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	<title>Il Cittadino Partecipa &#187; democrazia diretta</title>
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	<description>Idee per riattivare la democrazia in Trentino</description>
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		<title>il miglior libro sulla Democrazia Diretta in Italiano, online, gratis!</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/12/13/libro-sulla-democrazia-diretta-in-italiano-gratis/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 06:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[nijeboer]]></category>
		<category><![CDATA[verhulst]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>i due autori di &#8220;Democrazia Diretta&#8221;, Verhulst e Nijeboer lo hanno scritto e pubblicato online gratuitamente.</p>
<p>Decine di traduttori lo hanno pubblicato in tutte le lingue europee.</p>
<p>Oggi è arrivato anche nella lingua italiana, grazie all&#8217;impegno di Emilio Piccoli e a un piccoli team di traduttori volontari.</p>
<p>Grazie a tutti. Merito loro, tutti noi abbiamo a disposizione nella nostra lingua il MIGLIOR LIBRO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/direct-democracy-verhulst.jpg"></a></p>
<p>Finalmente un libro fondamentale sulla democrazia&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Michelotto</p>
<p>i due autori di &#8220;Democrazia Diretta&#8221;, Verhulst e Nijeboer lo hanno scritto e pubblicato online gratuitamente.</p>
<p>Decine di traduttori lo hanno pubblicato in tutte le lingue europee.</p>
<p>Oggi è arrivato anche nella lingua italiana, grazie all&#8217;impegno di Emilio Piccoli e a un piccoli team di traduttori volontari.</p>
<p>Grazie a tutti. Merito loro, tutti noi abbiamo a disposizione nella nostra lingua il MIGLIOR LIBRO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA.</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/direct-democracy-verhulst.jpg"><img class="alignleft" title="direct-democracy-verhulst" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/direct-democracy-verhulst.jpg" alt="direct-democracy-verhulst" width="175" height="246" /></a></p>
<p>Finalmente un libro fondamentale sulla democrazia diretta, gratuito,  il “Direct Democracy di Verhulst Nijeboer” è disponibile anche in <strong>lingua italiana</strong>. Questo libro è stato tradotto in questi ultimi due anni in tutte le lingue maggiori europee, ed è disponibile gratuitamente qui</p>
<p><a onclick="pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.democracy-international.org');" href="http://www.democracy-international.org/">http://www.democracy-international.org/</a></p>
<p>Un grande libro, gratuito, ma che vale un capitale. Dati, fatti, storie, esempi sulla Democrazia Diretta, sui Referendum e sulle Iniziative. Risponde a moltissime domande con fatti, non con teorie. Disponibile in 6 lingue europee, <a href="http://www.paolomichelotto.it/2008/11/04/democrazia-diretta-un-testo-fondamentale/">qui  in Inglese. </a></p>
<p>Da oggi grazie all’impegno di traduzione e coordinamento di <strong>Emilio Piccoli</strong>, con l’aiuto di <strong>Annamaria Macripò</strong>, <strong>Edoardo Gentile</strong> e <strong>Daniel </strong><span><span><strong>Kmiecik</strong>, il libro è disponibile <strong>gratuitamente in italiano</strong>. Qui il testo finale, appena pronto da parte degli autori belgi anche la versione impaginata graficamente, la inserirò nel blog.</span></span></p>
<p><span><span><a title="Version solo testo, non impaginato downloaded 3 times" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=35"><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/img/download.gif" alt="Download Democrazia Diretta - Verhulst Nijeboer Version solo testo, non impaginato" /></a><br />
</span></span></p>
<p><a onclick="pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.democracy-international.org');" href="http://www.democracy-international.org/"><br />
</a></p>
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		<title>acqua , diritto inalienabile</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/12/12/la-rivoluzione-dellacqua/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 23:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[cattiva politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.yaku.eu/img_notizie/oggi3.jpg"></a>La rivoluzione dell&#8217;acqua<br />
Il teatro S. Marco è gremito, nemmeno gli organizzatori si aspettavano un affluenza del genere, anche se l&#8217;argomento, il tema, è scottante e mai come ora attuale, dopo l&#8217;approvazione della legge (<a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6502">art.15 del Dl 135</a>) che dà il via alla privatizzazione dell&#8217;acqua .</p>
<p>L&#8217;occasione è la presentazione del libro &#8220;La rivoluzione dell&#8217; acqua&#8221; ma i relatori Oscar Olivera, (Bolivia) Raquel Gutierrez (Messico), John Holloway (Irlanda) e il nostro conterraneo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yaku.eu/img_notizie/oggi3.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.yaku.eu/img_notizie/oggi3.jpg" alt="" width="1500" height="1125" /></a>La rivoluzione dell&#8217;acqua<br />
Il teatro S. Marco è gremito, nemmeno gli organizzatori si aspettavano un affluenza del genere, anche se l&#8217;argomento, il tema, è scottante e mai come ora attuale, dopo l&#8217;approvazione della legge (<a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6502">art.15 del Dl 135</a>) che dà il via alla privatizzazione dell&#8217;acqua .</p>
