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“No” degli artigiani ai camini di Borgo e di Ischia Podetti

camini da L’Adige del 18/12/2009

«Se martedì non sarà emessa l’ordinanza di chiusura definitiva delle acciaierie incominceremo a manifestare ad oltranza». Laura Zanetti, portavoce dei Barbieri Sleali della Valsugana, commenta cosi la sentenza del tribunale del riesame di Trento che ha rigettato la richiesta di dissequestro delle acciaierie e che martedì, in una nuova udienza richiesta dalla Procura, si pronuncerà sul sequestro totale dell’impianto. Ieri mattina erano una trentina, Barbieri Sleali e altri comitati ambientalisti della Valsugana, riuniti in presidio a Trento davanti al tribunale in attesa del pronunciamento del giudice. «Chiediamo la chiusura delle fonderie – ha ribadito con forza Laura Zanetti – la loro riconversione e uno studio sulle patologie oncologiche e sui danni provocati alla salute e all’ambiente dalle emissioni degli inquinanti che a nostro parere sono ben oltre i limiti di legge». La prima azione di protesta è prevista per mercoledì prossimo: un convoglio lumaca partirà alle sette del mattino da Borgo, sulla strada che costeggia le acciaierie, fino a Levico. «Sarà cosi tutti i giorni fino a quando non riusciremo ad avere ragione su una questione importante come la salute degli abitanti di un’intera valle. Si sente piagnucolare sui posti di lavoro degli operai, ma la Provincia di Trento e il signor Leali hanno i mezzi a disposizione per mantenere i lavoratori con un vitalizio e un soggiorno in una casa salute», affermano i manifestanti anti acciaieria. Una vicenda, quella della fabbrica di Borgo Valsugana, che non ha mai varcato i confini del Trentino. E, infatti, il comitato ha in programma un’azione mediatica a livello nazionale. «L’obiettivo è quello di rendere nota a tutti – continua Laura Zanetti – con l’acquisto di una pagina su un importante quotidiano nazionale la storia di una Trentino che nessuno conosce sarà la nostra prossima mossa a prescindere dalla sentenza del tribunale». Ovviamente questo sarebbe tutt’altro che una buona pubblicità turistica.

Siamo tre titolari di imprese artigiane e abbiamo letto con una certa meraviglia il contenuto dell’articolo riguardante l’inceneritore, apparso sull’ultimo numero della rivista degli Artigiani, a firma del responsabile dell’area ambiente ed energia. Una presa di posizione così netta su un argomento così complicato ci sembra imprudente e inoltre non ricordiamo che l’associazione di cui facciamo parte abbia, almeno negli ultimi anni, promosso dibattiti sull’argomento, raggiungendo una posizione condivisa. Dopo che da alcuni anni, in azienda, separiamo i nostri rifiuti con formulari, codici, Mud (efficacemente aiutati dall’Associazione) e a casa con bidoncini, sacchetti vari e giornate per la raccolta da memorizzare, ci pare strano rischiare di vanificare questo impegno decidendo di gettare tutto in un inceneritore. Perché questo temiamo sia l’inevitabile sbocco, almeno nel medio-lungo periodo. L’inceneritore infatti sicuramente rappresenta una soluzione comoda per gli amministratori della cosa pubblica, ma deresponsabilizza i cittadini. Inoltre, ci pare che proprio la «assenza di studi scientifici inequivocabili», come recita l’articolo, dovrebbe suggerire di adottare le strategie più prudenti. Ricordiamo quello che ci hanno sempre detto da bambini: «se te sei sicur che ‘l te faga ben, tolen zo poc. Se te gai sol qualche dubio che ‘l pol farte mal, tralo via». E’ il principio di precauzione espresso con parole di antica saggezza, al quale siamo più che convinti dovrebbe sempre ispirarsi chi deve decidere su aspetti importanti della vita attuale e futura. Esistono comunque abbondante documentazione medico-scientifica e specifici studi ad opera di emeriti scienziati, i cui risultati sono stati illustrati dai relatori presenti alla serata promossa di recente da alcuni comuni della piana Rotaliana, che dimostrano come non solo gli inceneritori siano responsabili dell’insorgere di diversi tipi di cancro, ma che anche quelli di «moderna concezione» ne possono provocare, poiché emettono particelle finissime, e per questo ancor più letali, che nessun filtro è in grado di fermare. Se non si possono differenziare i rifiuti al 100%, si può comunque arrivarci vicino, recuperando anche il 90%, tanto che questa attività costituisce il business di taluni imprenditori. Nel corso della già citata serata al Palarotari l’ing. Massimo Cerani ha illustrato uno studio di fattibilità, commissionatogli da alcuni comuni, che prevede di realizzare nell’intero territorio trentino un sistema di gestione dei rifiuti ad un costo molto più basso di quello che serve per costruire e gestire un inceneritore e con un impiego di manodopera molto maggiore. Ciò consentirebbe alla nostra provincia di diventare un positivo esempio nella lotta allo spreco, valido a livello nazionale, europeo e addirittura mondiale. Se l’inceneritore progettato per Ischia Podetti brucerà 100 mila tonnellate di rifiuti all’anno (ma nello Studio della Pat è scritto che potrebbe bruciarne molte di più) esso inevitabilmente produrrà non meno di 25 mila tonnellate di ceneri e scorie, in parte pericolose o tossiche, che andranno buttate da qualche parte. Dove? Nelle discariche, che quindi non spariranno, ma anzi dovranno continuare ad esistere. Nemmeno da questo punto di vista l’inceneritore risulta una soluzione completa al problema dei rifiuti. La nostra associazione anche di recente ha aiutato qualcuno dei suoi iscritti ad ottenere la certificazione ambientale e cioè a garantire che in azienda tutto venga svolto nel modo più rispettoso possibile per l’ambiente e per la salute dei lavoratori. Abbiamo pertanto una certa difficoltà a capire perché pubblicare, senza un previo confronto, né presentando le opinioni contrarie, posizioni così assolutamente a favore dell’inceneritore, che non danno conto dei tanti dubbi ed incertezze. Per questa ragione, ringraziandovi per l’attenzione, vi chiediamo di voler pubblicare la presente sulla rivista dell’associazione, augurandoci che anche tra la nostra categoria possa nascere un dibattito su un tema così importante per la salute e per il buon vivere di ciascuno di noi. Paola Venturelli – Tecnolito Grafica S.a.s. Enrico Coser – Grafiche Futura S.r.l. Bruno Conci – Cbe s.r.l.

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