% dei votanti a favore dell’abolizione del quorum. Referendum purtroppo invalidato perchè oggi c’è il quorum a Rovereto e l’affluenza è stata del 15%.

Così finora c’è Ortisei (BZ) quorum zero, Cortaccia (BZ), quorum del 15% e da oggi Villa Lagarina (TN) quroum zero.

La democrazia, quella vera, contagia e si diffonde. Il Sindaco di Rovereto aveva detto in occasione dei referendum che togliere il quorum è antidemocratico, mostrando profonda ignoranza su cosa sia la democrazia. Per fortuna c’è invece chi è davvero democratico e preferisce ascoltare le esigenze dei cittadini e dar loro strumenti di democrazia diretta che funzionano. Ai nostri confini comunali, non a 1000 km. Presto approfondimenti.

i rischi e i limiti della democrazia partecipativa

30 novembre 2009 Mariben 8 commenti

Da il quotidiano ” L’Adige”

30/11/2009 08:43
GINEVRA – Stop ai minareti in Svizzera. A sorpresa, smentendo i sondaggi della vigilia, gli elettori della Confederazione elvetica chiamati a decidere sul referendum che vieta di costruire nuovi minareti, hanno risposto sì con una chiarissima maggioranza (57,2%) al quesito. Promosso da esponenti della destra nazional-conservatrice per dire «no all’islamizzazione della Svizzera», il sì al bando non colpisce nè le moschee, nè i quattro minareti già esistenti, ma infligge un duro colpo all’immagine della Svizzera, terra di coabitazione pacifica tra culture, lingue e religioni diversi.Per il governo e la maggioranza dei partiti che avevano fatto campagna contro l’iniziativa si tratta di una cocente ed imbarazzante sconfitta, che rischia di oscurare l’immagine del Paese neutrale, soprattutto nei rapporti con il mondo musulmano. Anche la comunità musulmana – circa 400 mila persone – ha espresso delusione e amarezza per l’esito del referendum. Il sì all’iniziativa è stato infatti massiccio. Anche la comunità musulmana – circa 400 mila persone – ha espresso delusione e amarezza per l’esito del referendum. Il sì all’iniziativa è stato infatti massiccio. Solo quattro dei 26 cantoni del Paese di 7,7 milioni di abitanti hanno bocciato l’iniziativa anti-minareti: Ginevra, Basilea città, Neuchatel e Vaud. Altrove hanno ovunque vinto i sì all’iniziativa con percentuali significative come in Ticino (68,09%), e punte oltre il 70% nell’Appenzel. L’esito del voto modifica la Costituzione svizzera, alla quale aggiunge un capoverso che recita: «L’edificazione di nuovi minareti è vietata». Una frase brevissima, ma il cui impatto appare ancora difficile da misurare. Gli stessi promotori dell’iniziativa sono rimasti sorpresi dal loro successo. A guidare la campagna anti-minareti sono stati in primo luogo numerosi esponenti del grande partito dell’Unione democratica di centro (Udc), che come nelle precedenti campagne contro l’immigrazione ha fatto leva sulla paura con cartelloni che prefiguravano un’invasione del Paese da minacciosi minareti e donne in burqa. «I minareti – avevano affermato durante l’accesa campagna – non hanno nulla a che vedere con la religione», ma sono un «simbolo di una rivendicazione del potere politico e sociale dell’Islam». A Berna, il governo ha dovuto ammettere la sconfitta e ha formalmente annunciato che in Svizzera sarà vietato costruire nuovi minareti. Non ci sarà però nessun effetto sui quattro minareti già esistenti e l’edificazione di moschee continua a essere possibile. I musulmani potranno continuare a osservare il proprio credo religioso praticandolo individualmente o in comunità, ha rassicurato l’esecutivo. Anche alcuni dei difensori del no ai minareti hanno insistito su questo punto. «Il divieto dei minareti non cambierà niente per i musulmani che potranno continuare a praticare la loro religione, a pregare e a riunirsi. Si tratta di un messaggio, la società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell’Islam», ha detto il parlamentare svizzero Oskar Freysinger dell’Udc. Per il ministro della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf, l’esito della votazione è espressione delle paure diffuse nella popolazione nei confronti di correnti islamiche fondamentaliste. «Questi timori vanno presi sul serio e il Consiglio federale (governo) lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Tuttavia, il Consiglio federale riteneva che un divieto di edificare nuovi minareti non fosse uno strumento efficace nella lotta contro tendenze estremiste», ha affermato. Il ministro ha detto poi di temere un impatto negativo sull’export verso i Paesi islamici e sul turismo che attira molti visitatori dal mondo arabo, specie dal Golfo Persico. La delusione dei musulmani di Svizzera è immensa. Per Yussef Ibram, imam del centro culturale islamico di Ginevra è un «evento catastrofico. Avevamo fiducia nella lucidità del popolo svizzero, è una delusione enorme», ha aggiunto. Manifestazioni spontanee di alcune centinaia di persone si sono svolte a Berna e a Zurigo. A Berna giovani dimostranti hanno sfilato con candele e minareti in cartone e con un striscione che proclamava «Non è la mia Svizzera»

Categorie:democrazia diretta, quorum Tag:

Cortaccia – Kurtatsch (BZ), il quorum dei referendum comunali è stato portato al 15%

26 novembre 2009 paolo michelotto 1 commento

di Paolo Michelotto

dopo un mese dal referendum provinciale di Bolzano, fallito di un soffio (38% di affluenza con quorum del 40%) che chiedeva di introdurre a livello provinciale il quorum del 10% e molti altri miglioramenti per la legge sulla democrazia diretta, un comune della provincia, governato dall’SVP il cui vertice aveva chiesto ai cittadini l’astensione o di votare NO, ha deciso di abbassare il quorum al 15%.

