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Archivio per la categoria ‘cattiva democrazia’

Class Action, strumento democratico ?

28 dicembre 2009 Mariben Nessun commento

Anno nuovo… vita nuova!

Dopo una serie di slittamenti e modifiche,  in gennaio dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, entrare in vigore la Class Action, una legge che misura la temperatura democratica di un  paese civile, in quanto mette dei limiti alla sperequazione fra  cittadini comuni e gruppi di potere, permette ai primi di unire le forze per far valere i propri diritti, troppo spesso negati e inascoltati.
Grazie al senatore Alberto Balboni (Pdl), e il suo emendamento, ci siamo visti togliere  la retroattività della Class Action (salvando i vari Cirio, Parmalat,Alitalia). evitando così fastidiosi ritorni di attenzione, giudiziaria ma anche mediatica, ad esempio sul ” salvataggio dell ‘Alitalia”. Ora la legge potrà essere applicata per gli Gli illeciti compiuti successivamente all’entrata in vigore della legge.
Consoleranno però le rassicurazioni di Balboni sul fatto che “Chiunque si senta leso nei propri diritti ha a sua disposizione, anche senza la Class Action, una serie di  azioni legali..” Rimane il mistero di una legge , a detta dell’onorevole, inutile:
Ma, grazie a Maroni, che minacciava azioni contro Alitalia, a Gasparri che furibondo  minacciava altrettanto contro la Regione Campania  colpevole dell’ Emergenza rifiuti e a Brunetta che alzava la voce contro la Cattiva burocrazia che si sta difendendo ( e ci è riuscita bene direi ), c’erano tutte le  premesse  per aspettarsi da questo governo delle misure draconiane sul versante della Class Action che avrebbero permesso, finalmente, di inchiodare l’inefficenza della pubblica amministrazione alle proprie responsabilità.
Ma chi, dal primo gennaio, vorrà promuovere una class action contro un’amministrazione inefficiente ( sono esplicitamente escluse le authority, il Parlamento e gli altri organi costituzionali, i tribunali e la Presidenza del consiglio con tutti i suoi ministeri senza portafoglio) dovrà mettere in conto che per prima cosa non potrà chiedere nessun risarcimento. Allora a che cosa serve? Semplice: a «ripristinare la corretta erogazione di un servizio pubblico”,   vedo già serpeggiare il terrore fra i ” fannulloni” !,  Ma non è finita, perchè il decreto prevede che lo stesso meccanismo si applichi pure alle azioni collettive intentate contro i «concessionari di servizi pubblici»: come le Ferrovie o la Rai.
Viste la premesse, e i contorcimenti giuridici a favore dei soliti noti, perchè non eliminarla del tutto la Class Action? Forse… i cittadini si sarebbero sentiti  meno presi in giro da questi personaggi, che riempiono i manifesti elettorali di promesse sulla difesa dei diritti dei cittadini e simili amenità!

Il Puffo politico

28 novembre 2009 Celestino 2 commenti

Puffo politico

Da quando sono nel comitato “Insieme per la SP 76” di Meano – che si batte per un sobborgo libero dai camion del porfido – ci siamo spesso confrontati con politici più o meno disponibili, più o meno efficaci. Ma il più insopportabile resta quello in perenne campagna elettorale: dice sempre di sì, salvo poi disinteressarsi della questione e deludere ogni aspettativa.

Caro puffo politico, quando capirai che il tuo giochetto non puffa più nessuno?

