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Archivio per la categoria ‘democrazia dal basso in Italia’

Segnali di cambiamento da Ancona

I cittadini scelgono tre progetti per i quartieri, si vota on-line

Ancona – Giochi per i bambini, verde, strade, bagni pubblici, illuminazione, impianti sportivi: i cittadini hanno evidenziato queste priorità e il Comune ha inserito in bilancio tre progetti di investimento, uno per ogni Circoscrizione, calibrati su esigenze concrete espresse all’interno dei singoli quartieri.
E’ la filosofia del bilancio partecipativo, che ad Ancona, proprio per dare una indicazione precisa sull’”origine controllata” della proposta, è stato chiamato “Bilancio delle Circoscrizioni”. “E’ un progetto sperimentale – spiega il sindaco Fiorello Gramillano – che servirà a definire i criteri per un’applicazione più strutturale nei prossimi anni. In questo modo vogliamo dare un nuovo metodo e, soprattutto, nuove voci a uno degli strumenti fondamentali per il governo della città. La trasparenza, la comunicazione e, soprattutto, la partecipazione sono i principi base delle moderne amministrazioni per il governo della cosa pubblica.

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La Provincia promette battaglia contro la privatizzazione dell’acqua

Ancona - La Provincia di Ancona promette battaglia contro le norme che prevedono la privatizzazione dell’acqua. Con un ordine del giorno approvato questa mattina, la giunta provinciale “ribadisce con forza che “l’acqua costituisce un diritto universale e non una merce di scambio e, pertanto, non è assoggettabile a interessi economici”.

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Report: La via del mattone

7 novembre 2009 Celestino Nessun commento

Domenica 11 ottobre 2009 su Rai Tre durante la puntata di Report, è andata in onda l’inchiesta di Bernardo Iovene intitolata “La via del mattone“.

Si è parlato – tra l’altro – di progettazione partecipata, con il caso dei “Laboratori di Urbanistica Partecipata” di Bologna, dove a progettare il futuro sono gli stessi abitanti dei quartieri.

Proposto come esempio della possibilità – nel caso di nuovi insediamenti dentro le città – di snellire le procedure e assumere le decisioni in tempi brevi, con soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti.

Bolzano: diabolico quorum, sfiorato ma non superato

26 ottobre 2009 Emilio Piccoli 1 commento

mehrDemokratie

di Emilio Piccoli
I referendum della provincia di Bolzano ottengono l’eccezionale affluenza del 38% sfiorando il quorum del 40%, e quindi sono nulli. La volontà di cambiamento viene affossata da meno del 2% di cittadini che non sono andati a votare. Vince ancora una volta un “bel comportamento democratico”: il boicottaggio della SVP. Durnwalder e “gli interessi particolari” possono dormire sonni tranquilli, ma non troppo: la democrazia ha perso, ma il record di affluenza mostra che il cambiamento è vicino.
Risale al 1995 l’ultimo referendum che riuscì a superare il quorum, ma in quell’occasione c’era voluta tutta la potenza di fuoco del gruppo mediatico Fininvest per portare al voto il 58% degli elettori e superare il quorum del 50%, nel famoso referendum sulle TV.  Il dato di affluenza di questo referendum è comunque eccezionale, soprattutto se comparato con i referendum regionali fin’ora svolti in Italia: mai era stato superato il 30%.
L’esito di questo referendum è l’ennesima dimostrazione di come il quorum impedisca lo sviluppo della democrazia e incrementi il senso di frustrazione del cittadino attivo. Si potrebbe coniare lo slogan: “il quorum ammazza la democrazia”
Un giorno, nel lontano 1933, la democrazia rappresentativa consegnò la repubblica tedesca in mano ad un demiurgo, solo perché non aveva più idee di come uscire da una difficile situazione. Piuttosto che coinvolgere direttamente il popolo, gettò alle ortiche la democrazia. L’attuale frangente storico italiano mostra un’analogia impressionante con le vicende della repubblica di Weimar. La storia si ripeterà? Se i nostri eletti manterranno un minimo di sobrietà mentale dovrebbero ora volgere lo sguardo, non in alto in attesa di un Salvatore, ma verso la gente che sta mostrando la maturità e la consapevolezza di poter partecipare ad una democrazia che guarda avanti con fiducia e ottimismo. E soprattutto sa dove andare!