<p>L&#8217;occasione è la presentazione del libro &#8220;La rivoluzione dell&#8217; acqua&#8221; ma i relatori Oscar Olivera, (Bolivia) Raquel Gutierrez (Messico), John Holloway (Irlanda) e il nostro conterraneo Padre Alex Zanotelli, introdotti da Francesca Caprini (Ass. Yaku ), entrano subito nel vivo del tema.</p>
<p>Testimonianze di lotta, confronti sul valore rivoluzionario del bene comune acqua calamitano l&#8217;attenzione dei presenti. Si affronta il problema dell&#8217;acqua a 360°, non solo dal punto di vista delle ricadute economiche della legge approvata ponendo il voto di fiducia, che di fatto mette sul mercato un bene inalienabile ed essenziale per la vita. Nell&#8217;Aprile del 2000 nasce in Bolivia il primo conflitto in nome dell&#8217;Oro blu, dopo che un popolo viene ridotto alla sete in nome del profitto, a cui viene proibito persino di raccogliere l&#8217;acqua piovana o di abbeverare le bestie nei corsi d&#8217;acqua. Una multinazionale statunitense (Bechtel) ha privatizzato la rete idrica della città di Cochabamba. Il costo dell’acqua diventa insostenibile per una popolazione già povera ma la società civile si ribella e si organizza. Nasce un movimento che dopo mesi di lotta, anche cruenta, si riappropria dell&#8217;acqua. Ora in Bolivia a furor di popolo è stato inserito nella costituzione l&#8221;acqua come diritto inalienabile. Una lezione di democrazia e coesione che uno dei popoli più poveri al mondo ci dà e che schiaffeggia la nostra indolenza e passività. E noi?<br />
Padre Alex è piuttosto chiaro e duro nel suo intervento, ci esorta ad organizzarci a resistere contro questa barbarie, a mettere in discussione le nostre certezze e sicurezze date da un&#8217;abbondanza che la natura ci ha riservato, ci fa riflettere sulla dimensione del rapporto fra la natura, i suoi beni e l&#8217;avidità dell&#8217;uomo, ma non solo, parla degli scenari che una guerra per l&#8217;oro blu scatenerà a livello mondiale, delle multinazionali a cui governi come il nostro stanno consegnando le chiavi della nostra stessa vita, di come siamo stati raggirati, indotti ad accettare l&#8217;inaccettabile. Fra i presenti il fermento cresce, gli interventi si susseguono: proteste, rimostranze, ma anche idee, iniziative, di cittadini comuni, rappresentanti di istituzioni e associazioni. Si propongono assemblee, manifestazioni, incontri per definire un fronte di lotta comune, ci si scambiano indirizzi, numeri di telefono. Ci si dà un appuntamento per il 22, in quel teatro, fuori, in piazza, non importa, quel che conta è la consapevolezza che ORA, adesso, bisogna muoversi, essere uniti, coesi contro l&#8217;assurdità, l&#8217;irragionevolezza di questa decisione calata dall&#8217;alto sulle nostre teste.</p>
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		<title>Villa Lagarina: il primo comune trentino che ha abolito il quorum</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[quorum zero]]></category>
		<category><![CDATA[villa lagarina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>

<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/Villalagarina.jpg"></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>oggi ottima, straordinaria notizia su L’Adige, uno dei due quotidiano trentini. A Villa Lagarina, comune che confina con Rovereto, il Consiglio Comunale ha deciso di abolire il quorum dai referendum comunali.</p>
<p>Grande esempio di democrazia vera, che spero valichi il fiume e contagi anche la confinante Rovereto, dove abbiamo fatto l’11 ottobre 2009 un referendum sull’argomento, con l’83% dei votanti a favore dell’abolizione del quorum. Referendum purtroppo invalidato perchè&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><!-- by paolo michelotto --></small></p>
<div>
<p><a href="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/Villalagarina.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/12/Villalagarina-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>oggi ottima, straordinaria notizia su L’Adige, uno dei due quotidiano trentini. A Villa Lagarina, comune che confina con Rovereto, il Consiglio Comunale ha deciso di abolire il quorum dai referendum comunali.</p>
<p>Grande esempio di democrazia vera, che spero valichi il fiume e contagi anche la confinante Rovereto, dove abbiamo fatto l’11 ottobre 2009 un referendum sull’argomento, con l’83% dei votanti a favore dell’abolizione del quorum. Referendum purtroppo invalidato perchè oggi c’è il quorum a Rovereto e l’affluenza è stata del 15%.</p>
<p>Così finora c’è Ortisei (BZ) quorum zero, Cortaccia (BZ), quorum del 15% e da oggi Villa Lagarina (TN) quroum zero.</p>
<p>La democrazia, quella vera, contagia e si diffonde. Il Sindaco di Rovereto aveva detto in occasione dei referendum che togliere il quorum è antidemocratico, mostrando profonda ignoranza su cosa sia la democrazia. Per fortuna c’è invece chi è davvero democratico e preferisce ascoltare le esigenze dei cittadini e dar loro strumenti di democrazia diretta che funzionano. Ai nostri confini comunali, non a 1000 km. Presto approfondimenti.</p></div>
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		<title>i rischi e i limiti della democrazia partecipativa</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/11/30/1734/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariben</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify"></p>
<p style="text-align: justify">
</p><p style="text-align: justify">Da il quotidiano &#8221; L&#8217;Adige&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">30/11/2009 08:43<br />