Regole di Democrazioa: il crocefisso e il principio di sussidiarietà

6 novembre 2009 Emilio Piccoli 1 commento

crocefisso scuola

E’ avvilente la passerella di opinoni trasversalmente contrarie alla sentenza di Strasburgo, senza che qualcuno (nemmeno Travaglio) ne faccia una genuina questione di democrazia, applicando il principo di sussidiarietà, con cui tutti ci si riempie la bocca, ma all’atto pratico viene poi sempre ignorato. In un’aula scolastica, poichè è di questo che si parla nella sentenza – e non di piazze, luoghi di culto ecc, come molte teste d’uovo sostengono -, dovrebbero essere gli utenti i soli abilitati a decidere democraticamente l’esposizione di un simbolo sacro nel luogo dove vengono formati. La variegata schiera degli opinion-leaders italiani ignora questo semplice principio;e questo denota una grande immaturità del nostro paese verso i più elementari concetti della Democrazia.
Questa sentenza è destinata a essere la prima lezione sui princìpi democratici che che ci impartiscono gli altri europei. Permanendo in queste misere condizioni culturali dovremo aspettarci in futuro una pioggia di sentenze shockanti. Chissà se allora cominceremo ad aprire un po’ gli occhi e ad ammettere la nostra arretratezza culturale in fatto di principi di Democrazia.

Povera Patria. Guardate qui ‘Gnazio alla guerra, esempio di politico democratico. Un solo aggettivo: immondo. Speriamo che gli eletti non rispecchino la media dei cittadini, ma siano solo invenzioni dei ‘partiti’, altrimenti siamo perduti.

La vera emergenza del paese : la Riforma della Giustizia

12 ottobre 2009 Mariben 1 commento

Il sindaco è stato arrestato, l’onorevole è stato iscritto nel registro degli indagati, il ministro è stato intercettato.
Urge una riforma della Giustizia !
Il tribunale della libertà ha deciso che il sindaco (dimissionario) non potrà commettere altri reati di corruzione, motivo per il quale il GIP lo aveva arrestato; e quindi lo scarcera. Dunque il sindaco è innocente e  il magistrato un persecutore.
Urge una riforma della Giustizia!

Il tribunale ha condannato l’onorevole per favoreggiamento semplice mentre il PM aveva chiesto la condanna per favoreggiamento di mafiosi. Il PM ha commesso un grave errore e l’onorevole è stato ingiustamente perseguitato.
Urge un riforma della Giustizia!

La corte d’appello ha deciso che onorevoli e ministri sono responsabili di corruzione, turbativa d’asta, concussione e favoreggiamento; però ha escluso l’associazione a delinquere. Non erano dediti a tempo pieno al malaffare, solo salturiamente, quando capitava…..Sono stati perseguitati da una magistratura politicizzata

Urge una riforma della Giustizia . Subito !

Il  Il lodo Alfano  viene bocciato dalla consulta e la riforma della Giustizia diviene la nuova emergenza. Leggendo i giornali e guardare le televisioni sembra che i giudici non facciano altro che processare i politici. Purtroppo non è vero, sarebbe bello che il malaffare politico venisse scoperto, tutto , e punito severamente. Ma la realtà è che solo la punta dell’iceberg viene a galla. Per il resto del tempo, quasi tutto il tempo, i giudici si occupano di un altro tipo di delinquenti, quelli comuni, i ladri, i rapinatori, gli spacciatori di droga, gli assassini, gli stupratori .  Si occuperebbero anche di  evasori fiscali,  falsificatori di bilancio, bancarottieri; ma questi spesso appartengono all’altra categoria di delinquenti, quella dei politici, e allora la legge viene congegnata in modo che a questi processi non si arrivi. La posizione riguardo al garantismo dei nostri politici è a dir poco contradittoria. .Negli ultimi anni , parecchi appartenenti alla casta politica ( bipartisan) hanno , chiesto e ottenuto una serie di ” riforme” che come unico obbiettivo si proponevano di sfasciare le giustizia, rallentarla e complicare la procedura penale.
Gli stessi che poi urlano ” giustizialisti” e imprecano contro le ” manette facili” appena un loro membro,  finisce nelle maglie di qualche indagine,  invocano giustizia e galera facile, custodia cautelare per  tutti( tranne loro)
Ai tempi di Tangentopoli  la custodia cautelare era molto  più facile, e mano a mano ristretta dalla stessa classe politica che ,evidentemente ,aveva il terrore di sperimentarla in prima persona.
Il live motive è lo stesso,  si ritagliano buchi per permettere agli squali di scappare dalla rete e poi si grida allo scandalo se qualche sardina li segue.  La magistratura ,a volte , si vede costretta a fare dei contorsionismi giuridici per tenere in galera gente illegalmente, perchè l’opinione pubblica , incalzata dai vari “allarme sicurezza”chiede giustizia . I Pm divengono giustizialisti o i giudici buonisti  in base all’imputato.
Ora, per la nostra sicurezza ovviamente, ci hanno promesso separazione delle carriere . più potere alla difesa, e  un ulteriore accorciamento dei tempi di prescrizione.
Finalmente , grazie alle passate, ma sopratutto alla prossima Riforma , in Italia , con questo sistema giudiziario, in galera non ci andrà nemmeno chi si offre volontario.