Risultati referendum Rovereto

11 ottobre 2009 pobris 1 commento

elezioni-thumb

Affluenza ufficiosa 15,02%.

Dati ufficiosi referendum numero 1 scheda gialla. Affluenza media 15,02, 4514 votanti, di cui 2079 maschi (14,71%) e 2435 femmine (15,30%).

Seggio  %

1 – 8,02

2 – 14,92

3 – 11,75

4 – 15,80

5 – 16,24

6 – 14,30

7 – 14,68

8 – 14,72

9 – 15,38

10 – 15,8°

11 – 13,03

12 – 17,84

13 – 16,49

14 – 16,50

15 – 16,77

16 – 18,76

17 – 13,13

18 – 15,01

19 – 14,22

20 – 17,85

21 – 16,28

22 – 14,59

23 – 23,50

24 – 18,36

25 – 17,41

26 – 8,26

27 – 12,88

28 – 15,30

29 – 11,74

30 – 13,20

31 – 12,40

Referendum numero 2 scheda azzurra 15,06%

Referendum numero 3 scheda rosa 15,07%

Referendum numero 4 scheda verde 15,06%

A.A.A….. democrazia diretta cercasi

5 ottobre 2009 Mariben Nessun commento

Segnalo a  tutti un’interessante articolo di Luciano Fuschini

( Movimentozero)

La democrazia rappresentativa basata su elezioni tenute a scadenze periodiche e sulla competizione fra partiti mostra tutti i suoi limiti. L’esigenza di compiacere l’elettorato impedisce di adottare, o procrastina, misure necessarie ma impopolari. Gli elettori sono chiamati a scegliere candidati che non conoscono, nominati dai partiti e presentati nei vari collegi e circoscrizioni solo per i calcoli e le convenienze degli apparati, persone su cui i cittadini non avranno più alcun controllo una volta che siano state elette.
Il suffragio universale deprime la qualità del voto esaltando la quantità: il voto di una persona colta che segue le vicende politiche ed è ben informata sul funzionamento delle istituzioni vale esattamente quanto quello di un semianalfabeta ignorante di tutto ciò che non sia il suo interesse immediato: pura assurdità e somma ingiustizia.
Per queste e altre motivazioni il Manifesto di MZ avanza la richiesta di una democrazia diretta che sostituisca quella rappresentativa. Un Manifesto di princìpi generali però non è ancora un programma politico. Quando si esce dalla petizione di principio ci si scontra con le difficoltà di definire modalità e procedure di una democrazia diretta.
Parlando di democrazia diretta, viene spontaneo pensare a processi decisionali espressi dall’Assemblea dei cittadini. Chi ha abbastanza anni da ricordare l’assemblearismo sessantottino sa come funzionino in concreto le cose. L’Assemblea non fa altro che ratificare ciò che una minoranza ben organizzata aveva già deciso prima della sua convocazione. I capetti si alternano al microfono e vince il demagogo che spara gli slogan di più sicuro effetto. L’assemblearismo è una parodia della democrazia. Anche se l’Assemblea dei cittadini fosse la soluzione, ci si imbatterebbe nella difficoltà insormontabile di far funzionare i processi decisionali di tipo assembleare in realtà politiche ben più complesse di una comunità di paese o di villaggio. A