GINEVRA &#8211; Stop ai minareti in Svizzera. A sorpresa, smentendo i sondaggi della vigilia, gli elettori della Confederazione elvetica chiamati a decidere sul referendum che vieta di costruire nuovi minareti, hanno risposto sì con una chiarissima maggioranza (57,2%) al quesito. Promosso da esponenti della destra nazional-conservatrice per dire «no all&#8217;islamizzazione della Svizzera», il sì al bando non colpisce nè le moschee, nè i quattro minareti&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" src="http://media.libero.it/c/img66/attualita/09/9829/2009/11/zzzzminareti322.jpg" alt="" width="322" height="180" /></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Da il quotidiano &#8221; L&#8217;Adige&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">30/11/2009 08:43<br />
GINEVRA &#8211; Stop ai minareti in Svizzera. A sorpresa, smentendo i sondaggi della vigilia, gli elettori della Confederazione elvetica chiamati a decidere sul referendum che vieta di costruire nuovi minareti, hanno risposto sì con una chiarissima maggioranza (57,2%) al quesito. Promosso da esponenti della destra nazional-conservatrice per dire «no all&#8217;islamizzazione della Svizzera», il sì al bando non colpisce nè le moschee, nè i quattro minareti già esistenti, ma infligge un duro colpo all&#8217;immagine della Svizzera, terra di coabitazione pacifica tra culture, lingue e religioni diversi.Per il governo e la maggioranza dei partiti che avevano fatto campagna contro l&#8217;iniziativa si tratta di una cocente ed imbarazzante sconfitta, che rischia di oscurare l&#8217;immagine del Paese neutrale, soprattutto nei rapporti con il mondo musulmano. Anche la comunità musulmana &#8211; circa 400 mila persone &#8211; ha espresso delusione e amarezza per l&#8217;esito del referendum. Il sì all&#8217;iniziativa è stato infatti massiccio. Anche la comunità musulmana &#8211; circa 400 mila persone &#8211; ha espresso delusione e amarezza per l&#8217;esito del referendum. Il sì all&#8217;iniziativa è stato infatti massiccio. Solo quattro dei 26 cantoni del Paese di 7,7 milioni di abitanti hanno bocciato l&#8217;iniziativa anti-minareti: Ginevra, Basilea città, Neuchatel e Vaud. Altrove hanno ovunque vinto i sì all&#8217;iniziativa con percentuali significative come in Ticino (68,09%), e punte oltre il 70% nell&#8217;Appenzel. L&#8217;esito del voto modifica la Costituzione svizzera, alla quale aggiunge un capoverso che recita: «L&#8217;edificazione di nuovi minareti è vietata». Una frase brevissima, ma il cui impatto appare ancora difficile da misurare. Gli stessi promotori dell&#8217;iniziativa sono rimasti sorpresi dal loro successo. A guidare la campagna anti-minareti sono stati in primo luogo numerosi esponenti del grande partito dell&#8217;Unione democratica di centro (Udc), che come nelle precedenti campagne contro l&#8217;immigrazione ha fatto leva sulla paura con cartelloni che prefiguravano un&#8217;invasione del Paese da minacciosi minareti e donne in burqa. «I minareti &#8211; avevano affermato durante l&#8217;accesa campagna &#8211; non hanno nulla a che vedere con la religione», ma sono un «simbolo di una rivendicazione del potere politico e sociale dell&#8217;Islam». A Berna, il governo ha dovuto ammettere la sconfitta e ha formalmente annunciato che in Svizzera sarà vietato costruire nuovi minareti. Non ci sarà però nessun effetto sui quattro minareti già esistenti e l&#8217;edificazione di moschee continua a essere possibile. I musulmani potranno continuare a osservare il proprio credo religioso praticandolo individualmente o in comunità, ha rassicurato l&#8217;esecutivo. Anche alcuni dei difensori del no ai minareti hanno insistito su questo punto. «Il divieto dei minareti non cambierà niente per i musulmani che potranno continuare a praticare la loro religione, a pregare e a riunirsi. Si tratta di un messaggio, la società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell&#8217;Islam», ha detto il parlamentare svizzero Oskar Freysinger dell&#8217;Udc. Per il ministro della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf, l&#8217;esito della votazione è espressione delle paure diffuse nella popolazione nei confronti di correnti islamiche fondamentaliste. «Questi timori vanno presi sul serio e il Consiglio federale (governo) lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Tuttavia, il Consiglio federale riteneva che un divieto di edificare nuovi minareti non fosse uno strumento efficace nella lotta contro tendenze estremiste», ha affermato. Il ministro ha detto poi di temere un impatto negativo sull&#8217;export verso i Paesi islamici e sul turismo che attira molti visitatori dal mondo arabo, specie dal Golfo Persico. La delusione dei musulmani di Svizzera è immensa. Per Yussef Ibram, imam del centro culturale islamico di Ginevra è un «evento catastrofico. Avevamo fiducia nella lucidità del popolo svizzero, è una delusione enorme», ha aggiunto. Manifestazioni spontanee di alcune centinaia di persone si sono svolte a Berna e a Zurigo. A Berna giovani dimostranti hanno sfilato con candele e minareti in cartone e con un striscione che proclamava «Non è la mia Svizzera»</p>
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		<title>Bolzano, la Democrazia Diretta nel dilemma etnico</title>
		<link>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/11/23/bolzano-la-democrazia-diretta-nel-dilemma-etnico/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[thomas benedikter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>post di Paolo Michelotto<a title="Visualizza tutti gli articoli in democrazia diretta" rel="category tag" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/democrazia-diretta/"></a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/thomas.jpg"></a>pubblico una lettera dell’amico Thomas Benedikter</p>
