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Processo breve o amnistia mascherata?

Lo dicevo io!, la riforma della giustizia sta arrivando  puntuale come l’influenza, anzi, con l’influenza suina ,un’altra porcata insomma. Per carità, non che la riforma non sia necessaria, da decenni è annunciata ad ogni inaugurazione di anno giudiziario, puntualmente dimenticata e trascurata, salvo qualche aggiustamento qua e là, ma sempre nella direzione sbagliata.
Siamo tutti d’accordo sull’urgenza di una riforma, ma deve essere complessa, e non può riguardare solo il ruolo, il lavoro, la produttività dei magistrati, ma anche gli strumenti a disposizione della macchina della giustizia.
Vorrei provare a mettere un pò d’ordine nel tam tam mediatico sulla riforma della giustizia che il governo ha tanta fretta di approvare.
Partiamo dal presupposto che i processi in Italia durano troppo , nulla da eccepire, ma il problema è che i mezzi che si propongono di usare allo scopo sono sbagliati.

Si parla di ridurre i tempi della prescrizione, (ipotesi per reati punibili con pena inferiore a 10 anni) ,la fantasia dei nostri legislatori non ha limiti e non si contano aggiustature ,limature , conferme e smentite, ma sia ben chiaro che significherebbe calare una mannaia su migliaia di processi in corso, grazie alle lungaggini burocratiche si darebbe modo alla difesa di tergiversare fino alla decorrenza dei termini. La norma prevede che si debba celebrare i processi di primo grado entro 3 anni, quelli d’ appello entro 2 e quelli di Cassazione entro 1. Attenzione però, i tempi medi in Italia si attestano attorno ai 7 e mezzo, non ci sono proprio le condizioni, non è sufficente imporre il “processo breve”, sarebbe come chiedere a un macchinista ferroviere di percorrere la tratta Roma – Milano in 5 ore … imponendogli di viaggiare con il carrello adibito alla mautenzione delle rotaie.
La sensazione è che si tratti dell ‘ennesima legge ad personam dal momento che rientrerebbero nella norma , per puro caso s’intende, i due processi a carico del Premier ( Mills e Mediaset ) , anche nell’ipotesi che la “prescrizione breve sia prevista solo per gli incensurati … eh già !!! prescritto= incensurato.
Si paventa pure di ripristinare l’imunità parlamentare;
Margherita Boniver (Pdl) ha presentato alla Camera una proposta di legge costituzionale a riguardo ed afferma :
‘L’immunita’ che esiste in molti ordinamenti europei, nonche’ al Parlamento europeo – afferma – rappresentava uno dei pilastri della Costituzione italiana. Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall’Assemblea di Palazzo Madama, nell’ottobre del 1993, in clima di pesante intimidazione’. ( ricordate Tangentopoli ?)

Ci raccontano che godono di immunità i deputati in Germania, Inghilterra, Spagna e Parlamento europeo. Non è vero. In Inghilterra non c’è nulla del genere. In Germania l’immunità, anche se prevista, non viene mai esercitata. Idem in Spagna, dove non è mai stata negata l’autorizzazione a procedere e gli europarlamentari godono delle immunità previste nei rispettivi paesi di provenienza.

Altra grande menzogna  è che la Costituzione prevedeva l’immunità per sottrarre gli eletti allo strapotere della magistratura. Non dobbiamo dimenticare che si era appena usciti dal fascismo e che l’autorizzazione a procedere era prevista solo nei casi di chiara persecuzione politica, (fumus persecutorum). I Padri costituente si rivolterebbero nella tomba se potessero vedere l’abuso che si è fatto, e che si intende fare, di quello strumento per proteggere i parlamentari da processi per reati comuni e gravissimi, commessi al di fuori delle loro funzioni o addirittura prima di esserne investiti.

Siamo sinceri, una giustizia che funziona non sarebbe bene accolta dai nostri rappresentanti perché penalizzerebbe i loro affari. Una riforma della giustizia nell’interesse dei cittadini, metterebbe a rischio il consenso di tutti i colletti bianchi che ci lucrano sopra. Quindi una vera riforma della giustizia, non ci sarà, e se mai ci sarà, è subordinata ad un ricambio totale e radicale della classe politica.

  1. Gianni
    13 novembre 2009 a 22:32 | #1

    Articolo ironico e pungente. Sempre peggio questa Italia.

    Gianni

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