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Buon Natale…

Nell’augurare un Buone Feste a tutti, volevo rivolgere un pensiero a chi sicuramente oggi avrà passato un Natale neanche lontanamente paragonabile al nostro.

Nei giorni scorsi una cara amica mi ha girato l’appello di padre Gianni Nobili, un sacerdote comboniano impegnato nel cuore dell’Africa accanto a quelli che Alex Zanotelli definisce “gli ultimi fra gli ultimi”.

Difficile trovare le parole per descrivere la Grande Ingiustizia che stiamo vivendo e che contribuiamo ad alimentare, togliendo ogni giorno dal piatto di milioni e milioni di persone ciò che noi finiamo, in buona parte, per buttare nella spazzatura.

Limitandoci solo all’Italia, Coldiretti stima che siano stati spesi per imbandire le tavole natalizie 2,8 miliardi di Euro!!

E’ una realtà di cui conosciamo benissimo l’esistenza, che di tanto in tanto come un tarlo disturba i nostri pensieri.

Il mio augurio è che questo tarlo si faccia sentire sempre più spesso, spingendoci a modificare al più presto i nostri comportamenti e le nostre scelte quotidiane.

Non ci sono altre vie d’uscita, non possiamo aspettarci che questo stato di cose prima o poi si risolverà miracolosamente.

Li stiamo derubando e giustamente, un giorno, ci verrà chiesto di saldare il conto…

www.panespezzato.it

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Ripubblicizzazione dell’acqua – prosegue la raccolta firme

Domenica scorsa, 20 dicembre, TrentoAttiva ha sfidato il freddo polare per la seconda giornata di raccolta firme a favore dell’acqua pubblica.

Ha contribuito a riscaldarci sicuramente lo spettacolo di giochi pirotecnici che un gruppo di ragazzi ha improvvisato a pochi passi dal nostro gazebo, il dolce al cioccolato preparato dalla nostra mitica Presidentessa, ma soprattutto l’afflusso di persone interessate a sottoscrivere la petizione.

Niente folle oceaniche, intendiamoci, ma comunque un buon segnale in questi tempi di disaffezione per la cosa pubblica e di frenetica corsa all’acquisto da mettere sotto l’albero.

Ad oggi le firme raccolte sono 347 per la petizione che consegneremo al Consiglio Comunale di Trento e 451 per l’analoga sottoscrizione destinata al Consiglio Provinciale.

Per quest’ultima abbiamo anche deciso di attivare una petizione online, disponibile a questo indirizzo:

http://www.petizionionline.it/petizione/ripubblicizzazione-del-servizio-idrico-integrato-provincia-autonoma-di-trento/460

Tutti quelli che non sono riusciti fisicamente a firmare al banchetto possono quindi aderire comodamente da casa. Unico requisito, la residenza in provincia di Trento.

Ricordiamo per completezza di informazione le richieste che vengono fatte:

  • riconoscere nello Statuto, il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
  • riconoscere il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico;
  • intraprendere tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23bis Lg. 133/2008, come modificato dall’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011.

Un appello per finire: stiamo cercando di organizzare, per il mese di gennaio, una giornata provinciale di raccolta firme da realizzarsi in contemporanea quantomeno nei maggiori comuni del nostro territorio.

Ovviamente è necessario il supporto di realtà associative locali.

Non serve un grande sforzo, si tratta di dedicare 3-4 ore del proprio tempo libero ad una causa per la quale è importante far sentire la propria voce.

Se siete interessati contattateci alla nostra mail trentoattiva@gmail.com.

Ci contiamo!!

BUON NATALE A TUTTI!!

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Segnali di cambiamento da Ancona

I cittadini scelgono tre progetti per i quartieri, si vota on-line

Ancona – Giochi per i bambini, verde, strade, bagni pubblici, illuminazione, impianti sportivi: i cittadini hanno evidenziato queste priorità e il Comune ha inserito in bilancio tre progetti di investimento, uno per ogni Circoscrizione, calibrati su esigenze concrete espresse all’interno dei singoli quartieri.
E’ la filosofia del bilancio partecipativo, che ad Ancona, proprio per dare una indicazione precisa sull’”origine controllata” della proposta, è stato chiamato “Bilancio delle Circoscrizioni”. “E’ un progetto sperimentale – spiega il sindaco Fiorello Gramillano – che servirà a definire i criteri per un’applicazione più strutturale nei prossimi anni. In questo modo vogliamo dare un nuovo metodo e, soprattutto, nuove voci a uno degli strumenti fondamentali per il governo della città. La trasparenza, la comunicazione e, soprattutto, la partecipazione sono i principi base delle moderne amministrazioni per il governo della cosa pubblica.

