Home > democrazia, partecipazione > volevamo braccia…. sono arrivati uomini.

volevamo braccia…. sono arrivati uomini.

Da quando , alla fine degli anni 70, l’Italia entra nel gruppo dei paesi industrializzati, il nostro paese comincia ad avvertire la presenza degli immigrati, ma il fenomeno è limitato e non dà luogo a reazioni particolari.La reazione politica si limita a delle sanatorie per sopperire alla mancanza di regole in merito. Solo più tardi ci si comincerà ad interrogare, a compiere le prime analisi culturali  , ma negando di fatto agli immigrati lo status di individuo e attore sociale.Verso la fine degli anni 90 l’immigrazione è al centro di preoccupazioni nuove, sopratutto politico/mediatiche, e cioè la relazione fra immigrazione e criminalità. Le paure degli italiani, condivise, ma meno diffuse negli altri paesi europei  per il futuro, per la precarizzazione del lavoro e per il sostanziale ridimensionamento dello stile di vita, trasformano profondamente la nostra società,  si prestano alla strumentalizzazione politica  della nuova destra che, soffiando sul fuoco dell’insofferenza verso gli stranieri e alimentando le paure, trasforma la questione migratoria nel problema ossessivo dei clandestini.
Il risultato di  queste operazioni politiche e mediatiche, tese a raccogliere consensi elettorali, è una  deriva xenofoba e autoritaria ormai tollerata e metabolizzata dalla società civile.
Gli stranieri sono additati come gli unici responsabili del disagio diffuso ed esclusi da relazioni sociali, da qualsiasi prospettiva di cittadinanza , ma ancor più grave , tenuti in una condizione di costante sospetto.

Diversamente dagli altri paesi europei, l’economia italiana ha una caratteristica particolare ; una percentuale rilevante del PIL è caraterizzata dall’economia sommersa costantemente bisognosa di forza lavoro mobile, sottopagata e che non avanzi rivendicazioni. In quest’ottica gli stranieri non sono in competizione con gli italiani , in quanto utilizzati nei settori “poveri” come l’edilizia e l’agricoltura stagionale.

Ecco che allora, in Italia si muove una massa di persone , prive di diritti ma nel contempo indispensabili. Nonostante la chiusura apparente, nonostante, proclami, sbarramenti, respingimenti e leggi razziali,  gli stranieri approdano costantemente in Italia, superando ostacoli di ogni tipo, affrontando viaggi rischiosi, con un alto tasso di mortalità, e costretti  ad accettare una posizione subordinata e marginale nella nostra società.

Mentre, da una parte, cresce  la xenofobia e l’ostilità dell’opinione pubblica nei confronti dei migranti, dall’altra, il loro numero cresce costantemente. Paradossalmente però la loro presenza ingombrante li rende «invisibili» alla società, il cui sguardo, distratto o distorto, si posa su di loro rifiutandosi di “vedere”

  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...