<p><strong>La democrazia diretta nel dilemma etnico</strong></p>
<p>Il sistema di democrazia diretta, come progettato nella “legge migliore”  dell’Iniziativa per più democrazia, per un soffio non approvato nel referendum  provinciale del 25 ottobre scorso, è teso a dare più voce e potere ai cittadini  in quanto tali e nel loro insieme rispetto le competenze politiche provinciali,  né di più né di meno. I cittadini avrebbero&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>post di Paolo Michelotto<a title="Visualizza tutti gli articoli in democrazia diretta" rel="category tag" href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/democrazia-diretta/"></a></p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/thomas.jpg"><img class="alignleft" title="thomas" src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/thomas-225x300.jpg" alt="thomas" width="225" height="300" /></a>pubblico una lettera dell’amico Thomas Benedikter</p>
<p><strong>La democrazia diretta nel dilemma etnico</strong></p>
<p>Il sistema di democrazia diretta, come progettato nella “legge migliore”  dell’Iniziativa per più democrazia, per un soffio non approvato nel referendum  provinciale del 25 ottobre scorso, è teso a dare più voce e potere ai cittadini  in quanto tali e nel loro insieme rispetto le competenze politiche provinciali,  né di più né di meno. I cittadini avrebbero potuto votare su quasi ogni materia  di cui discutono i nostri rappresentanti nel Consiglio ed anche sui megaprogetti  decisi dalla Giunta provinciale, non invece sulla modifica dello statuto di  autonomia. Un tale sistema può funzionare in una società plurietnica, in cui i  gruppi non solo sono diversi per lingua, ma presentano anche caratteristiche  sociali ed interessi politici divergenti, sono due mondi intersecanti, ma  paralleli? Tali strumenti possono funzionare in una provincia che risente ancora  di tensioni etniche? In cui si minaccia ancora „Oggi referendum, domani  autodeterminazione?“ Si può propagare un’idea liberatrice quale la democrazia  diretta, che rafforza i cittadini in quanto tali nei confronti del sistema  partitico, se non regna un’atmosfera di fiducia reciproca fra i gruppi che  permette di articolare gli interessi politici in forma trasversale?</p>
<p>Naturalmente no, risponderebbe quel giornalista dell’ALTO ADIGE che  all’indomani del referendum in un commento allucinante <span id="more-1706"></span>ha spazzato via le proposte dei cittadini come „5 quesiti  che puzzano“. “Gli italiani, soprattutto gli italiani”, scrisse Campostrini,  “non c’entrano nulla con questi due quesiti sulla democrazia diretta dell’Union  für Südtirol: questi quesiti provengono da un mondo culturale pre-urbano, rurale  e valligiano. È la piazza dei borghi elvetici che decide sí o no per alzata di  mano, senza andare troppo per il sottile. Rappresentano un mondo cantonale, dove  decidono le famiglie che vivono in valle da venti generazioni, come in Svizzera  o come in certe contee della provincia americana profonda, dove lo sceriffo  guarda con sospetto non solo lo ’straniero’, ma anche gli agenti federali  arrivati da Washington.” Senza dilungarmi nella delirante idea che si è fatto  questo ‘giornalista’, che non solo con incredibile accuratezza attribuisce  entrambe le proposte di riforma delle regole referendarie all’Union, ma offende  un’avanzata cultura politica quale quella svizzera ed ignora che la democrazia  diretta moderna è proprio nata nelle grandi città svizzere e californiane e  funziona benissimo in realtà sociali più complesse, si potrebbe dire: se fosse  questo l’atteggiamento prevalente nel gruppo italiano della nostra provincia nei  confronti di una politica più partecipata, buona notte democrazia diretta.</p>
<p>Effettivamente nell’elettorato di lingua italiana ha dilagato l’astensione.  Mentre in 89 su 116 comuni della nostra provincia il quorum è stato raggiunto,  in alcuni quartieri di Bolzano si sono recati alle urne neanche il 10% degli  aventi diritto. I 6.000 voti mancanti a livello provinciale per raggiungere il  quorum sono in primo luogo mancati nelle città, cioè a Bolzano (25% di  partecipazione), Merano (28%) e Laives, ma non a causa di un presunto dualismo  fra città e valli, ma senza dubbi a causa dell’astensione italiana. Un  astensionismo non solo dovuto ai preconcetti ottusi di certi giornalisti e  all’ostilità di certi giornali nei confronti della democrazia diretta. Ci sono  altri tre fattori essenziali: la carenza di informazione, il ruolo dei partiti  italiani e della destra tedesca, la strumentalizzazione delle paure italiane da  parte dell’SVP. Buona parte del gruppo italiano inclusi tanti politici sembra  essere stato effettivamente informato male. La responsabilità ricade sia sulla  Provincia autonoma, che non ha assolto ai suoi doveri previsti dalla legge, sia  sui partiti che non hanno seriamente affrontato né l’esigenza né la natura del  progetto di riforma, un po’ anche sui promotori dei quesiti stessi che hanno  incontrato limiti nella comunicazione interetnica.</p>