questo proposito non è di aiuto rifarsi alle polis greche o ai Comuni medievali. In quelle realtà, comunque molto più ristrette delle nostre società, erano esclusi dal diritto di parola e di voto le donne, i servi e i salariati, cioè più dell’80% della popolazione. Quanto detto sopra sulle contraddizioni del suffragio universale infatti non può giustificare oggi l’esclusione aprioristica di gran parte della popolazione con una discriminazione classista o sessista.
Più pertinente appare il modello della Svizzera. In quella Repubblica l’istituto del referendum è largamente e sistematicamente praticato. Si può andare oltre quel modello, ipotizzando un sistema in cui il referendum, ben più incisivo di quello previsto dalla Costituzione italiana perché propositivo e non solo abrogativo, nonché senza lo sbarramento del quorum, sia la pratica normale con cui si prendono tutte le decisioni che interessano la comunità. Dovrebbe essere consuetudine e legge far decidere al popolo con consultazioni frequentissime. Sarebbe una pratica che implica costi e una macchina organizzativa complessa, ma diventando prassi della vita quotidiana sarebbe presto assimilabile nel costume della comunità.
Questa pratica renderebbe obsoleti i partiti intesi come organismi permanenti e strutturati. Ogni quesito referendario vedrebbe coagularsi interessi e orientamenti ideali, che si scioglierebbero immediatamente in un’occasione successiva, nella quale si configurerebbero altri schieramenti. Gli elettori sarebbero informati attraverso la rete elettronica, le emittenti radio-televisive, la stampa, i manifesti e i giornali murali. Le leggi e il costume, sempre decisivo e più importante dei regolamenti scritti, dovrebbero instillare nelle menti l’idea che il voto è un diritto ma non un dovere: chi non è interessato e si sa disinformato deve sentire come suo dovere civico di non votare. Il certificato elettorale non dovrebbe essere spedito in tutte le case ma dovrebbe essere ritirato negli appositi uffici dai cittadini interessati alla consultazione. Così si limiterebbe drasticamente il numero dei votanti solo zavorra, non per preclusioni imposte ma per autoriduzione: si potrebbe almeno in parte ovviare all’inconveniente gravissimo dell’uguale peso dato al voto consapevole e a quello dettato dall’ignoranza o dall’impulso momentaneo.
Come in tutte le cose umane, nemmeno un sistema come quello qui sommariamente abbozzato darebbe garanzie assolute. Resterebbero rischi di manipolazioni demagogiche e di degenerazione burocratica. Al vertice della piramide di questo Stato nuovo articolato sulle comunità locali e sulla democrazia diretta dovrebbe esserci pur sempre la figura del Garante del corretto funzionamento istituzionale: Presidente della Repubblica, Monarca, o Consiglio dei Custodi, secondo quanto decideranno le circostanze storiche e la volontà dei popoli.