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Il trattato di Lisbona e la Democrazia

7 ottobre 2009 Emilio Piccoli 2 commenti

tattato di lisbona_pogodba

Venerdì 2° ottobre. Gli irlandesi, bombardati da una propaganda a martello, questa volta hanno detto sì al trattato di Lisbona. L’ultimo ostacolo è stato superato, l’Europa costituzionale ora ha ottenuto l’unanimità degli Stati membri. Cosa cambierà per noi cittadini? Per esprimere un parere ci sono molti aspetti da valutare.

Cominciamo dalla democrazia.

Primo passo: la super-nazione Europa è di fatto dotata di una costituzione mai sottoposta con referendum confermativo all’approvazione dei cittadini di nessun Paese membro (Irlanda a parte). Non è un buon inizio! Per sapere in quale condizione di diritto, come cittadini, ora ci troviamo, anche se tardivamente, forse è arrivato il  momento di informarsi.

Come primo spunto informativo propongo un interessate articolo apparso recentemente in rete.

Leggete e rabbrividite!

Prosegui la lettura…

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Mettere online i redditi dei dirigenti della provincia

26 agosto 2009 admin Nessun commento
soldi

soldi

post di Paolo Michelotto

da L’Adige

Mettete online i redditi

26/08/2009 09:26
provinciaTRENTO -

Maggiore trasparenza sugli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione viene chiesta, in due distinti comunicati dalla Cgil e dalla Lega Nord del Trentino. «Sebbene dal punto di vista formale, in virtù delle prerogative dello Statuto di autonomia, la Provincia autonoma di Trento non sia obbligata a garantire la pubblicizzazione del trattamento economico dei dirigenti del pubblico impiego trentino – sostiene Claudia Loro, della segreteria confederale trentina – nel merito ritengo che abbia ragione il ministro Brunetta a pretendere maggiore trasparenza».
In modo analogo il gruppo consiliare della lega Nord riafferma la bontà della normativa anche per il Trentino e ricorda come il 10 agosto avesse presentato una proposta di mozione in merito «per richiedere l’impegno della giunta a recepire con disegno di legge provinciale i principi della legge e ad anticipare con delibera di giunta l’indicazione alla trasparenza, provvedendo a pubblicare i dati richiesti dalla normativa statale sul sito della Provincia». La polemica nasce dalla mancata pubblicazione sui siti internet delle amministrazioni comunali del trattamento economico e delle presenze sul lavoro dei dirigenti pubblici.

Privilegi dei Consiglieri Provinciali. Le considerazioni di due ex: Boso e Taverna

10 agosto 2009 admin 1 commento
boso

boso

di Paolo Michelotto

riporto qui un articolo de L’Adige in cui sono riportati il modo di pensare di Boso e di Taverna, due ex-consiglieri. Le loro idee mostrano ormai chiaramente che i nostri “rappresentanti” non rappresentano affatto i cittadini, ma sono rappresentanti solo di se stessi, dei loro privilegi e dei loro interessi.

