Class Action, strumento democratico ?
Anno nuovo… vita nuova!
Dopo una serie di slittamenti e modifiche, in gennaio dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, entrare in vigore la Class Action, una legge che misura la temperatura democratica di un paese civile, in quanto mette dei limiti alla sperequazione fra cittadini comuni e gruppi di potere, permette ai primi di unire le forze per far valere i propri diritti, troppo spesso negati e inascoltati.
Grazie al senatore Alberto Balboni (Pdl), e il suo emendamento, ci siamo visti togliere la retroattività della Class Action (salvando i vari Cirio, Parmalat,Alitalia). evitando così fastidiosi ritorni di attenzione, giudiziaria ma anche mediatica, ad esempio sul ” salvataggio dell ‘Alitalia”. Ora la legge potrà essere applicata per gli Gli illeciti compiuti successivamente all’entrata in vigore della legge.
Consoleranno però le rassicurazioni di Balboni sul fatto che “Chiunque si senta leso nei propri diritti ha a sua disposizione, anche senza la Class Action, una serie di azioni legali..” Rimane il mistero di una legge , a detta dell’onorevole, inutile:
Ma, grazie a Maroni, che minacciava azioni contro Alitalia, a Gasparri che furibondo minacciava altrettanto contro la Regione Campania colpevole dell’ Emergenza rifiuti e a Brunetta che alzava la voce contro la Cattiva burocrazia che si sta difendendo ( e ci è riuscita bene direi ), c’erano tutte le premesse per aspettarsi da questo governo delle misure draconiane sul versante della Class Action che avrebbero permesso, finalmente, di inchiodare l’inefficenza della pubblica amministrazione alle proprie responsabilità.
Ma chi, dal primo gennaio, vorrà promuovere una class action contro un’amministrazione inefficiente ( sono esplicitamente escluse le authority, il Parlamento e gli altri organi costituzionali, i tribunali e la Presidenza del consiglio con tutti i suoi ministeri senza portafoglio) dovrà mettere in conto che per prima cosa non potrà chiedere nessun risarcimento. Allora a che cosa serve? Semplice: a «ripristinare la corretta erogazione di un servizio pubblico”, vedo già serpeggiare il terrore fra i ” fannulloni” !, Ma non è finita, perchè il decreto prevede che lo stesso meccanismo si applichi pure alle azioni collettive intentate contro i «concessionari di servizi pubblici»: come le Ferrovie o la Rai.
Viste la premesse, e i contorcimenti giuridici a favore dei soliti noti, perchè non eliminarla del tutto la Class Action? Forse… i cittadini si sarebbero sentiti meno presi in giro da questi personaggi, che riempiono i manifesti elettorali di promesse sulla difesa dei diritti dei cittadini e simili amenità!








TRENTO – E’ stancante e desolante dover ripetere sempre le stesse cose, ma il raddoppio dell’indennità dei Presidenti delle Comunità di Valle rispetto ai trattamenti dei Presidenti di Comprensorio và ancora una volta nel senso di premiare la politica (con il denaro di tutti), senza considerare cosa avviene nel resto della società.
Questa è una storia che va raccontata perché paradigmatica di una Provincia padrona incontrastata, di un ente pubblico che dovrebbe garantire imparzialità e pari trattamento e invece piega leggi e regolamenti per piegare le persone e la loro dignità. È la storia di due giovani funzionari amministrativi che hanno avuto il solo torto di ribellarsi all’esito perlomeno anomalo di un concorso in cui vennero pubblicati i vincitori della prova scritta quando ancora non esisteva alcun verbale di correzione dei temi e di attribuzione dei voti. Hanno impugnato quel concorso davanti al Tar, che ha respinto il loro ricorso. E si sono costituiti parte civile nel procedimento penale aperto dalla procura della Repubblica e chiuso in primo grado con un’assoluzione del gup Corrado Pascucci. Il falso c’era ma – sentenziò il giudice – non è dimostrato che fosse voluto «giacché la redazione (del tutto scorretta) dei verbali era una prassi pacificamente ed incontrovertibilmente convalidata ed autorizzata dall’ufficio concorsi della Provincia di Trento». Ora il caso dovrà essere discusso dal Consiglio di Stato in sede amministrativa e dalla Corte d’appello in sede penale. Nel frattempo, però, nei confronti di Annalisa Iungg e Giulio Melchiori, i due ricorrenti, sono partite le «ritorsioni» di piazza Dante. Sono stati gli unici precari della Provincia ai quali non è stato rinnovato il contratto fino al 31 dicembre 2009 e sono due dei tre dipendenti (il terzo è dietro di loro in graduatoria), sui cinque «licenziati» dopo l’assunzione dei 14 vincitori di quel famoso concorso, a non essere ancora stati riassunti, con motivazioni che potrebbero ora diventare oggetto di cause di lavoro. Stanno sbattendo contro un muro di gomma, indegno per una terra che si fa vanto della propria autonomia speciale.
TRENTO – E’ Raffaello Sampaolesi il nuovo difensore civico della Provincia. Il giudice di Pace di Trento ha ottenuto 27 voti su 32 consiglieri presenti (4 schede bianche e 2 nulle). La votazione è avvenuta al termine di una mattinata piuttosto movimentata, in linea con la tensione sempre crescente che ha caratterizzato questa nomina e che si trascina ormai da qualche mese.