<p>Poi, i partiti. La destra italiana ha respinto le proposte sulla Democrazia  diretta, mentre i partiti della sinistra (PD, Rifondazione e Italia dei Valori)  si sono espressi a favore della proposta dell’Iniziativa senza però minimamente  impegnarsi per mobilitare i loro elettori. Anzi, il PD ha abusato dei pannelli  ufficiali per pubblicizzare le sue primarie, ed i suoi assessori non hanno  levato neanche una timida parola di dissenso quando la Giunta provinciale il 22  ottobre ha cercato di affossare tutte le proposte. L’opposizione tedesca  nell’elettorato italiano nella realtà politica sudtirolese ha l’impatto di  scardinare un rigetto generico. Il puro fatto che un quesito provenga da un  partito come l’Union für Südtirol, discreditata nell’opinione pubblica italiana,  basta per gettare il bambino con l’acqua sporca. Lo testimonia meglio di tutti  l’atteggiamento di Rifondazione, che ha dedicato due righe al referendum: ha  chiamato a votare SI sui quesiti dell’Iniziativa per più democrazia e del  Dachverband, ma ha cestinato le tre proposte dell’UNION come razziste e  anticostituzionali, travisando che la sua proposta sulla democrazia diretta era  quasi identica a quella dell’Iniziativa.</p>
<p>Infine la SVP, che ha astutamente strumentalizzata il clima di sfiducia fra  gli italiani. Durnwalder, Messner ed altri nemici dichiarati di più diritti  referendari hanno soffiato nel fuoco ipotizzando che in assenza di un basso  quorum di partecipazione gli italiani rischierebbero di essere messi  continuamente in minoranza da parte “dei tedeschi”. Il segretario SVP Achammer è  arrivato a dire a che presto il monumento degli alpini di Brunico sarebbe stato  oggetto di un referendum popolare. Volutamente il vertice SVP ha taciuto il  fatto che sia la legge vigente sia le proposte di legge referendarie escludono  l’ammissibilità al voto di quesiti che possano violare i diritti dei gruppi  linguistici, come affermato anche dallo Statuto di Autonomia. In pratica l’SVP  si è alleata con la parte più nazionalista dell’elettorato italiano per  difendere il suo modello di decisionismo, il suo sistema di potere. Durnwalder a  votazione vinta è perfino arrivato a dire che si era riusciti ad evitare che „le  valli“ abbiano potuto dettare legge: l’illuminato uomo di Falzes che in tema di  diritti civili difende la colta cittadinanza urbana dall’urto della plebe  rurale…..</p>
<p>Politicamente cosa significa questo voto? Evidentemente la maggioranza  dell’elettorato tedesco desidera strumenti più efficaci di partecipazione  politica. Dall’altra parte la stragrande maggioranza degli elettori italiani non  apprezza regole migliori di partecipazione temendo che possa essere non a  vantaggio dei cittadini, ma a svantaggio degli italiani come gruppo. Perciò, il  voto può essere interpretato come atto di sfiducia del gruppo italiano  nell’elettorato tedesco, invece di fiducia nel vertice SVP che si presenta come  forza moderata, capace di mediare gli interessi di tutti, gestendoli a livello  di vertici dei partiti e associazioni di categoria.</p>
<p>Cosa significa tutto questo per il futuro di una democrazia diretta migliore  per la nostra provincia?In presenza di un quorum del 40%, significa la  possibilità di un veto permanente di questa nuova alleanza: basta che il vertice  SVP, sostenuto dal giornale dominante, e la maggioranza italiana (che si  richiama in primo luogo agli appelli della destra e del giornale italiano  dominante) si alleano, per far fallire ogni referendum. Significa che nessun  iniziativa popolare potrà passare contro questa alleanza strumentale fra  italiani mal informati, disinteressati, impauriti da una parte e sistema di  potere della SVP dall’altra, con le varie associazioni di categoria che  difendono i loro interessi particolari. Significa che nessuna istanza  referendaria di carattere sociale o ambientale, sostenuta con un’ampia raccolta  di firme, non ha modo di passare perché non avvallata dalla popolazione di  Bolzano-Merano-Laives. Di tal maniera politicamente si apre una nuova spaccatura  etnica. La maggioranza della popolazione tedesca chiede di portare a votazione  popolare quesiti urgenti che toccano tantissimi sudtirolesi. Ma è bloccata dal  quorum, operato dal partito “di raccolta” in connivenza con la maggioranza del  gruppo di lingua italiana: cosí si ammazza un diritto civico.</p>
<p>Naturalmente vanno presi sul serio le paure dei cittadini di lingua italiana,  certamente va discusso più a fondo una tale riforma dei diritti referendari. La  democrazia diretta in Sudtirolo non può funzionare, se non è coinvolta tutta la  società; non potrebbe dispiegare i suoi effetti integranti, se il gruppo  italiano non fosse coinvolto nella determinazione delle regole, e continuasse a  percepire ogni referendum come minaccia, e la democrazia diretta come una “roba  dei tedeschi”. Ma dall’altra parte non si può espropriare il 70% della  popolazione dall’esercizio di un diritto, solo perché non interessa la  maggioranza dei concittadini italiani che abitano a Bolzano-Merano-Laives o  perché questa teme che il gruppo di lingua tedesca possa esprimere in forma  compatta orientamenti diversi. Affermare che “gli interessi” dei tre gruppi  etnici sono troppo diversi oppure che gli interessi degli abitanti delle città e  delle valli divergono non è legittimo, perché la politica di interesse  provinciale fatta nel Consiglio e soprattutto in Giunta provinciale è unica. È  valida per tutti, viene finanziata da tutti i contribuenti, è decisa da politici  eletti da cittadini di tutte le parti. Il Sudtirolo non è diviso in cantoni.  Questioni attinenti aspetti che rientrano nell’autonomia culturale dei tre  gruppi in termini quantitativi sono pochi; le questioni “trasversali” sono  assolutamente prevalenti. Quindi a parte clausole più severe per la  non-referendabilità di argomenti sensibili per i gruppi etnici, va ribadito il  principio che porta a chiedere l’abolizione del quorum: chi va alle urne, deve  poter decidere; chi non ci va, lascia decidere gli altri. Nel Wallis bilingue o  nei Grigioni trilingui non esiste un diritto di veto di uno dei gruppi nel  momento di decidere insieme sulla politica cantonale.</p>