Vitalizi, il no di Bondi non fa scuola
08/08/2009 09:56
boso e fugattiTRENTO – Enzo Boso , ex senatore ed ex consigliere della Lega, non fa l’eroe (anche perché non sarebbe un grande eroismo) ma dice che anche lui ha rinunciato al vitalizio di consigliere regionale. Si tiene quello del Senato («Mi sono pagato anche i contributi volontari») e s’è fatto ridare quelli versati alla Regione. Quelli per la legislatura e mezzo che ha fatto. Vero è che con la riforma, se avesse scelto il vitalizio, si sarebbe dovuto accontentare di poco, però…«Senti – afferma Obelix – io ho rinunciato, come Mauro Bondi, perché ero stufo di sentire le cazz…dei sindacalisti su questa storia dei vitalizi. Ho una buona pensione dell’Inps, ho quella di due legislature da senatore. Bastano, no?» Boso, un attimo: lei non è convinto che i lauti vitalizi che gli ex consiglieri prendevano fino a poco fa erano privilegi? «I veri sprechi – afferma – non sono queste cose qui: sono le comunità di valle, le tante società col nome Trentino che Dellai ha messo assieme». Prosegui la lettura…

Quanto ci costa

mastella51

L’immagine dello spreco in una democrazia rappresentativa è la faccia del cattivo politico che, insaziabile, non smette di succhiare risorse alla collettività.

E’  facile adottare Mastella quale testimonial del parassitismo della politica. Eccolo al Parlamento Europeo. Già c’è il detto: in Europa la paura fa 590.

Di seguito riportiamo l’articolo su Repubblica riguardante ancora il parassitismo dell’èlite politica.

Palazzo Madama cancella i viaggi gratis. Lettera degli ex senatori a Schifani
“Un atto offensivo”. Una delegazione a Palazzo Chigi: “Pronti a collaborare”

Il contropiede di 307 ex parlamentari
“Stop a tagli benefit, faremo i consulenti”

di CARMELO LOPAPA

Il contropiede di 307 ex parlamentari “Stop a tagli benefit, faremo i consulenti”

L’Aula del Senato
ROMA – La carica dei 307 “ex” punta dritto su Palazzo Chigi. Arzilli parlamentari di un tempo, capelli bianchi, ma nessuna voglia di farsi da parte, si preparano a difendere con le unghie i benefit di cui hanno goduto per una vita (viaggi gratis, essenzialmente) e che ora Camera e Senato si accingono a falcidiare. E per dimostrare di essere ancora “una risorsa della Repubblica” scrivono al governo Berlusconi, si mettono a disposizione e ottengono dal sottosegretario Gianni Letta il via libera al “reclutamento”. Molti diventeranno consulenti. A titolo gratuito, si precisa, salvo eventuali rimborsi, ovvio.

Nella squadra c’è di tutto. Ex comunisti e forzisti della prima ora, giuristi illustri, socialisti irriducibili e una schiera di democristiani. Tra i tanti curricula con annessa “competenza per materia” che planano sulla Presidenza del Consiglio quello dell’ex pm Tiziana Parenti (giustizia) e del sindacalista Giorgio Benvenuto (sociale), dell’uomo-pesce Enzo Maiorca (ambiente) e dell’ex vice presidente del Csm Giovanni Galloni (politiche istituzionali), passando per il dc Mario D’Aquisto e “il ministro degli esteri del Pci” Antonio Rubbi.

L’operazione è condotta da quella sorta di sindacato che è l’Associazione degli ex parlamentari, presieduta da Franco Coccia, Pci alla Camera dalla quarta alla settima legislatura (oggi siamo alla sedicesima). Rappresenta tutti i 1.550 che sono passati anche solo per pochi anni dal Parlamento e che percepiscono il vitalizio. La lettera al premier Berlusconi è datata marzo 2009, quando è iniziata a circolare soprattutto al Senato l’ipotesi dei tagli poi varati effettivamente da Palazzo Madama a partire dal gennaio 2010 sul milione 726 mila euro speso ogni anno per telepass, biglietti ferroviari e voli gratuiti degli ex.