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La Provincia promette battaglia contro la privatizzazione dell’acqua

Ancona - La Provincia di Ancona promette battaglia contro le norme che prevedono la privatizzazione dell’acqua. Con un ordine del giorno approvato questa mattina, la giunta provinciale “ribadisce con forza che “l’acqua costituisce un diritto universale e non una merce di scambio e, pertanto, non è assoggettabile a interessi economici”.

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Acqua bene comune – esempi virtuosi


Provincia di Imperia, 7 Comuni per l’acqua bene comune.

Dalla Regione Puglia un altro esempio che ci potebbe essere utile per portare davanti al Consiglio Provinciale qualcosa di concreto sul tema della pubblicizzazione del servizio idrico.

Nella giornata di martedì 20 ottobre, una delibera di Giunta Regionale ha sancito l’avvio della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, definendo l’acqua un “bene comune e un diritto umano universale” e il servizio idrico come “servizio di interesse regionale privo di rilevanza economica” e nel contempo decidendo di impugnare presso la Corte Costituzionale il provvedimento legislativo in quanto lesivo delle prerogative assegnate dalla Costituzione alle Regioni…


Leggi tutto il comunicato stampa congiunto Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Leggi il testo della delibera

Leggi il comunicato stampa della Regione Puglia

I Continenti che ignoriamo

L’altra sera sono stato ad una serata dal titolo Ingiustizie Migranti.

I tre relatori, Antonio Rapanà, l’assessore Lia Beltrami e padre Alex Zanotelli hanno riempito quasi tre ore di contenuti e di informazioni, di emozioni e di racconti di vita.

Serata bella e molto intensa, che mi ha fatto tornare a casa con un misto di rabbia e voglia di fare qualcosa per migliorare questo pietoso stato di cose, indegno di un paese che si definisce democratico.

Penso che dobbiamo avvicinare queste persone, non aspettarci che si integrino in qualcosa che è a loro distante.

Mi veniva in mente ad esempio l’organizzazione di un pranzo/cena multilingue.  La lancio come idea e mi piacerebbe che altri avanzassero delle proposte.

Vi lascio con questo articolo di Oliviero Beha, che ho trovato illuminante.

di Oliviero Beha
Un buon numero degli storici italiani, e anche chi ha uno sguardo “d i a c ro n i c o ” sulle nostre vicende come il magistrato Roberto Scarpinato, sostiene che i cambiamenti in Italia sono sempre venuti da fuori. Per rimanere al “secolo breve”, decisiva la seconda guerra mondiale per uscire dal fascismo, decisivo il crollo del muro di Berlino vent’anni fa per rimescolare le carte (truccate) della cosiddetta Prima Repubblica. Adesso, in tempi di basso impero, con una classe politica comunque sbrindellata, un capo azienda pregiudicato, prescritto e priapesco e una società fangosamente slabbrata nella “palude Italia”, la domanda che ricorre più di frequente tra gli italiani di buona volontà è: ”Che cosa può accadere per cambiare il corso disastrato delle cose?”. Tradotto storiograficamente, che cosa deve arrivare da fuori per darci una svolta? Bene, questo “qualcosa”da fuori è già arrivato, ed è sotto gli occhi di tutti, tanto evidente da non attirare abbastanza l’attenzione se non per speculazioni politiche di bassa o media lega:dico del fenomeno dell’immigrazione.Vengono da fuori, sono tanti, saranno sempre di più, possono svolgere quel ruolo di cambiamento come fattore esterno che è sempre entrato nella storia/cronaca italiana in qualche modo rivoluzionandola.

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INCENERITORE: L’ALTERNATIVA C’È

Nel ricordare la manifestazione “IO NON MI BRUCIO” che si terrà sabato 31 ottobre a Trento, con partenza da Piazza Dante alle ore 15, segnalo anche la bellissima serata di venerdì 6 novembre al Palarotari di Mezzocorona.

