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Io non mi brucio – Manifestazione 31/10/09

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A brevissimo verrà calato sulle nostre teste il bando per la realizzazione di un progetto a scatola chiusa.

Otto anni fa un patto politico-economico sottoscritto da Pacher (sindaco di Trento), Maffei (sindaco di Rovereto) e Capra (presidente di Asm Brescia) quando Asm entrò in Trentino Servizi (oggi Dolomiti Energia) sanciva che la soluzione al problema rifiuti doveva passare, necessariamente, per l’incenerimento.

E da questa linea ancora oggi gli amministratori non si schiodano, nonostante i ripetuti appelli da parte di medici e ricercatori che confermano la pericolosità delle emissioni, nonostante gli ottimi risultati della raccolta differenziata che rendono antieconomico un simile investimento (a meno di non importare rifiuti da fuori provincia), nonostante le nuove modalità di smaltimento affermatesi in questi anni, meno impattanti e meno costose.

Del resto violare quel patto vincolerebbe sicuramente qualcuno a pagare un prezzo, politico ed economico.

Il rovescio della medaglia è che lo pagheremo noi quel prezzo: la nostra salute, il nostro bel territorio che il mondo ci invidia, le pregevoli colture della valle dell’Adige ed in ultimoil nostro portafoglio verranno intaccati pesantemente.

C’è ancora tempo per far sentire la nostra voce, prima che sia troppo tardi.

Partecipa anche tu alla manifestazione provinciale di SABATO 31 OTTOBRE, ore 15 in PIAZZA DANTE a Trento.

Ricordo inoltre che domani 15 ottobre alle 18 ci sarà un importantissima seduta del Consiglio Comunale di Trento, richesta appositamente dalla minoranza per parlare di Inceneritore e di Piano Rifiuti.  Sarebbe importanissimo, anche qui, essere in tanti ad assistere!!

  1. Emilio Piccoli
    14 ottobre 2009 a 10:50 | #1

    io verrò!

  2. paolo michelotto
    14 ottobre 2009 a 15:49 | #2

    condivido tutto. Una vergogna per la democrazia approvare un progetto simile senza sentire il parere dei cittadini. I rappresentanti non rappresentano più che se stessi e i loro interessi.

    Se gli amministratori sono così sicuri della loro tesi, che la pongano a referendum, senza quorum al voto di tutti i cittadini. Solo dopo potranno dire di fare il bene della comunità.

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