<p>Che fare? La grande sfida sarà quella di coniugare bene il rafforzo dei  diritti di tutti i cittadini in quanto tali e la tutela dei diritti dei tre  gruppi. Una nuova proposta di legge sulla democrazia diretta può precisare  ancora meglio l’esclusione delle materie che possano violare i diritti  fondamentali e culturali dei gruppi linguistici. La convivenza va costruita  anche dal basso: ci sono centinaia di sforzi ed iniziative del mondo  associazionista locale accomunati dagli stessi problemi. Più democrazia diretta  promuove l’impegno civico dei cittadini ed il senso di responsabilità fra tutti  i gruppi. L’impegno per la soluzione di problemi comune richiede una  collaborazione trasversale e crea legami sia fra i gruppi sia fra le persone. È  questo il dilemma: lasciare la democrazia diretta cosí come la vuole il vertice  SVP, significa di fatto bloccare la voglia di contare e l’iniziativa dei  cittadini. Lasciare l’iniziativa a qualche partito della destra tedesca ci porta  ad una situazione simile a quella scaturita da decenni battaglie referendarie  dei Radicali: lo strumento in mano a un piccolo partito di opposizione, non ai  cittadini in primo luogo. Dall’altro canto, una vera riforma della democrazia  diretta non può far a meno dell’abbattimento del quorum. Possiamo avere fiducia:  più partecipazione diretta alla politica provinciale fa crescere una  cittadinanza più condivisa di questa terra, al di lá delle differenze  culturali.</p>
<p>Thomas Benedikter</p>
<p>Commento di Paolo Michelotto</p>
<p>Io comincerei ora un percorso a un livello più basso. Ossia comunale. Ci sono  tanti comuni dove si è passato il quorum del 40%. Bene, io comincerei dal comune  che ha avuto l’affluenza più alta e abolirei il quorum dallo statuto di quel  comune. Con metodo e pazienza, facendo lobbing, iniziative di delibera popolare,  incontri con gli amministratori, referendum comunali. Quando molti comuni  avranno il quorum zero, come Ortisei, poi sarà il turno della privincia di  Bolzano.</p>
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		<title>Il Cittadino Partecipa&#8230;ha partecipato!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 00:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Brogin</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza OIDP]]></category>
		<category><![CDATA[il cittadino partecipa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Con la lezione magistrale su “Giovani e partecipazione nella vita politica” dello psicologo Howard Gardner – docente ad Harvard e da più di 20 anni legato per ragioni di ricerca a Reggio Emilia e alle Scuole comunali d’infanzia – si è aperta mercoledì 18 novembre, presso il Centro Malaguzzi di Reggio Emilia, la prima delle tre giornate della <strong>IX Conferenza internazionale</strong> promossa dall’<strong>Osservatorio internazionale della democrazia partecipativa</strong> (Oidp) e dal Comune di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la lezione magistrale su “Giovani e partecipazione nella vita politica” dello psicologo Howard Gardner – docente ad Harvard e da più di 20 anni legato per ragioni di ricerca a Reggio Emilia e alle Scuole comunali d’infanzia – si è aperta mercoledì 18 novembre, presso il Centro Malaguzzi di Reggio Emilia, la prima delle tre giornate della <strong>IX Conferenza internazionale</strong> promossa dall’<strong>Osservatorio internazionale della democrazia partecipativa</strong> (Oidp) e dal Comune di Reggio Emilia.</p>
<p>«Partecipazione e cittadinanza si attivano tramite l’applicazione di una regola semplice – ha detto Gardner, citando come esempio personalità quali Luther King, Mandela, Suu Kyi e Gandhi – quella delle tre “E”. Excellence, engagement, ethics, che stanno a significare rispettivamente: la conoscenza delle regole del vivere civile, l’impegno in prima persona e prendere la giusta decisione, anche quando ciò non corrisponda al proprio interesse».</p>
<p>Il primo appuntamento della Conferenza si è tenuto nella mattinata di mercoledì, con il meeting dei giovani delegati provenienti dalle diverse città del mondo inserite nella rete Oidp. Ad accoglierli il cosiddetto “Gruppo di accompagnamento”, un pool di operatori socio-culturali che anche nei giorni successivi ha seguito tutti i ragazzi e le ragazze presenti alla Conferenza per raccogliere le loro idee e proposte e renderli protagonisti dell’evento.</p>
<div id="attachment_1693" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-1693" title="IMG_1276" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/11/IMG_1276-225x300.jpg" alt="IMG_1276" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Luca Brogin e Rocco Cipriano, co-autori del video, in compagnia di Giovanni Allegretti, uno dei coordinatori della conferenza</p></div>
<p>Giovani e democrazia, giovani e partecipazione attiva alla vita della comunità. Su questo tema ci si è confrontati fino a venerdì 20 nel corso della Conferenza, che ha fatto tappa in Italia per la prima volta.</p>
<p>A promuoverla sono stati il Comune di Reggio e l’Oidp, organizzazione con 400 aderenti (enti locali, istituzioni e centri di ricerca dei cinque continenti), con l’obiettivo di confrontare le esperienze di democrazia partecipativa messe in pratica nei diversi Paesi e facilitare la conoscenza reciproca di casi, metodi e prassi per la promozione della cittadinanza attiva.</p>
<p>Altri partner e patrocinatori dell’evento sono sati: il Ministero della Gioventù, l’Università di Modena e Reggio, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Reggio Emilia, Mtv Italia, European Union – Committee of the Regions, Coordinamento Agenda 21 italiane e Palm.</p>
