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Giusta Giustizia?

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Vista la mia passione per la giustizia e la legalità e tenuto conto della disinformazione che circonda questi argomenti, approfitto di questo spazio per tentare di approfondire e, magari, scambiare opinioni e considerazioni con altri avventori del blog.

Apparentemente l’argomento sembra non avere molta relazione con “il cittadino partecipa”,  ma non è esattamente così. Si tendono  a sottovalutare leggi, provvedimenti e considerazioni politiche su un tema, tutto sommato lontano dai problemi dei cittadini comuni. Io credo invece che, se trattato male, con superficialità o con negligenza dolosa da chi ci governa , tocchi profondamente la nostra vita, stravolga gli equilibri sociali e tenga a distanza di “sicurezza” i processi di democrazia partecipativa.
Volevo così iniziare un percorso,  provare ad affrontare l’argomento incominciando a ragionare sulla “giusta pena”.

La cronaca giudiziaria riporta spesso notizie sulla scarcerazione di un omicida dopo “soli” 20 anni, del terrorista che grazie alla buona condotta ottiene il permesso di uscire di giorno dal carcere, o della “lieve condanna di un autista che, ubriaco, ha investito e ucciso un pedone, e magari, poi, queste notizie le si  commenta al bar o in famiglia.

Se in più la notizia dà risalto all’indignazione dei parenti delle vittime, l’opinione pubbblica sodalizza con la parte lesa, quasi sempre le pene inflitte appaiono troppo lievi, e gli sconti di pena concessi da giudici irragionevoli.

I commenti sono unanimi nel affermare che certa gente dovrebbe rimanere in galera tutta la vita.

L’equivoco di fondo sta nel valutare la pena inflitta attraverso i sentimenti delle vittime, ma… attenzione a confondere la sanzione penale e la vendetta.
Naturalmente nessuna pena potrà sembrare sufficentemente “giusta” per il padre a cui hanno ucciso il figlio e se fosse lui a valutare che pena infliggere all’assassino, probabilmente, sarebbe condannato a morte.
Ma in uno stato di diritto questo modo di regolare le offese è improponibile per un motivo semplice:
perchè in contraddizione evidente con il principio per cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.

Sarebbe un sistema che non tiene conto del pericolo di uno squilibrio in favore dei potenti, (la possibilità che hanno i deboli di vendicarsi sono, infatti, molto inferiori a quelle dei forti). Ecco perché è la Giustizia dello Stato a sanzionare  le offese che un cittadino reca ad un altro cittadino; e lo fa applicando la legge, che gli stessi cittadini (attraverso i legislatori che hanno eletto) hanno ritenuto ragionevoli,

Ed ecco perchè il controllo del cittadino sull’operato dei legislatori diviene indispensabile a garantire  la “giusta giustizia”

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