Loro non si perdono d’animo e scrivono a Palazzo Chigi: “Mettiamo a disposizione della Presidenza colleghe e colleghi che hanno maturato nelle vesti di parlamentari, ministri e sottosegretari esperienze e conoscenze. Un’offerta a costo zero – continua la lettera del presidente Coccia – avanzata anche per mettere in luce come il ruolo dell’ex parlamentare deve essere una risorsa per le istituzioni”. Il 27 aprile e poi ancora il 18 maggio, il sottosegretario Gianni Letta risponde e accoglie a braccia aperte. Ringrazia per l’offerta di “consulenza gratuita” e chiede che vengano “indicate le singole professionalità ed esperienze maturate per indirizzarle nei settori di specifica competenza”. E così, l’Associazione si mette in moto, avverte tutti i suoi iscritti, sollecita curricula e alla sede di Piazza di Campo Marzio a Roma ne arrivano 307. Adesso, racconta Coccia, saranno spediti al governo i nominativi con le relative “competenze”: “Sarà il Dottor Letta a scegliere quanti e quali nomi, con piena discrezionalità”.

Ma gli ex non si sono fermati lì e sono passati al contrattacco. Hanno fatto leva sul disco verde incassato per inviare una lettera di fuoco alla presidenza del Senato, “rea” di aver infierito coi tagli che anche la Camera potrebbe far propri. Titolo: “Solidarietà, non discriminazione”. Nella nuova missiva di poche settimane fa, esprimono “viva amarezza e delusione” per la scure che garantirebbe una “irrisoria economia” (1,7 milioni). Lamentano di non essere stati consultati e soprattutto l’”iniqua e punitiva discriminazione” subita: “La totale soppressione (dei viaggi gratuiti, ndr) ad eccezione dei senatori dell’ultima e penultima legislatura, è del tutto inaccettabile”. Tanto più – è la stoccata finale – che “ha trovato accoglimento da parte del sottosegretario Letta la nostra disponibilità: siamo pronti a fare altrettanto con le presidenze delle Camere”. E poi, concludono gli “ex”, “ci rivolgiamo a voi senatori affinché sia mantenuto quel vincolo di solidarietà che ha sempre legato i colleghi di ieri e oggi”. Chiaro il monito: ricordatevi, un giorno sarete quello che noi siamo.

(17 luglio 2009 – la Repubblica)

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La corruzione dei politici trentini: il caso Grisenti

1 luglio 2009 admin Nessun commento
grisenti

grisenti

di Paolo Michelotto.

Troppi soldi, troppa gestione clientelare, pochi controlli, controllori nominati dai controllati, amministratori lontani anni luce dai cittadini. L’ex assessore ai lavori pubblici della provincia di Trento, ex presidente della A22 è a giudizio per corruzione. Come è potuto succedere? Cosa possiamo fare per evitare situazioni simili nel futuro? Una delle cose possibili è incontrarci il 20 settembre e proporre idee per migliorare la democrazia nel trentino. Iscriviti qui.

L’Adige

Grisenti: ecco le accuse
Nei guai pure Malossini

30/06/2009 13:48
tribunaleTRENTO – L’inchiesta «Giano Bifronte» – lo tsunami giudiziario che nel settembre 2008 scosse la politica e l’imprenditoria trentine portando a cinque arresti e alle dimissioni dell’allora potente presidente dell’A22 Silvano Grisenti – fa un altro passo avanti. Nei giorni scorsi il pm Pasquale Profiti ha inviato gli avvisi di conclusione delle indagini, una sorta di «anticamera» della richiesta di rinvio a giudizio. Chi ha ricevuto il capo di imputazione – Silvano Grisenti , Mario Malossini , l’imprenditore Stefano Oberosler e il dirigente provinciale (nei guai come presidente dell’istituto de Tschiederer) Dino Leonesi – deve prepararsi alla difesa. Gli indagati – sono una decina – che invece non hanno ricevuto nulla possono gioire perché il silenzio in questo caso va interpretato come una vicina archiviazione.
La posizione più pesante tra quelle rimaste – dall’inchiesta infatti sono già usciti con patteggiamenti i cinque imputati che subirono misure cautelari – è certamente quella di Silvano Grisenti . Le imputazioni mosse dalla procura all’ex presidente dell’A22 sono pesanti: tre ipotesi di corruzione, una di concussione e una di truffa. Prosegui la lettura…