I Comuni di Lavis, Mezzocorona, Mezzolombardo e Zambana, muovendosi da tempo su strade diverse rispetto al comune di Trento e alla PAT, promuovono un incontro informativo sui pericoli legati alla realizzazione dell’inceneritore.

Le alternative esistono ed è obbligo morale di ogni persona, amministrazione ed organizzazione politica cercare la soluzione più sana per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Parteciperanno alla serata in qualità di relatori:

Ernesto Burgio – Coordinatore scientifico di ISDE International Society of Doctors for Environment

Massimo Cerani – Ingegnere, consulente per l’energia e l’ambiente per Comuni ed aziende private

Giuseppe Miserotti  – Presidente Ordine dei Medici di Piacenza

Carla Poli – Amministratrice Centro Riciclo Vedelago (TV)

Conduce: Lucio Gardin

Pagina su Facebook al seguente link: INCENERITORE: L’ALTERNATIVA C’È

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Presentazione proposte al Presidente del Consiglio Provinciale

Trento, 21 ottobre 2009 – ore 20.30

Palazzo Trentini – via Manci 57


Il Consiglio Provinciale di Trento

Il Consiglio Provinciale di Trento

Presentazione delle proposte

al Presidente del Consiglio Provinciale


Il 20 settembre circa 200 cittadini trentini, 200 “volontari della democrazia”, hanno preso parte ad un evento unico per la nostra provincia e utilizzato solo due volte in precedenza nel nostro paese.

Stasera incontreremo il presidente del Consiglio Provinciale Gianni Kessler, per presentare le 4 migliori proposte emerse quel giorno.

Questo è comunque solo il primo passo per dare concretezza alle idee emerse il 20 settembre.

Ci auguriamo ovviamente che Kessler ci dia ascolto e porti avanti, nelle sedi istituzionali, queste proposte. Ma se così non fosse non ci fermeremo e troveremo un’altra strada per portarle all’attenzione dei nostri amministratori.

L’incontro è aperto a tutti e ci auguriamo quindi una presenza numerosa, sia di chi era presente il 20 settembre a Rovereto sia di chi non c’era.

Ti aspettiamo quindi stasera 21 ottobre, alle ore 20.30, presso la sede del Consiglio Provinciale a Trento in via Manci 57.

Non mancare!!

qui trovate il documento che verrà consegnato stasera.

Presentazione proposte al presidente del Consiglio Provinciale

Mercoledì 21 ottobre incontreremo il presidente del Consiglio Provinciale Gianni Kessler, per presentare le 4 proposte più votate de “Il cittadino Partecipa – idee per riattivare la democrazia in Trentino”.

Questo è comunque solo il primo passo per dare concretezza alle idee emerse il 20 settembre.

Ci auguriamo ovviamente che Kessler ci dia ascolto e porti avanti, nelle sedi istituzionali, queste proposte. Ma se così non fosse non ci fermeremo e troveremo un’altra strada per portarle all’attenzione dei nostri amministratori.

Nei prossimi giorni ne daremo comunicazione  a quanti ci hanno lasciato i propri contatti ma ricordiamo che l’incontro è aperto a tutti e ci auguriamo quindi una presenza numerosa, sia di chi era presente il 20 settembre a Rovereto sia di chi non c’era.

Ti aspettiamo quindi mercoledì 21 ottobre, alle ore 20.30, presso la sede del Consiglio Provinciale a Trento in via Manci 57.

Non mancare!!

Io non mi brucio – Manifestazione 31/10/09

14 ottobre 2009 Francesco Ghensi 2 commenti

Manif_Ince_31ott09

A brevissimo verrà calato sulle nostre teste il bando per la realizzazione di un progetto a scatola chiusa.

Otto anni fa un patto politico-economico sottoscritto da Pacher (sindaco di Trento), Maffei (sindaco di Rovereto) e Capra (presidente di Asm Brescia) quando Asm entrò in Trentino Servizi (oggi Dolomiti Energia) sanciva che la soluzione al problema rifiuti doveva passare, necessariamente, per l’incenerimento.

