Pagato 2500 euro al mese per non fare nulla
di Gianpaolo Tessari
TREN
TO. Pagato per fare parte di una commissione che non c’è. E’ la situazione in cui si trova Diego Pintarelli, esponente di spicco del Pdl perginese, nominato dalle minoranze in Consiglio provinciale in una Commissione dei 12 mai partita. Riceve da Roma 2500 euro al mese.
Pintarelli, che ha corso (perdendo) anche come candidato sindaco di Pergine, non è titolare di indennità provinciali o parlamentari e quindi ha diritto ad un’indennità di circa 2500 euro al mese (poi arriveranno anche rimborsi di viaggio e trasferta) che gli altri due nominati dai Consigli, quello provinciale e regionale, non incassano. Si tratta di Mario Magnani, ex Upt ora nel gruppo misto, che è consigliere in carica e non ne ha quindi diritto e dell’ex consigliere Roberto Pinter di cui si sta verificando la posizione economica. Pinter era convinto che l’indennità non gli spettasse, avendo personalmente proposto una norma di incompatibilità. Ma per l’esponente di Solidarietà si tratterebbe piuttosto di una non cumulabilità il cui calcolo non è stato ancora definito.
Su Pintarelli invece Roma si è dimostrata assai solerte. Versando il dovuto a Commissione ben lungi dall’esserci, visto che il Governo (e vedremo poi perché) non si decide a nominare i propri membri, tra cui vi è l’indicazione per il presidente: «Beh, non capisco dove stia la stranezza. Io sono stato nominato dalle istituzioni trentine e se a Roma è capitato un inghippo non è mica colpa mia. Da quando sono stato nominato è scattata l’indennità» osserva l’interessato. Poco più che cinquantenne, Pintarelli è medico di base e direttore sanitario della casa di riposo Montel S.Spirito; dal 1985 è consigliere comunale a Pergine. Eletto nelle fila dell’allora Dc in maggioranza con il sindaco Adriano Crivellari, è stato riconfermato (diventando assessore alle attività sociali) con il sindaco Luciano Fruet nel 1990. Rieletto nel 1995, nel 2000 e nel 2005. Per anni è stato coordinatore di Forza Italia.
Il Pdl lo ha indicato in Provincia ancora durante l’inverno per una Commissione che avrebbe dovuto vedere la luce prima entro Natale, poi subito dopo le Feste e che lo stesso ministro Raffaele Fitto, competente con delega alle Regioni, si era impegna to a fare decollare a Pasqua. Ora siamo in estate e della Commissione che i presidenti trentino e altoatesino Dellai e Durnwalder aspettano in grazia non si vede ancora traccia. A cosa serve la Commissione dei 12? Lo Statuto d’autonomia prevede una commissione paritetica Stato-Provincia autonoma per elaborare le disposizioni di attuazione previste dalla norma costituzionale. Tali norme di attuazione vengono elaborate dalla Commissione dei Sei, qualora si tratti di competenze della Provincia autonoma di Bolzano.
Quando le norme di attuazione concernono competenze di entrambe le Province (Bolzano e Trento) o della Regione, allora è la Commissione dei Dodici ad elaborarle. Le proposte delle commissioni, se accettate dal Governo, entrano in vigore con decreto del Presidente della Repubblica.
Tutto bene? No, perché Fitto è invischiato nella bega altoatesina dentro il Pdl. Da una parte la componente ex An che fa riferimento a Holzmann e che spinge sul capogruppo Pdl Gasparri, dall’altra ci sono Biancofiore e gli ex di Forza Italia che tirano per la giacca il ministro in altra direzione. L’Autonomia e le sue norme attendono. Il commissario Pintarelli no.
(fonte: Trentino)