Finta democrazia

17 giugno 2009 Emilio Piccoli 1 commento

Uil all’attacco

17/06/2009 12:51

circo_monari_ermannoTRENTO – E’ stancante e desolante dover ripetere sempre le stesse cose, ma il raddoppio dell’indennità dei Presidenti delle Comunità di Valle rispetto ai trattamenti dei Presidenti di Comprensorio và ancora una volta nel senso di premiare la politica (con il denaro di tutti), senza considerare cosa avviene nel resto della società.
Può essere che i nuovi Presidenti si meritino fino a 3.300 euro di indennità al mese. Ad oggi però non si capisce assolutamente se le Comunità ci sono, quali saranno, quando partiranno e quali reali competenze e responsabilità verranno affidate ai presidenti stessi. Possibile che la politica debba sempre essere autoreferenziale? Possibile che il merito non conti? Possibile che non si trovi un’autorità esterna che valuti la congruità dei trattamenti di chi fa politica?
Il segnale che ancora una volta giunge non è chiaro. Si comprende perfettamente, se si considera che si rinvia anche l’approvazione del disegno di legge sulla riduzione dei consiglieri comunali e dei costi, che la politica vive ancora in un mondo diverso, dove la conquista del consenso passa attraverso una finta democrazia, fatta di migliaia e migliaia di candidati e di migliaia di eletti che vengono retribuiti con soldi pubblici senza capire con quale utilità pubblica e con quali criteri.
Ancora una volta non resta che sperare nel buon senso, oppure organizzare uno sciopero generale contro questi sistemi barbari che si fanno scudo della ( finta )democrazia per continuare a gestire il denaro pubblico per costruire un consenso che dovrebbe arrivare per ben altri motivi: la trasparenza, il merito, un utilizzo parco del denaro di tutti. Valori che caratterizzarono i nostri costituenti e i primi anni della nostra autonomia, ma che purtroppo oggi sembrano non rappresentare più alcun valore.

Ermanno Monari
Segretario generale
UIL del Trentino
(fonte:l’Adige)

Per i cittadini trentini c’è anche il problema TAR

Ricorrono al Tar, la Provincia li caccia

Contestarono il concorso per precari. Ora sono gli unici rimasti senza lavoro

guido pasqualini

pattrento_219161Questa è una storia che va raccontata perché paradigmatica di una Provincia padrona incontrastata, di un ente pubblico che dovrebbe garantire imparzialità e pari trattamento e invece piega leggi e regolamenti per piegare le persone e la loro dignità. È la storia di due giovani funzionari amministrativi che hanno avuto il solo torto di ribellarsi all’esito perlomeno anomalo di un concorso in cui vennero pubblicati i vincitori della prova scritta quando ancora non esisteva alcun verbale di correzione dei temi e di attribuzione dei voti. Hanno impugnato quel concorso davanti al Tar, che ha respinto il loro ricorso. E si sono costituiti parte civile nel procedimento penale aperto dalla procura della Repubblica e chiuso in primo grado con un’assoluzione del gup Corrado Pascucci. Il falso c’era ma – sentenziò il giudice – non è dimostrato che fosse voluto «giacché la redazione (del tutto scorretta) dei verbali era una prassi pacificamente ed incontrovertibilmente convalidata ed autorizzata dall’ufficio concorsi della Provincia di Trento». Ora il caso dovrà essere discusso dal Consiglio di Stato in sede amministrativa e dalla Corte d’appello in sede penale. Nel frattempo, però, nei confronti di Annalisa Iungg e Giulio Melchiori, i due ricorrenti, sono partite le «ritorsioni» di piazza Dante. Sono stati gli unici precari della Provincia ai quali non è stato rinnovato il contratto fino al 31 dicembre 2009 e sono due dei tre dipendenti (il terzo è dietro di loro in graduatoria), sui cinque «licenziati» dopo l’assunzione dei 14 vincitori di quel famoso concorso, a non essere ancora stati riassunti, con motivazioni che potrebbero ora diventare oggetto di cause di lavoro. Stanno sbattendo contro un muro di gomma, indegno per una terra che si fa vanto della propria autonomia speciale.