<p>I partecipanti hanno discusso su come favorire il senso civico e l’inclusione delle nuove generazioni  in una prospettiva di scambio internazionale, attraverso l’istituzione di quattro diversi tavoli di lavoro ispirati a temi quali: politiche giovanili e sistemi di governance locale, metodi pedagogici e luoghi per la pratica educativa, politiche sociali e luoghi di partecipazione delle nuove generazioni, educazione dello sguardo ed educazione per la cittadinanza.</p>
<p>Proprio all’interno di quest’ultimo gruppo ha trovato spazio anche l’esperienza de <strong>Il Cittadino Partecipa</strong>, in concorso nella sessione video sul tema della partecipazione. I 10 video selezionati sono stati proiettati e votati dagli stessi partecipanti al gruppo di lavoro, tenendo in considerazione sia aspetti estetici formali (montaggio, musica, fotografia..) sia aspetti di contenuto più strettamente legati al tema della partecipazione.</p>
<p>Per Il Cittadino Partecipa è stata una sfida davvero impegnativa: si è trovato a fronteggiare opere realizzate con il supporto di professionisti, prodotte o sponsorizzate da enti pubblici e frutto di un lavoro più strutturato e finalizzato in modo specifico al concorso. La vittoria è andata a il video “Il Quartiere è nostro”, realizzato dal Comune di Vic (Spagna), medio-metraggio di 45 minuti, sviluppato nell’ambito di una sovvenzione erogata dal Dipartimento di Cultura della Provincia di Barcellona. Mette in scena con grande ironia un processo di dinamizzazione comunitaria del quartiere di Osona, in cui gli abitanti stessi sono stati coinvolti come protagonisti ed attori e, attraverso la finzione, raccontano problemi e tematiche relativi alla vita del loro quartiere.</p>
<p>Il video de Il Cittadino Partecipa è stato comunque apprezzato per gli aspetti di contenuto e per il valore intrinseco dell’esperienza in esso trattata: considerando che la selezione iniziale ha interessato più di 70 video presentati per il concorso, entrare a far parte della “top ten” è stato sicuramente un risultato importante che può dare più forza e solidità alle proposte emerse dalla giornata partecipativa di Rovereto.</p>
<p>Ci auguriamo che ciò possa contribuire a mantenere viva l’attenzione dei nostri politici verso le proposte presentate in Consiglio Provinciale e che, sospinte da questo riconoscimento internazionale, riescano finalmente ad imboccare la (lunga) strada verso una più concreta discussione ed applicazione.</p>
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		<title>&#8230;che tutto ritorni nella mani del popolo&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 17:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Banca mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Bechtel]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Cochabamba]]></category>
		<category><![CDATA[Corporation]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;">¡EL PUEBLO UNIDO JAMÁS SERÁ VENCIDO!</p>
<p style="text-align: center;">(Il popolo unito non sarà mai vinto)</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Nel 2000 la Bechtel Corporation di San Francisco, con l&#8217;appoggio della Banca Mondiale che aveva promesso un prestito alla Bolivia, ottenne dal governo boliviano la privatizzazione di tutte le risorse idriche di Cochabamba, la terza città del paese. E&#8217; una storia che può avvenire anche da noi&#8230;anzi&#8230;stà già avvenendo! [http://www.youtube.com/user/nuovaitalia2008]<br />
</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">¡EL PUEBLO UNIDO JAMÁS SERÁ VENCIDO!</p>
<p style="text-align: center;">(Il popolo unito non sarà mai vinto)</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LBBhHyg5saQ&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/LBBhHyg5saQ&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><span>Nel 2000 la Bechtel Corporation di San Francisco, con l&#8217;appoggio della Banca Mondiale che aveva promesso un prestito alla Bolivia, ottenne dal governo boliviano la privatizzazione di tutte le risorse idriche di Cochabamba, la terza città del paese. E&#8217; una storia che può avvenire anche da noi&#8230;anzi&#8230;stà già avvenendo! [</span>http://www.youtube.com/user/nuovaitalia2008<span>]<br />
</span></p>
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		<title>Il Cittadino Partecipa alla IX Conferenza Internazionale dell&#8217;OIDP</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 01:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Brogin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[il cittadino partecipa]]></category>
		<category><![CDATA[oidp]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.partecipazione.comune.re.it/conferenza-oidp/ix-conferenza-internazionale-dell2019oidp" target="_blank"></a></p>
<p>Il <strong>Comune di Reggio Emilia</strong> – città che ha la presidenza dell&#8217;OIDP per l’anno 2009 &#8211; ospiterà la IX Conferenza dell’<strong>Osservatorio Internazionale della Democrazia Partecipativa</strong> dal titolo “Giovani, cittadinanza e democrazia partecipativa”. L’asse centrale della Conferenza ruoterà attorno al<strong> confronto di strumenti, politiche ed esperienze di costruzione di cittadinanza attuali a partire dalle nuove generazioni.</strong></p>
<p>Anche il <strong>Il Cittadino Partecipa</strong> sarà presente per l&#8217;occasione,  all&#8217;interno di una sessione dedicata ai video sul tema della partecipazione:&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partecipazione.comune.re.it/conferenza-oidp/ix-conferenza-internazionale-dell2019oidp" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1367" title="Reggio" src="http://www.ilcittadinopartecipa.it/wp-content/uploads/2009/10/Reggio.jpeg" alt="Reggio" width="749" height="314" /></a></p>
