Regole di Democrazioa: il crocefisso e il principio di sussidiarietà

E’ avvilente la passerella di opinoni trasversalmente contrarie alla sentenza di Strasburgo, senza che qualcuno (nemmeno Travaglio) ne faccia una genuina questione di democrazia, applicando il principo di sussidiarietà, con cui tutti ci si riempie la bocca, ma all’atto pratico viene poi sempre ignorato. In un’aula scolastica, poichè è di questo che si parla nella sentenza – e non di piazze, luoghi di culto ecc, come molte teste d’uovo sostengono -, dovrebbero essere gli utenti i soli abilitati a decidere democraticamente l’esposizione di un simbolo sacro nel luogo dove vengono formati. La variegata schiera degli opinion-leaders italiani ignora questo semplice principio;e questo denota una grande immaturità del nostro paese verso i più elementari concetti della Democrazia.
Questa sentenza è destinata a essere la prima lezione sui princìpi democratici che che ci impartiscono gli altri europei. Permanendo in queste misere condizioni culturali dovremo aspettarci in futuro una pioggia di sentenze shockanti. Chissà se allora cominceremo ad aprire un po’ gli occhi e ad ammettere la nostra arretratezza culturale in fatto di principi di Democrazia.
Povera Patria. Guardate qui ‘Gnazio alla guerra, esempio di politico democratico. Un solo aggettivo: immondo. Speriamo che gli eletti non rispecchino la media dei cittadini, ma siano solo invenzioni dei ‘partiti’, altrimenti siamo perduti.

Certamente il crocefisso è solo un pezzo di legno e a romperlo in due non ci si trova l’essenza del suo messaggio, ma per me simboleggia un messaggio di pace e speranza per mondo migliore. Messaggio che, una volta tanto, è comprensibile da chiunque su questo pianeta.
Un’altra cosa è che noi occidentali dopo duemila anni, ancora non siamo riusciti a mettere in pratica il suo insegnamento (abbiamo forse cattivi maestri?).
Se credi: prega!
Se non credi, ammira!