E da questa linea ancora oggi gli amministratori non si schiodano, nonostante i ripetuti appelli da parte di medici e ricercatori che confermano la pericolosità delle emissioni, nonostante gli ottimi risultati della raccolta differenziata che rendono antieconomico un simile investimento (a meno di non importare rifiuti da fuori provincia), nonostante le nuove modalità di smaltimento affermatesi in questi anni, meno impattanti e meno costose.

Del resto violare quel patto vincolerebbe sicuramente qualcuno a pagare un prezzo, politico ed economico.

Il rovescio della medaglia è che lo pagheremo noi quel prezzo: la nostra salute, il nostro bel territorio che il mondo ci invidia, le pregevoli colture della valle dell’Adige ed in ultimoil nostro portafoglio verranno intaccati pesantemente.

C’è ancora tempo per far sentire la nostra voce, prima che sia troppo tardi.

Partecipa anche tu alla manifestazione provinciale di SABATO 31 OTTOBRE, ore 15 in PIAZZA DANTE a Trento.

Ricordo inoltre che domani 15 ottobre alle 18 ci sarà un importantissima seduta del Consiglio Comunale di Trento, richesta appositamente dalla minoranza per parlare di Inceneritore e di Piano Rifiuti.  Sarebbe importanissimo, anche qui, essere in tanti ad assistere!!

Ezio Ferrari: Acqua gestita in maniera pubblica. Il testo della proposta

Sintesi

Secondo me la proprietà e la gestione della principale risorsa, per importanza, della nostra vita, deve essere totalmente gestita dall’ente pubblico, senza la minima presenza di enti privati.

Motivazioni

Mi risulta difficile pensare che un bene indispensabile possa essere amministrato in una logica commerciale dove, quasi sempre, gli interessi economici mal si sposano con i bisogni dell’uomo. L’acqua non deve assolutamente essere in mano a soggetti che la possano controllare a loro piacimento, tenendo ben presente che il “privato” lavora solo ed unicamente per trarre profitto dalla propria attività. Per questo motivo si escludono anche le partecipazioni private nelle aziende pubbliche.

11 ottobre – per Rovereto, per il Trentino

Pensavo alla prossima settimana, a come sarebbe bello svegliarsi in un Trentino più democratico, dove i cittadini di Rovereto potranno per primi sperimentare qualcosa di straordinario e contagiare, perchè no, il resto della provincia.

Mi riferisco alla possibilità che da lunedì i roveretani possano disporre del referendum senza quorum, strumento che permetterebbe loro di incidere realmente sulle scelte della propria ammistrazione e all’amministrazione stessa di mantenere uno stretto e costruttivo legame con il cittadino.

Ciò non deve essere visto come una rivincita della gente comune su “quelli del palazzo” in quanto ritengo che il primo colpevole del distacco fra il cittadino e le istituzioni sia il cittadino stesso, sempre più propenso a delegare, a voltare le spalle, a lasciar correre, a vivere la partecipazione come una fatica da sopportare il meno possibile.

Nessuna rivincita quindi, ma solo un riappropriarsi di un diritto-dovere di chi si ritiene Cittadino: la partecipazione!

ps: i miei complimenti vanno comunque, a prescindere dall’esito di domenica prossima, ai mitici ragazzi di Partecipazione Cittadini Rovereto. Mitici e irriducibili!

Inceneritore: emissioni molte, partecipazione zero!

1 ottobre 2009 Francesco Ghensi 4 commenti

A proposito di partecipazione sulle grandi opere, un amico mi ha segnalato che nello “Studio di fattibilità” per il bando dell’inceneritore, al capitolo “8.1.2. Sintesi delle linee guida della segreteria dell’Associazione Italiana di Epidemiologia al fine della definizione dei criteri di carattere sanitario” (pagg. 182 e 183 del documento http://www.comune.tn.it/comune/argomenti/ambiente/file/inceneritore/Studio_agosto_2009.pdf) , tra le altre centomila stranezze, scrivono:

(omissis)

Per il monitoraggio ambientale e sanitario sono raccomandati:

(omissis)

- la partecipazione e il coinvolgimento della popolazione in tutte le fasi, sia decisionali sia operative, connesse allo smaltimento dei rifiuti, secondo quanto ribadito dalla convenzione europea di Aarhus e dalla carta di Aalborg.