A Cortaccia il consiglio comunale ha voluto così rispettare quanto chiesto a maggioranza dai cittadini e ha aperto una breccia sul muro alzato dalla casta politica per proteggere il proprio potere. Probabilmente questo è solo il primo comune della provincia ad adottare una scelta in linea con la volontà della popolazione. Altri ne sono sicuro, seguiranno la strada di Cortaccia. Prossimamente dettagli. Per ora lo scarno comunicato apparso nel radiogiornale della Rai regionale.

Bolzano, la Democrazia Diretta nel dilemma etnico

post di Paolo Michelotto

thomaspubblico una lettera dell’amico Thomas Benedikter

La democrazia diretta nel dilemma etnico

Il sistema di democrazia diretta, come progettato nella “legge migliore” dell’Iniziativa per più democrazia, per un soffio non approvato nel referendum provinciale del 25 ottobre scorso, è teso a dare più voce e potere ai cittadini in quanto tali e nel loro insieme rispetto le competenze politiche provinciali, né di più né di meno. I cittadini avrebbero potuto votare su quasi ogni materia di cui discutono i nostri rappresentanti nel Consiglio ed anche sui megaprogetti decisi dalla Giunta provinciale, non invece sulla modifica dello statuto di autonomia. Un tale sistema può funzionare in una società plurietnica, in cui i gruppi non solo sono diversi per lingua, ma presentano anche caratteristiche sociali ed interessi politici divergenti, sono due mondi intersecanti, ma paralleli? Tali strumenti possono funzionare in una provincia che risente ancora di tensioni etniche? In cui si minaccia ancora „Oggi referendum, domani autodeterminazione?“ Si può propagare un’idea liberatrice quale la democrazia diretta, che rafforza i cittadini in quanto tali nei confronti del sistema partitico, se non regna un’atmosfera di fiducia reciproca fra i gruppi che permette di articolare gli interessi politici in forma trasversale?

Naturalmente no, risponderebbe quel giornalista dell’ALTO ADIGE che all’indomani del referendum in un commento allucinante Prosegui la lettura…

Emilio Piccoli spiega perchè è necessario eliminare il quorum dai referendum al Pres. Prov. Trentino, Kessler

di Paolo Michelotto

questa è stata la seconda propostapiù votata dai cittadini a “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino” – Rovereto 20 settembre 2009.

Il 21 ottobre abbiamo avuto un incontro con il presidente della provincia Trentino, Kessler per portargli le prime 4 proposte più votate dai cittadini e per chiedergli che le faccia discutere in Consiglio Provinciale.

incontro con Pres. Consigl. Prov. del Trentino, Kessler per presentare le proposte de “Il Cittadino Partecipa”

23 ottobre 2009 paolo michelotto 1 commento

di Paolo Michelotto

mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21, una ventina di cittadini trentini, hanno incontrato il Presidente del Consiglio Provinciale del Trentino, Kessler.

C’è stata una breve introduzione di Francesco Ghensi che ha ricordato come è nata, come si è svolta e cosa ha ottenuto la giornata partecipativa provinciale “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino” del 20 settembre scorso

Poi abbiamo visto il video di 7 minuti che riassumeva la giornata, e che si trova all’inizio di questo post, realizzato da Luca Brogin.

L’incontro è proseguito con la presentazione delle 4 proposte più votate il 20 settembre dai cittadini, dai proponenti stessi. Nei prossimi giorni metterò il loro video. Qui i testi:

1. Assemblee di confronto tra amministrazione e cittadini.(Ruggero P.)

2. Abolizione quorum tutte consultazioni referendarie.(Emilio P.)

3. Acqua gestita in maniera pubblica/gas naturali.(Ezio F.)

3. Valorizziamo i terreni incolti. (Sebastiano M.)

Infine c’è stato il commento di Kessler e un dibattito informale sul destino di queste proposte.

Kessler ha detto che procederà così: nei prossimi giorni manderà le 4 proposte a tutti i 35 consiglieri provinciali chiedendo che le esaminino. Poi lascerà trascorrere del tempo (noi gli abbiamo proposto che faccia passare 1 settimana) perchè i consiglieri possano valutare se “adottare” loro quelle proposte con una mozione. Infine se nessuno lo farà lui si è impegnato a portarne avanti almeno una, lasciando intendere che possa essere quella dell’abolizione del quorum, fatta da Emilio Piccoli.