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=28102

http://www.ilribelle.com/

Un pò di immagini della giornata partecipativa…

24 settembre 2009 andrea 4 commenti

Ringraziamo Nicola M. e Alessandro I. per le splendide foto fatte.

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Video in diretta de “Il Cittadino Partecipa – Idee per riattivare la democrazia nel Trentino”

19 settembre 2009 admin Nessun commento
webcam

webcam

di Paolo Michelotto

grazie al sostegno tecnico di FUTUR3 e LUNA WEB TV, e all’impegno di Andrea Bisegna che seguirà la ripresa, dalle 9,30 di domenica 20 settembre 2009, ci sarà la diretta video con la webcam presente nella sala della Palestra Damiano Chiesa.

Per vedere il video e audio, clicca sull’immagine oppure vai a questo indirizzo.

http://lunawebtv.futur3.it

Lotte dei cittadini e democrazia diretta

16 settembre 2009 Emilio Piccoli 1 commento

notavkeinbbt

Mi riallaccio alle iniziative referendarie lanciate da Rete Ambiente Veneto  e citate da Paolo M in un post di qualche giorno fa. Queste iniziative mettono in evidenza come siano importanti le armi di cui si dispone per condurre una battaglia vincente sui temi che stanno a cuore della gente. In questo caso l’Associazione veneta cerca alleati per supportare una serie di iniziative di democrazia diretta tra cui:
- un disegno di legge di iniziativa popolare sulla tutela dell’ambiente (vietato incenerire)
- un referendum consultivo regionale sul no al nucleare
- un referendum consultivo locale per opporsi all’incenerimento di rifiuti industriali a Treviso.
L’iniziativa è lodevole ma purtroppo è condotta su un terreno che lascia poche probabilità di raccogliere buoni frutti. Infatti la democrazia diretta in Veneto dispone di strumenti molto miseri e non lascia spazio alla sovranità popolare. L’iniziativa popolare, ad esempio, non è vincolante né per la sostanza né per i tempi (come lo è, del resto, anche a livello nazionale) e non sfocia in nessun caso in un referendum obbligatorio. Inoltre, non disponendo la regione Veneto di referendum propositivi, la gente deve ricorrere al referendum consultivo, che è una pura richiesta di parere popolare da parte dei rappresentanti politici, per nulla vincolante.
Auguri comunque agli amici veneti, anche se temiamo che la loro campagna sarà estremamente faticosa. Dunque anche in Veneto urge condurre una seria lotta per introdurre strumenti di democrazia diretta. La gente ha bisogno di condurre battaglie vere, con strumenti efficiaci, come quelli che si stanno tentando di introdurre in Alto Adige e a Rovereto in ambito comunale.
In definitiva, si può ben dire, che la battaglia per far avanzare la democrazia diretta negli statuti regionali  è la “madre di tutte le battaglie” in un sistema rappresentativo puro, perchè quanto è maggiore il tasso di democrazia diretta tanto è maggiore è il potere dei cittadini.  E’ una semplice regola di proporzionalità.

Emilio P.

Nomine trasparenti, pulite e meritorie. Anche nel Trentino come in Emilia Romagna?

9 agosto 2009 admin Nessun commento

legge-nominedi Paolo Michelotto

in Emilia Romagna si stanno raccogliendo le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che si intitoli “Legge sulle Nomine”. Che chiede sostanzialmente alcune cose che agli occhi dei cittadini sono banali ed ovvie, ma che nella realtà italiano non lo sono affatto.

1 – DIVIETO DI CUMULO DELLE CARICHE

2 – LIMITE ALLE RETRIBUZIONI

3 – APERTURA ALLE AUTOCANDIDATURE

4 – MASSIMA TRASPARENZA

5 – TRASPARENZA DEI PROPONENTI DELLE NOMINE

6 – MERITOCRAZIA

7 – NON CANDIDABILITÀ DEI CONDANNATI

Perchè non chiediamo la stessa cosa nel Trentino? Qualche consigliere vuole farsi promotore di questa proposta sensata? Vogliamo farci noi cittadini promotori dal basso? Io intanto l’ho proposta nel dibattito “Idee per riattivare la democrazia nel trentino” che sta avvenendo su questo forum:

http://www.ilcittadinopartecipa.it/forum/idee-per-riattivare-la-democrazia-nel-trentino/

A Morciano (RN) nasce un gruppo per avere maggiore democrazia

27 giugno 2009 admin Nessun commento
morciano_in_comune

morciano_in_comune

di Paolo Michelotto

in tutta Italia nascono gruppi che vogliono estendere la democrazia, far partecipare i cittadini, limitare lo strapotere della elite politica dominante. E’ un trend naturale, positivo, spontaneo e necessario. Spesso però non ne siamo a conoscenza e pensiamo di lottare da soli ognuno nella propria zona. E a volte siamo scoraggiati, mentre invece siamo noi la maggioranza, ma nessuno ne parla e quindi non lo sappiamo. Per questo inauguro una nuova categoria di post “Democrazia dal basso in Italia” per segnalare gruppi, comitati e associazioni che portano avanti l’idea nobile della democrazia come “potere della gente”. A Morciano (Rn) esiste il gruppo “Morciano in Comune” che è nato di recente e che ha iniziato facendo dibattere i candidati sindaci prima delle recenti elezioni e che si prefigge di affrontare le tematiche di democrazia diretta e partecipativa.  Il loro sito si trova all’indirizzo http://www.morcianoincomune.it/ (tra l’altro è interessante anche il sistema di Google Site da loro usato). In maniera trasparente c’è tutto ciò che fanno, che organizzano, gli esiti, le lettere inviate. Un ottimo inizio.