Alcune domande sorgono spontanee.
E nel corso dei tot anni prima dei… monitoraggi?
Perchè è stata abbandonata la prevista conferenza dei comuni su questo tema?
A quando un dibattito, con esperti qualificati, che metta a confronto tutte le alternative per chiudere il ciclo dei rifiuti?

PS: il 31 ottobre è prevista una manifestazione sull’inceneritore. A breve i dettagli.

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Emilio Piccoli: Abolizione dei quorum referendari. Il testo della proposta

29 settembre 2009 Francesco Ghensi Nessun commento

emilio

emilio

Anche la seconda proposta più votata verrà presentata nei prossimi giorni al Presidente del Consiglio Provinciale.

Qui sotto la sintesi e le motivazioni del proponente, Emilio Piccoli.

PROPOSTA

Emendamento alla legge provinciale del 5 marzo 2003 n.4.
Nello specifico si chiede che l’art.4 venga modificato eliminando la parte che qui sotto è evidenziata in grassetto:

art.4
validità del referndum propositivo
La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti favorevoli validamente espressi [, a condizione che alla votazione abbia partecipato la maggioranza degli aventi diritto al voto.]

MOTIVAZIONI

Quanto più il quorum di partecipazione nelle consultazioni referendarie è elevato, tanto più è messa a repentaglio l’efficacia e la fiducia dei cittadini nei confronti del referendum stesso.
Infatti, una soglia elevata sbilancia ingiustamente le forze in campo nelle competizioni referendarie, perchè consente agli oppositori di ricorrere alla ‘chiamata al boicottaggio’, trasformando così – in caso di riuscita – l’astensione dell’elettore in voto contrario al tema referendario e quindi automaticamente sommabile ai voti contrari. In base a questo ragionamento, il fronte del ‘NO’ viene a disporre di 2 risultati utili su 3. È quindi un gioco facile per i boicottatori imporre il volere di una minoranza contro la maggioranza della popolazione.
Questo stato di cose incentiva fortemente l’atteggiamento rinunciatario e non partecipativo del cittadino, determinato soprattutto dall’alta probabilità di fallimento della votazione. Inoltre, viene socialmente promosso e sollecitato un comportamento ‘ostruzionista’ del cittadino.
Perchè quorum zero? Nella pratica si osserva che minore è il quorum di partecipazione maggiore è la tendenza del cittadino a partecipare; quando la votazione non ha quorum si registra puntualmente la partecipazione massima dei cittadini. Non esiste quindi, nei fatti, il pericolo che poche persone possano decidere per tutta la collettività; se ciò dovesse stranamente succedere, il voto non perderebbe comunque la sua leggittimità, in quanto i cittadini che vanno a votare, in una autentica democrazia, hanno il mandato di decidere anche a nome dei cittadini che non vogliono votare. Del resto, i refendum confermativi già ora sono privi di quorum eppure nessuno ne mette in dubbio la legittimità.
L’abolizione del quorum di partecipazione è il primo passo indispensabile per consentire ai cittadini di concorrere attivamente al processo decisonale democratico.

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SVP contraria all’effettiva partecipazione politica dei cittadini

9 settembre 2009 Francesco Ghensi 1 commento

La SVP contraria all’effettiva partecipazione politica dei cittadini

Ieri il direttivo della SVP, in vista del referendum provinciale del 25 ottobre, ha deciso di invitare gli elettori a votare con un NO su entrambe le proposte di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta, ed ha suggerito che anche il non-voto sarebbe democraticamente legittimo. Con ciò la SVP nuovamente ha dimostrato che una partecipazione diretta dei cittadini alla politica secondo regole praticabili non abbia importanza. La SVP già nel 1997 ha indirettamente silurato a livello regionale la disciplina dei diritti referendari. Dopo il passaggio di questa competenza alla Provincia nel 2001, la maggioranza consiliare ha impiegato 4 anni per approvare una legge applicativa (L.P. n.11/2005). Pur accettando di istituire il diritto al referendum propositivo, come previsto dallo Statuto, la legge uscita dal Consiglio impone tutta una serie di restrizioni e presenta serie lacune rendendo difficile l’applicazione.

