
Da tre anni, il Paese è attraversato da decine di vertenze territoriali e di mobilitazioni per l’acqua bene comune e contro la sua privatizzazione.N nel marzo 2006 è nato il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, una rete di associazioni e comitati territoriali, che ha proposto una legge d’iniziativa popolare per la totale ripubblicizzazione dell’acqua, raccogliendo oltre 400.000 firme di cittadini.Ad una fetta enorme dell’attuale popolazione mondiale, non è garantito neppure il diritto alla sopravvivenza.
Non solo ; l’ esaurimento della materie prime fossili costringerà ad un radicale cambiamento dell’intera produzione mondiale, che dovrà basarsi su altre materie prime, fra le quali l’acqua sarà sicuramente quella essenziale.
Si prospettano già delle guerre che se in passato erano per il petrolio, saranno combattute in futuro per il possesso dell’acqua.
La crisi finanziaria globale , i cambiamenti climatici ormai in corso, e la crisi alimentare mondiale faranno dell’acqua una risorsa decisiva per l’umanità intera, e non è difficile intuire che l’obbiettivo politico nei prossimi anni dovrebbe puntare alla sua conservazione garantendo l’accesso universale alla stessa .
Accade invece proprio che i beni comuni, l’acqua in particolare siano diventati il nuovo business finanziario globale e locale.
Nasce così l’idea che l’acqua e il servizio idrico debbano essere considerati beni “a rilevanza economica” e gestiti attraverso SpA; ovvero enti, che anche quando sono a totale capitale pubblico, sono enti di diritto privato, il cui unico scopo è produrre dividendi per gli azionisti.
Anche in Trentino è stato avviato lo stesso processo attraverso diversi passaggi:
Il primo dei quali ha visto la confluenza della SIT del Comune di Trento e dell’ASM del Comune di Rovereto, con la nascita nel 1998 della Holding Trentino Servizi SpA, che controllava il 75% del capitale sociale delle due aziende.
Nel 2001 entra anche ASM di Brescia, acquistando il 20% delle quote, mentre nel dicembre 2002, il processo di incorporazione e di fusione si completa con la costituzione di Trentino Servizi.
Recente una nuova modifica societaria, attraverso la quale i CdA di Trentino Servizi SpA e di Dolomite Energia SpA hanno approvato il progetto di fusione, verso la nuova società che prenderà il nome di Dolomiti Energia SpA. Si tratta, , della creazione di una multiutility fra le prime dieci in Italia e un fatturato di 700 milioni di euro.
Alla nuova società, il Comune di Trento parteciperà con 21,8%, il Comune di Rovereto con il 20,3%, Tecnofin il 16,6% e altri Comuni con il 2,9%. Fra i soci privati, Ft Energia deterrà il 13% e A2A (nata dalla fusione di Aem Milano con Asm Brescia) il 7,9%, Fondazione Cariplo il 5,9%, ISA con il 4,4%, più una serie di altri piccolissimi azionisti.
Il Gruppo coprirà l’85% del mercato elettrico e oltre l’80% di quello del gas, mentre, per quanto riguarda l’acqua, gestirà l’acquedotto di 17 comuni, pari a 200.000 abitanti e 1216 km di rete idrica.
Nessun amministratore riconoscerà mai che si tratta di privatizzazione dell’acqua adducendo l’argomento che la
maggioranza societaria in mano agli enti locali garantirà il necessario controllo pubblica. Diversamente l’apertura della gestione dell’acqua ai privati (uno dei quali è il colosso A2A, collocato in Borsa) con la logica di mercato le scelte saranno determinate dagli andamenti del titolo in Borsa e dalla necessità di produrre dividendi sempre più alti per mantenere la società competitiva sul mercato finanziario. Le conseguenze saranno inevitabili : l’aumento delle tariffe, la riduzione e la precarizzazione del lavoro, la riduzione degli investimenti e delle manutenzioni e l’aumento dei consumi di acqua.
Del resto perché puntare alla conservazione dell’acqua se è dal suo massimo consumo che si ricavano i profitti?
Verrebbero meno ovviamente le garanzie di un servizio pubblico ; Il controllo democratico e la territorialità .Essendo un servizio in mano a un SPA le decisioni vengono prese dal consiglio di Amministrazione, non certo dai consigli comunali, quindi niente controllo tramite la democrazia rappresentativa e assemblee elettive
Il contrario di “pubblico” è “segreto”, dunque riducendo il primo automaticamente si estende il secondo. Sparisce la territorialità , quanto potrà contare l’irrisoria partecipazione al capitale sociale dei piccoli comuni,(ma anche comuni più importanti come Trento e Rovereto )in un contesto che si misura sul mercato generale?, Nulla!,
perché tutto verrà deciso in base alle strategie elaborate tra Milano e Brescia, all’interno di A2A
L’unico modo per garantire un accesso equo e solidale alla risorsa acqua, è la sua difesa come bene pubblico la conservazione per le generazioni future, sottraendo questo bene prezioso alle logiche di mercato,creando un’azienda a carattere consortile che, in quanto ente di diritto pubblico, ha come obiettivo non il profitto ma la garanzia di un diritto per tutti e la cura del bene primario e che, in qualità di consorzio, consente una gestione ancorata al territorio di provenienza.e orientata alla conservazione della risorsa Permettendo una partecipazione diretta dei cittadini alle scelte fondamentali
Il 5 agosto 2008 il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 e recentemente ha aggiunto l’ art 15 della D.L 135/9.
Scade il 26 novembre il tempo utile per la conversione in legge.