(fonte: L’Adige) 12/06/2009

commento:

I due giudici non togati del TAR Trentino sono di nomina politca. E’ un abominio, un insulto alla democrazia. Dov’è finito il diritto costituzionale alla terzietà del giudice?

Il 20 settembre potrebbe proporre l’abrogazione di questa norma avvilente. Su questo tema Questo Trentino ha tenuto nel 2007 un convegno. Quindi Ettore Paris potrebbe benissimo parlare di questo marcroscopico busillis della democrazia nella giornata di Rovereto.

Emilio


Finalmente ce l’hanno fatta: habemus papam

12 giugno 2009 Emilio Piccoli 5 commenti

È Raffaele Sampaolesi il nuovo difensore civico

11/06/2009 16:41

difensore-civicoTRENTO – E’ Raffaello Sampaolesi il nuovo difensore civico della Provincia. Il giudice di Pace di Trento ha ottenuto 27 voti su 32 consiglieri presenti (4 schede bianche e 2 nulle). La votazione è avvenuta al termine di una mattinata piuttosto movimentata, in linea con la tensione sempre crescente che ha caratterizzato questa nomina e che si trascina ormai da qualche mese.
In apertura di lavori le minoranze hanno espresso in maniera decisa le proprie rimostranze circa l’avvio dei lavori, dato dal Presidente Kessler, in loro assenza.
“Tutti sapevano che stavamo discutendo la questione del difensore civico ed eravamo impegnati a cercare una soluzione” ha detto Alessandro Savoi. “Non eravamo in piazza Dante a mangiare le brioches e la proposta di nomi da parte della maggioranza è arrivata sul nostro tavolo a 7 minuti dall’appello” ha proseguito con tono evidentemente stizzito il capogruppo della Lega Nord. (Consiglio provinciale)
(fonte: L’Adige)

Dopo mesi di mosse tattiche e scaramucce la Politica riesce finalmente a dare un nome e un volto all’avvocato d’ufficio dei cittadini. L’elezione del Difensore Civico è prerogativa del Consiglio Provinciale che lo vota con maggioranza qualificata (2/3). Questa cosa rientra a pieno titolo nel novero delle macroscopiche contraddizioni della nostra democrazia rappresentativa: ad ogni elezione l’élite politica eletta sceglie da sè stessa il proprio controllore. In altre parole, nelle controversie con l’Amministrazione pubblica il cittadino viene difeso da un avvocato nominato dalla parte avversa. Un gioco corretto no?
Per il centrosinistra è tutto ok, per il centrodestra invece l’avvocato del cittadino è una figura inutile; tant’è che vogliono elimnarlo con legge nazionale perchè spesa superflua. Paghiamo i voli aerei a starlette, mignotte e giullari per allietare i fine settimana di re Papi, ma per difenderci dalle angherie dello Stato e della Politica dovremo sborsare di tasca nostra!
Il 20 settembre proproniamo una modifica alla legge affinchè l’elezione del Difensore Civico sia un evento di ‘democrazia dei cittadini’.
Emilio P