Inoltre questa legge non prevede la possibilità che i cittadini possano votare anche su delibere della Giunta provinciale di interesse provinciale, un diritto previsto dalla Costituzione (art. 123, 1° comma). Il quorum del 40%, voluto dalla SVP, invita a campagne di boicottaggio e porta allo sperpero di fondi pubblici, perché causa la frequente invalidità di votazioni referendarie. Benché la SVP con la L.P. n.11/2005 abbia apparentemente accettato la partecipazione, adesso non sostiene l’esercizio pratico di questo diritto da parte dei cittadini chiamando all’astensione, che essa definisce “democraticamente legittimo”. Perció nuovamente si conferma l’effetto pericoloso del quorum. In assenza di quorum decide chi partecipa, ed i cittadini si sentirebbero chiamati ad informarsi, a formarsi un’opinione ed a partecipare. Gli astenuti dal voto non verrebbero sommati ai NO e quindi non potrebbe ostacolare chi intende effettivamente partecipare. Giocando sul astensionismo, di nuovo la SVP cerca di far leva sulla passività di una parte dell’elettorato anziché stimolare la partecipazione attiva della popolazione come previsto dall’art. 118, 4° comma, Costituzione, e come inerente allo spirito della legge provinciale vigente.

La SVP, infine, diffonde informazioni palesemente false quando afferma che, in base all’istituendo “referendum confermativo” basterebbero già 20 cittadini per bloccare una delibera del Consiglio o della Giunta provinciale fino al momento dello svolgimento della votazione referendaria. Per cui una politica efficace e di rapido intervento uscirebbe completamente compromessa.” Secondo il testo della legge da noi proposta, invece, il comitato dei promotori ha a disposizione 7 giorni per porre un veto contro una delibera della Giunta o del Consiglio. Dopo di ché i cittadini hanno 45 giorni per raccogliere 7.500 firme. Se questa soglia non venisse raggiunta, il veto decaderebbe subito. Se la soglia fosse raggiunta, va indetto un referendum confermativo entro 4 mesi. Ciò significa che una delibera della Giunta provinciale ritenuta molto questionabile da un gran numero di persone, potrà essere differita al massimo di 6 mesi. Neanche parlare di un “blocco del lavoro governativo efficace” come afferma la SVP.

Anche in merito alla presunta violazione dello Statuto di autonomia il direttivo della SVP sta errando. Dal testo dell’art. 47, comma 2, non si può dedurre un’esclusione di questa materia dalle materie referendabili, bensí si determina una procedura speciale nel Consiglio provinciale per l’approvazione di leggi sulla forma di governo. La legge vigente sulla democrazia diretta non esclude questo oggetto dalle materie referendabili. Infine, due commissioni di giudici, indipendenti fra di loro hanno già dichiarato l’ammissibilità della nostra legge, giudicandoli compatibili con lo Statuto di Autonomia.

Otto von Aufschnaiter Dipl. Ing. FH
Presidente dell’Iniziativa

Stephan Lausch
Coordinatore dell’Iniziativa

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PADULE DI FUCECCHIO: LA PAROLA AI CITTADINI

10 giugno 2009 Francesco Ghensi 3 commenti

padule

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I temi: depuratore, uso delle risorse idriche e sviluppo dell’area. La Regione finanzierà il processo partecipativo. Sei mesi di tempo per decidere.

 

PONTE BUGGIANESE (PISTOIA) – “Il Padule che vorremmo”, ovvero coinvolgere i cittadini e far scegliere loro, assieme alle istituzioni, il miglior progetto condiviso per la futura gestione delle acque del Padule con un confronto sulla proposta del Comune per la localizzazione del futuro depuratore.

La Regione finanzierà il progetto di partecipazione locale di Ponte Buggianese, proposto dall’amministrazione comunale.
I cittadini saranno coinvolti per un confronto sulla localizzazione di un nuovo impianto di depurazione e più in generale nella riorganizzazione del sistema di depurazione civile del Comune e della Valdinievole, con l’obiettivo di riflettere insieme sul futuro dell’area.

Sei mesi di tempo: tanto durerà il processo partecipativo.
La scelta del sito del depuratore avverrà entro ottobre con un confronto diretto sulla Prosegui la lettura…