<p>Il <strong>Comune di Reggio Emilia</strong> – città che ha la presidenza dell&#8217;OIDP per l’anno 2009 &#8211; ospiterà la IX Conferenza dell’<strong>Osservatorio Internazionale della Democrazia Partecipativa</strong> dal titolo “Giovani, cittadinanza e democrazia partecipativa”. L’asse centrale della Conferenza ruoterà attorno al<strong> confronto di strumenti, politiche ed esperienze di costruzione di cittadinanza attuali a partire dalle nuove generazioni.</strong></p>
<p>Anche il <strong>Il Cittadino Partecipa</strong> sarà presente per l&#8217;occasione,  all&#8217;interno di una sessione dedicata ai video sul tema della partecipazione: &#8220;<strong>Educazione dello sguardo ed educazione per la cittadinanza. Quando immagine ed educazione si incontrano</strong>&#8220;. L&#8217;esperienza di Rovereto, infatti, è stata selezionata per partecipare alla &#8220;<strong>Mention of Public Participation and Video</strong>&#8220;: il video de Il Cittadino Partecipa verrà proiettato e discusso nella giornata di <strong>Giovedi 19</strong> all&#8217;interno di un gruppo di lavoro coordinato da <strong>Giovanni Allegretti</strong> e Alfredo Ramos. Il video vincitore verrà poi proiettato durante la sessione plenaria, nella mattina di <strong>venerdì 20</strong>, ultimo giorno della conferenza.</p>
<p>Luca Brogin, che ha realizzato il video de Il Cittadino Partecipa, sarà presente a Reggio Emilia per portare testimonianza della giornata partecipativa trentina.</p>
<p>Tutte le <strong>informazioni</strong> sul programma della conferenza e su <strong>come iscriversi</strong> sono reperibili<strong> </strong>on-line sul <a href="http://www.partecipazione.comune.re.it/conferenza-oidp/ix-conferenza-internazionale-dell2019oidp" target="_blank">sito del Comune di Reggio Emilia</a><span style="color: #3366ff;"> </span></p>
<p>L&#8217;iscrizione è gratuita per i minori di 25 anni, mentre la quota intera è di 120 euro, comprensiva dei pasti. Nel caso di un ente/organizzazione membro dell&#8217;OIDP è prevista una quota ridotta di 80 euro. E&#8217; ancora possibile iscriversi con quest&#8217;ultima modalità attraverso l&#8217;associazione TrentoAttiva.</p>
<p>E ora non rimane che&#8230;.PARTECIPARE!!!</p>
<p style="text-align: center;">
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fxQVPx3H1zY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/fxQVPx3H1zY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Democrazia Diretta in Baviera</title>
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		<comments>http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/11/15/la-democrazia-diretta-in-baviera/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 09:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo michelotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta in baviera]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>

<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della prima parte del 7° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Baviera</p>
<p>La Baviera può diventare un esempio per tutta l’Europa e per l’Italia. Fino al 1995 non c’erano strumenti di democrazia diretta che i cittadini potessero utlizzare a livello locale. Quell’anno un gruppo di cittadini molto agguerrito, Mehr Demokratie riuscì con un referendum a livello di Laender (con condizioni difficilissime per&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><!-- by paolo michelotto --></small></p>
<div>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg"><img src="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/paolo-michelotto.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>di Paolo Michelotto</p>
<p>ecco la lettura della prima parte del 7° capitolo del libro “Democrazia dei Cittadini”: La Democrazia Diretta in Baviera</p>
<p>La Baviera può diventare un esempio per tutta l’Europa e per l’Italia. Fino al 1995 non c’erano strumenti di democrazia diretta che i cittadini potessero utlizzare a livello locale. Quell’anno un gruppo di cittadini molto agguerrito, Mehr Demokratie riuscì con un referendum a livello di Laender (con condizioni difficilissime per il numero di firme, i tempi di raccolta di 2 settimane nell’orario d’ufficio) ad introdurre i referendum a livello municipale. Da allora sono stati realizzati un migliaio di referendum e tutti sono concordi a dire che il livello di senso civico e di appartenenza ad una comunità è migliorato sensibilmente, come pure la qualità della democrazia.</p>
<p>Questa registrazione comprende i seguenti paragrafi:</p>
<p><strong>La democrazia diretta in Baviera</strong></p>
<p><strong>Mehr Demokratie<br />
</strong></p>
<p><strong>La soglia</strong></p>
<p><strong>Verso il voto</strong></p>
<p>Buon ascolto e ogni  commento è benvenuto.</p>
<p>Scarica il file MP3 qui di seguito, cliccando tasto destro “Salva  destinazione con nome”:</p>
<p><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/cap-7-1-democrazia-dei-cittadini.mp3">cap 7 -1 democrazia dei cittadini</a></p>
<p>Oppure <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/11/15/cap-7-%E2%80%93-1-democrazia-dei-cittadini-la-democrazia-diretta-in-baviera/">ascoltalo qui:</a></p>
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<p><strong><a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/category/podcast/">Qui i capitoli audio precedenti finora pubblicati</a></strong></div>
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