Lui però a caldo ha detto che propende più per una riduzione del quorum che per la sua abolizione, ma che ne dobbiamo ridiscutere a fondo. Lui è più portato verso l’ipotesi 50% dei votanti alle ultime elezioni provinciali.

E’ un ottimo inizio da cui partire per una discussione seria e approfondita.

Quorum e democrazia partecipativa

12 ottobre 2009 Celestino 5 commenti

Quorum e democrazia partecipativa

Categorie:quorum, referendum, satira Tag:

11 ottobre – per Rovereto, per il Trentino

Pensavo alla prossima settimana, a come sarebbe bello svegliarsi in un Trentino più democratico, dove i cittadini di Rovereto potranno per primi sperimentare qualcosa di straordinario e contagiare, perchè no, il resto della provincia.

Mi riferisco alla possibilità che da lunedì i roveretani possano disporre del referendum senza quorum, strumento che permetterebbe loro di incidere realmente sulle scelte della propria ammistrazione e all’amministrazione stessa di mantenere uno stretto e costruttivo legame con il cittadino.

Ciò non deve essere visto come una rivincita della gente comune su “quelli del palazzo” in quanto ritengo che il primo colpevole del distacco fra il cittadino e le istituzioni sia il cittadino stesso, sempre più propenso a delegare, a voltare le spalle, a lasciar correre, a vivere la partecipazione come una fatica da sopportare il meno possibile.

Nessuna rivincita quindi, ma solo un riappropriarsi di un diritto-dovere di chi si ritiene Cittadino: la partecipazione!

ps: i miei complimenti vanno comunque, a prescindere dall’esito di domenica prossima, ai mitici ragazzi di Partecipazione Cittadini Rovereto. Mitici e irriducibili!

referendum senza quorum a Ortisei: video intervista all’avv. Mulser, consigliere di quel comune

8 settembre 2009 admin Nessun commento

di Paolo Michelotto

colloquio con Sindaco Ortisei – Ewald Moroder

25 giugno 2009 admin Nessun commento
ewald moroder

ewald moroder

di Paolo Michelotto

finalmente sono riuscito a parlare al telefono al sindaco di Ortisei Ewald Moroder, in centro nella foto.

Perchè avete tolto il quorum dal referendum?
Perchè riteniamo che chi partecipa debba scegliere, come in Svizzera dove in alcuni comuni le decisioni vengono prese in piazza per alzata di mano e chi c’è decide.

L’ho invitato a fare una relazione sul perchè il comune di Ortisei ha scelto nel 2006 con il nuovo statuto comunale di togliere il quorum dai referendum, per il 20 settembre 2009 a Rovereto durante “Il cittadino partecipa”. Mi saprà dire nei prossimi giorni.

Ortisei: il primo comune italiano SENZA QUORUM nei referendum

31 maggio 2009 admin Nessun commento
ortisei

ortisei

di Paolo Michelotto

finalmente il muro del quorum ha una breccia. Dal 2006, ma io l’ho saputo solo ieri (grazie, Stephan Lausch!), il comune di Ortisei (BZ) ha tolto dal suo statuto la necessità del quorum perchè i referendum siano validi. La frase esatta usata nello statuto del comune di Ortisei è questa, art. 43, comma 7: “Il referendum è valido con qualsiasi numero di votanti e si intende approvato se ottiene il 50% più uno dei voti validi.”

Per l’Italia questa è una rivoluzione. Tenendo anche conto del comma 8: “Effetti – Il referendum propositivo e
abrogativo per l’amministrazione comunale è vincolante.”

Eppure in questi 3 anni il cielo non è caduto su Ortisei, come paventato da quasi tutti i “rappresentanti” eletti quando gli si parla di togliere il quorum, anzi, il comune prospera come e più di prima. Semplicemente, i cittadini hanno uno strumento democratico migliore di prima.

Inoltre nello statuto, cap 40 è previsto:

Assemblee dei cittadini

1. Una volta all’anno viene convocata l’assemblea dei cittadini, durante la quale la giunta comunale riferisce sull’attività amministrativa. In ogni caso l’assemblea dei cittadini deve tenersi prima dell’approvazione del
piano urbanistico.

Prendiamo esempio da Ortisei!

Chiediamo che anche il nostro comune sia de-quorumizzato

Sito comune di Ortisei:

http://www.ortisei.eu/system/web/default.aspx?sprache=3

Statuto comune di Ortisei:

Download Statuto Comune Ortisei Version 2006

Democrazia e Partecipazione a livello locale – Trento 23 maggio 2009

27 maggio 2009 admin 2 commenti

di Paolo Michelotto

ecco i miei interventi.

Qui gli interventi di Glocal, Brunazzo, Borgonovo Re

http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-23-maggio-a-trento-glocal-borgonovo-re-brunazzo/

Qui gli interventi di Kessler, Zappini, Borga, Cattani

http://www.cittadinirovereto.it/diario/democrazia-e-partecipazione-trento-23-05-09-seconda-parte/